{"id":1491,"date":"2021-02-08T16:34:00","date_gmt":"2021-02-08T15:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=1491"},"modified":"2023-09-11T10:14:45","modified_gmt":"2023-09-11T08:14:45","slug":"impronta-su-impianti-multipli-e-possibile-senza-splintaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/impronta-su-impianti-multipli-e-possibile-senza-splintaggio\/","title":{"rendered":"Impronta su impianti multipli: \u00e8 possibile senza splintaggio?"},"content":{"rendered":"\n<p>Da sempre l\u2019impronta su impianti rappresenta una fase tanto complessa quanto altamente importante al fine di procedere ad una corretta riabilitazione protesica.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo <strong>scopo dell\u2019impronta su impianti<\/strong> \u00e8 quello di rilevare in maniera accurata e precisa la loro posizione tridimensionale all\u2019interno dell\u2019arcata dentale, le loro inclinazioni e le relazioni spaziali che intercorrono con altri impianti o strutture orali (come denti, creste alveolari, tessuti molli).<\/p>\n\n\n\n<p>In virt\u00f9 della loro rigida connessione con l&#8217;osso, \u00e8 estremamente importante che la struttura protesica si colleghi passivamente agli impianti stessi al fine di alleviare tensioni e sollecitazioni permanenti sia ai tessuti biologici (osso e tessuti molli perimplantari) che alle componenti della protesi<sup>1,2<\/sup>. L\u2019<strong>adattamento passivo delle protesi<\/strong> su pi\u00f9 impianti dentali dipende quindi in primo luogo proprio da un&#8217;impronta accurata ma anche dall\u2019applicazione di una corretta tecnica di impronta<sup>3<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di impronta su impianti&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei casi di riabilitazione protesica su impianti multipli, in particolare modo quando si tratta di arcate edentule complete, lo splintaggio dei transfer da impronta (ossia la loro connessione reciproca con un materiale rigido) inseriti sugli impianti previamente posizionati nell\u2019osso \u00e8 una tecnica generalmente raccomandata<sup>4,5<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo <strong>splintaggio rigido<\/strong> <strong>dei transfer<\/strong> risulta infatti molto utile per evitare spostamenti dei transfer stessi al momento della rimozione dell\u2019impronta dal cavo orale. In questo momento infatti si ha il pi\u00f9 alto rischio di deformazione del materiale da impronta, in virt\u00f9 della forza applicata per la rimozione del portaimpronta<sup>6<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa<strong> difficolt\u00e0 nel rimuovere l\u2019impronta<\/strong> dal cavo orale, a causa principalmente di sottosquadri che devono essere superati dall\u2019impronta e zone di ritenzione presenti nel cavo orale, \u00e8 un fattore da tenere certamente in considerazione in quanto la maggior parte degli errori di un\u2019impronta deriver\u00e0 da questa procedura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> rischio di deformazione del materiale<\/strong> in seguito a rimozione dal cavo orale con spostamento dei transfer nell\u2019impronta risulta tanto pi\u00f9 elevato quanto pi\u00f9 inclinati e non paralleli tra loro risultano gli impianti<sup>6<\/sup> e aumenta anche all\u2019aumentare della lunghezza dell\u2019arco di cerchio formato dalla distribuzione degli impianti all\u2019interno dell\u2019arcata<sup>7<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante le fasi di sviluppo del modello in laboratorio, pu\u00f2 inoltre succedere che il collegamento dell&#8217;analogo implantare al transfer faccia ruotare il transfer stesso all\u2019interno della massa dell\u2019impronta<sup>8<\/sup>. L\u2019odontotecnico deve quindi prestare grande attenzione in questa fase al fine di <strong>non modificare la posizione dei transfer<\/strong> immersi nel materiale da impronta o causarne il distacco. Qualora il transfer da impronta ruotasse su s\u00e9 stesso durante questa fase, il rischio di mobilizzazione dello stesso durante lo sviluppo del modello in gesso risulterebbe molto alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come infatti sappiamo, lo <strong>sviluppo del modello in gesso<\/strong> (reazione di presa) \u00e8 caratterizzato da una iniziale contrazione del materiale seguita da una successiva fase di espansione della massa. Pu\u00f2 succedere dunque che durante la fase di colatura del modello si abbia un movimento del sistema transfer-analogo nell\u2019impronta colata, a causa della contrazione ed espansione del gesso. Anche in questo senso, lo splintaggio dei transfer pu\u00f2 risultare utile a prevenire inconvenienti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di splintaggio&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Sono state proposte varie tecniche per stabilizzare clinicamente i transfer durante le fasi di