{"id":1456,"date":"2021-01-23T16:34:54","date_gmt":"2021-01-23T15:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=1456"},"modified":"2021-02-19T17:48:47","modified_gmt":"2021-02-19T16:48:47","slug":"impronta-su-impianti-paralleli-e-angolati-criticita-e-utilizzo-dei-materiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/impronta-su-impianti-paralleli-e-angolati-criticita-e-utilizzo-dei-materiali\/","title":{"rendered":"Impronta su impianti paralleli e angolati: criticit\u00e0 e utilizzo dei materiali"},"content":{"rendered":"\n<p>La realizzazione di un\u2019impronta su impianti \u00e8 uno dei passaggi pi\u00f9 importanti all\u2019interno del workflow protesico al fine di trasferire correttamente la situazione del cavo orale su un modello in gesso per realizzare una protesi. Essa rappresenta la base di partenza per tutte le fasi protesiche successive che ne verranno quindi influenzate.<\/p>\n\n\n\n<p>In implanto-protesi in particolare, \u00e8 <strong>essenziale un&#8217;elevata precisione nella rilevazione della posizione tridimensionale spaziale<\/strong> degli impianti in virt\u00f9 della loro rigida connessione con l&#8217;osso. \u00c8 estremamente importante infatti che la struttura protesica si colleghi passivamente agli impianti stessi al fine di alleviare tensioni e sollecitazioni permanenti sia ai tessuti biologici (osso e tessuti molli perimplantari) che alle componenti della protesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Moltissimi sono <strong>i fattori che influenzano l\u2019accuratezza e la precisione<\/strong> delle protesi su impianti. Di certo l\u2019<strong>angolazione<\/strong> degli impianti e il disparallelismo spesso presente tra loro \u00e8 un fattore che complica la presa dell\u2019impronta. La <strong>posizione <\/strong>degli impianti angolati \u00e8 molto pi\u00f9 difficile da riprodurre rispetto a quella degli impianti paralleli e anche le forze applicate durante la rimozione dell\u2019impronta sono estremamente superiori con conseguenti rischi di mobilizzazione dei transfer. Risultano per\u00f2 altrettanto importanti la <strong>scelta dei materiali e la tecnica d\u2019impronta<\/strong>, perch\u00e9 un particolare materiale e la sua tecnica d\u2019impiego possono dare risultati significativamente differenti da altri materiali per quanto riguarda la precisione e l\u2019accuratezza del trasferimento della posizione tridimensionale degli impianti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche dei materiali per impronte di protesi implantare<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra tutti i <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product_category\/dental-it\/studio-it\/sistemi-impronta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">materiali da impronta<\/a>, gli elastomeri e in particolare i polieteri (PE) e i <strong>polivinilsilossani <\/strong>o <strong>siliconi per addizione<\/strong> (PVS) rappresentano le migliori scelte per le tecniche di impronta in protesi fissa e implantare grazie alle loro ottime propriet\u00e0 fisico-meccaniche<sup>1,2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, questi materiali sono entrambi caratterizzati da un\u2019<strong>elevata durezza finale<\/strong>, che nella maggior parte dei casi varia da 40 a 70 Shore A, e risulta necessaria per la stabilizzazione della posizione del\/dei transfer all\u2019interno dell\u2019impronta. Entrambi poi presentano anche un\u2019alta <strong>resistenza allo strappo<\/strong>, che riduce il rischio di strappi dell\u2019impronta specialmente nella zona dei transfer durante la rimozione dal cavo orale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ottima \u00e8 anche la<strong> capacit\u00e0 di scorrimento su superfici umide<\/strong>, identificata dall\u2019angolo di contatto di polieteri e siliconi per addizione. I polieteri sono materiali che per loro natura interagiscono con le molecole d\u2019acqua e presentano perci\u00f2 un buon angolo di contatto mentre i polivinilsilossani, essendo idrofobi, vengono ad oggi addizionati di surfattanti che abbassano drasticamente il loro angolo di contatto, rendendoli quindi idrocompatibili o bagnabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa caratteristica \u00e8 sicuramente pi\u00f9 importante nella protesi fissa su denti naturali in quanto <strong>definisce il grado di riproduzione dei dettagli<\/strong>, ma pu\u00f2 essere al contempo utile in protesi implantare per lo scorrimento e il grado di interazione del materiale con la superficie del\/i transfer. \u00c8 fondamentale che tutta la superficie del transfer emergente dalla superficie implantare venga inglobata in tutto e per tutto nel materiale da impronta.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>capacit\u00e0 di interagire con le molecole d\u2019acqua<\/strong> definisce poi anche la stabilit\u00e0 dimensionale del materiale. Sia siliconi per addizione che polieteri presentano una buona stabilit\u00e0 dimensionale, poich\u00e9 la polimerizzazione non comporta comunque perdita di sottoprodotti come avviene invece nei i siliconi per condensazione<sup>3,4<\/sup>. Tuttavia, il polietere, essendo idrofilo di natura, pu\u00f2 subire col tempo contrazione dimensionale in seguito al rilascio di molecole d\u2019acqua assorbite durante la presa dell\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"467\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800-700x467.jpg\" alt=\"esempio-impianto-dentale-parallelo\" class=\"wp-image-1434\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800-700x467.