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Ott

Classificazione dei gessi dentali: come fare la scelta giusta

Il gesso dentale, ossia il solfato di calcio, è uno dei materiali più largamente utilizzato in odontoiatria e odontotecnica; il suo utilizzo non si limita allo sviluppo delle impronte delle arcate dentali, viene infatti adoperato in molte altre fasi come il bloccaggio dei modelli in articolatore e la creazione delle muffole.

Proprio per la moltitudine di applicazioni di questo materiale in ambito odontotecnico, sono presenti diverse formulazioni di gesso, ciascuna con le proprie caratteristiche, in grado di adattarsi ad ogni fase di laboratorio.

Il gesso è un materiale presente in natura che viene sottoposto a processi di polverizzazione e calcificazione prima di essere commercializzato sotto forma di polvere che, una volta mescolata con l’acqua, crea una miscela malleabile per un breve periodo di tempo, in grado di solidificarsi poco dopo aver assunto la forma desiderata.

Per ottenere modelli di qualità è raccomandata la massima precisione nelle varie fasi di lavorazione, in particolare vanno osservati i rapporti liquido-polvere indicati dalle aziende produttrici, i tempi e i modi di spatolamento, il quale deve prevenire inclusioni d’aria che condurrebbero alla formazione di bolle. Durante il processo di miscelazione si verifica la reazione di presa, la cui durata identifica il tempo di presa.

Tipologie di gessi dentali

In base ai processi che il gesso subisce prima di essere commercializzato, si ottengono caratteristiche distintive che richiedono quantitativi di acqua diversi nella fase di miscelazione e che ne permettono la classificazione in 5 tipi.

  • Tipo I/II – Gesso tenero per impronte
  • Tipo III – Gesso tenero
  • Tipo IV – Gesso duro per modelli
  • Tipo V – Gesso extra-duro per modelli

Il comportamento dei gessi cambia scendendo nell’elenco: il tempo di presa del gesso diminuisce, così come la quantità d’acqua necessaria a pari quantità di polvere e la percentuale di espansione di presa. Ad aumentare conseguentemente sono la durezza dei gessi e la loro capacità di mantenere fedelmente nel tempo i dettagli riprodotti.

Differenze tra le varie tipologie di gessi

La scelta di quale tipo di gesso adoperare è dettata dalla situazione a cui questo deve essere applicato.

I gessi di tipo I e II sono molto morbidi e possono essere considerati materiali da impronta clinica, più che da laboratorio.

Nello sviluppare un modello è possibile che si voglia ottenere un modello unitario, oppure un modello divisibile. Nel primo caso si adoperano maggiormente i gessi di tipo III o IV In particolare il tipo 3 solitamente è adoperato per duplicati, mentre il IV realizzare cerature, stampaggio di placche, provvisori.

Un gesso di tipo IV come il nostro Elite Rock, invece, deve la sua popolarità alla sua semplicità di utilizzo, al suo setting relativamente rapido e ad una buona accuratezza nella riproduzione del dettaglio; oltre al dettaglio e alla presenza di una superficie liscia ed omogenea è importante ricercare una adeguata durezza.
Il gesso infatti è sottoposto a continua manipolazione e sollecitazioni che potrebbero minarne l’integrità. Sarebbe opportuno preservare in buono stato i modelli fino al termine del piano di cura perché rappresentano uno strumento utile nella valutazione dello stato anteriore del paziente.

I gessi di tipo V vengono adoperati in quelle condizioni che richiedono una particolare stabilità dimensionale e resistenza. La scelta del tipo di gesso è cruciale e rappresenta uno step imprescindibile per consentire il giusto sviluppo di alcune fasi cliniche e di laboratorio.


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