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Hydrorise_Implant_imp-paralleli_1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption><em>Esempio di utilizzo di Hydrorise Implant su impianto parallelo<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Il <strong>recupero elastico<\/strong>, definito come capacit\u00e0 di un materiale di tornare alla forma originale, a polimerizzazione avvenuta, dopo il cessare delle forze di compressione, \u00e8 anch\u2019essa una caratteristica molto importante specialmente in caso di impronte su impianti angolati e non paralleli. Generalmente infatti, gli errori pi\u00f9 importanti rilevati nelle impronte si hanno a causa della forza con cui le stesse vengono rimosse dal cavo orale, che determina una importante distorsione o alle volte lo strappo del materiale nelle zone di interesse. Una buona elasticit\u00e0 del materiale pu\u00f2 quindi ridurre questo rischio e smorzare anche le forze applicate durante la rimozione dell\u2019impronta in caso di sottosquadri. In questo i siliconi presentano un vantaggio rispetto ai polieteri, generalmente meno elastici.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra caratteristica da non sottovalutare \u00e8 poi il<strong> comportamento del materiale durante le fasi di polimerizzazione<\/strong>. L\u2019<em>effetto Snap\/Set<\/em>, definito come la lunghezza del tempo di polimerizzazione, va dal momento in cui il materiale inizia a sviluppare le propriet\u00e0 meccaniche e termina quando queste sono completamente sviluppate. Tanto pi\u00f9 questo effetto \u00e8 immediato e rapido, tanto pi\u00f9 il clinico avr\u00e0 successo nella procedura d\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Idealmente, infatti, un materiale dovrebbe avere un tempo di lavoro (working time) lungo, che consenta al clinico di posizionare correttamente l\u2019impronta in cavo orale prima che questo inizi a sviluppare le propriet\u00e0 meccaniche, e un tempo di polimerizzazione breve, tale da non indurre il clinico a rimuovere l\u2019impronta dal cavo orale prima che il materiale abbia finito la polimerizzazione. Anche in questo caso <strong>l\u2019impronta su impianti angolati risulta una sfida per il clinico <\/strong>che deve capire quando il materiale ha effettivamente finito di polimerizzare per poterlo rimuovere in sicurezza dalla bocca senza rischio di causare strappi o distorsioni. Sebbene esistano diversi materiali in commercio, i polieteri, rispetto ai polivinilsilossani, mostrano un tempo di polimerizzazione pi\u00f9 lungo (fino a 1 giorno) come mostrano anche i dati di durezza a 15 minuti, 1 ora e 24 ore<sup>5<\/sup>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Discussione\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Alla luce di quanto sopra riportato, risultano ben leggibili i risultati ottenuti da uno <strong>studio di Schmidt et al.<\/strong><sup>6<\/sup>, che hanno dimostrato come diversi materiali da impronta (polieteri e polivinilsilossani) possano influenzare in modo decisivo l&#8217;accuratezza nella riproduzione della posizione tridimensionale di impianti angolati.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli autori hanno infatti concluso che il <strong>polietere <\/strong>si \u00e8 dimostrato il materiale migliore per i restauri singoli, specialmente negli impianti non angolati. Se per\u00f2 sono necessari restauri multipli con diverse angolazioni degli impianti, i <strong>polivinilsilossani <\/strong>utilizzati con tecnica di impronta a cucchiaio aperto sono invece pi\u00f9 indicati. Le ragioni di questo risiedono molto probabilmente nel fatto che il polietere mostra delle caratteristiche di recupero elastico inferiori e al contempo una durezza e rigidit\u00e0 finale maggiore rispetto ai siliconi.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo quindi concludere che, nella presa di impronta su impianti angolati risulta <strong>cruciale la scelta di un materiale rigido<\/strong> ma che abbia al contempo una discreta elasticit\u00e0 al fine di non distorcere il materiale stesso durante la rimozione dal cavo orale ad avvenuta polimerizzazione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>1. Moreira, A. H. J., Rodrigues, N. F., Pinho, A. C. M., Fonseca, J. C. &amp; Vila\u00e7a, J. L. Accuracy Comparison of Implant Impression Techniques: A Systematic Review: Accuracy of Implant Impression Techniques. <em>Clin. Implant Dent. Relat. Res.<\/em> <strong>17<\/strong>, e751\u2013e764 (2015).<\/p>\n\n\n\n<p>2. Kim, J.-H., Kim, K. R. &amp; Kim, S. Critical appraisal of implant impression accuracies: A systematic review. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>114<\/strong>, 185-192.e1 (2015).<\/p>\n\n\n\n<p>3. Jo, S.-H. <em>et al.<\/em> Effect of impression coping and implant angulation on the accuracy of implant impressions: an <em>in vitro<\/em> study. <em>J. Adv. Prosthodont.<\/em> <strong>2<\/strong>, 128 (2010).<\/p>\n\n\n\n<p>4. Jang, H.-K., Kim, S., Shim, J.-S., Lee, K.-W. &amp; Moon, H.-S. Accuracy of impressions for internal-connection implant prostheses with various divergent angles. <em>Int. J. Oral Maxillofac. Implants<\/em> <strong>26<\/strong>, 1011\u20131015 (2011).<\/p>\n\n\n\n<p>5. Profilo tecnico del prodotto: Impregum.<\/p>\n\n\n\n<p>6. Schmidt, A., H\u00e4ussling, T., Rehmann, P., Schaaf, H. &amp; W\u00f6stmann, B. Accuracy of various impression materials and methods for two implant systems: An effect size study. <em>J. Prosthodont. Res.<\/em> <strong>62<\/strong>, 245\u2013251 (2018).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La realizzazione di un\u2019impronta su impianti \u00e8 uno dei passaggi pi\u00f9 importanti all\u2019interno del workflow protesico al fine di trasferire correttamente la situazione del cavo orale su un modello in gesso per realizzare una protesi. Essa rappresenta la base di partenza per tutte le fasi protesiche successive che ne verranno quindi influenzate. 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