impronta<sup>4<\/sup>. L&#8217;uso di <strong>resine acriliche a ridotta contrazione dimensionale<\/strong>, impiegate da sole o utilizzate in associazione ad altri materiali rigidi (fili metallici o fibre) connessi ai transfer da impronta \u00e8 di certo la tecnica pi\u00f9 diffusa tra i clinici al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vantaggio di questa tecnica \u00e8 quello di essere facilmente attuabile senza il bisogno di possedere particolari attrezzature. Tuttavia, essa richiede un <strong>tempo alla poltrona discretamente elevato<\/strong>, con possibili difficolt\u00e0 tecniche qualora i transfer si trovino in posizioni scomode (mascellare superiore posteriore). Inoltre, \u00e8 presente il rischio di spostamento dei transfer nell\u2019impronta in seguito alla contrazione della resina stessa, specialmente se si utilizzano resine metacriliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Come noto dalla letteratura, l\u2019entit\u00e0 della contrazione \u00e8 poi dipendente dal volume di resina utilizzata per collegare i vari transfer e dal tempo che intercorre dalla presa dell\u2019impronta alla colatura del modello<sup>9,10<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare l\u2019inconveniente della contrazione della resina, alcuni clinici privilegiano altre tecniche come l\u2019<strong>unione dei transfer tramite elettro-saldatura diretta intraorale <\/strong>con un\u2019unica barra in titanio o altri materiali metallici mediante una pinza saldatrice con i becchi in rame<sup>11<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali tecniche prevedono la fusione delle strutture di titanio, che viene quindi portato a temperatura di fusione (1660 \u00b0C), in<strong> tempi estremamente rapidi<\/strong> (2-5 millisec) attraverso il passaggio di una determinata quantit\u00e0\u0300 di corrente elettrica da una pinza con becchi in rame (Pinza di Mondani). Grazie alla differente conducibilit\u00e0 termica tra il rame presente negli elettrodi e le componenti di titanio il calore generato dal procedimento viene rapidamente dissipato e sottratto al sistema saldato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non \u00e8 da escludere la trasmissione di una certa quantit\u00e0 di calore ai tessuti biologici circostanti anche se tali sistemi in linea di massima appaiono sicuri se utilizzati con componentistica dedicata e settaggi della macchina saldatrice certificati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli studi in letteratura, emerge che, nonostante lo splintaggio dei transfer a livello clinico comporti un notevole aumento dei tempi alla poltrona, le impronte su impianti risultano notevolmente pi\u00f9 accurate quando i transfer vengono splintati in modo rigido tra loro<sup>3,4,7<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per quanto riguarda le<strong> impronte digitali <\/strong>sembra che lo splintaggio dei transfer, anche con sistemi non rigidi, aumenti l\u2019accuratezza delle impronte stesse<sup>12<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per queste ragioni, l\u2019impronta su impianti multipli \u00e8 possibile <strong>senza splintaggio solo in casi selezionati<\/strong> in cui, ad esempio l\u2019arco di cerchio disegnato dalla posizione degli impianti non risulti particolarmente elevato. Oppure quando gli impianti risultino paralleli tra loro o con inclinazioni non accentuate, che consentano una agevole rimozione dell\u2019impronta dal cavo orale senza esercitare particolari forze.<\/p>\n\n\n\n<p>Risulta altres\u00ec importante, specialmente <strong>in caso di impianti non paralleli<\/strong> tra loro utilizzare un materiale da impronta rigido ma che abbia al contempo un certo ritorno elastico al fine di compensare le forze esercitate durante la rimozione dell\u2019impronta dal cavo orale senza venire a sua volta distorto. Come indica la letteratura, \u00e8 quindi maggiormente indicato l\u2019utilizzo di <strong>polivinilsilossani <\/strong>piuttosto che di polieteri quando l\u2019impronta viene effettuata su impianti angolati e non paralleli<sup>13<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>1. Baig, M. R. Multi-unit implant impression accuracy: A review of the literature. <em>Quintessence Int. Berl. Ger. 1985<\/em> <strong>45<\/strong>, 39\u201351 (2014).<\/p>\n\n\n\n<p>2. Karl, M., Graef, F., Heckmann, S. &amp; Taylor, T. A methodology to study the effects of prosthesis misfit over time: an in vivo model. <em>Int. J. Oral Maxillofac. Implants<\/em> <strong>24<\/strong>, 689\u2013694 (2009).<\/p>\n\n\n\n<p>3. Lee, H., So, J. S., Hochstedler, J. L. &amp; Ercoli, C. The accuracy of implant impressions: a systematic review. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>100<\/strong>, 285\u2013291 (2008).<\/p>\n\n\n\n<p>4. Filho, H. G., Mazaro, J. V. Q., Vedovatto, E., Assun\u00e7\u00e3o, W. G. &amp; dos Santos, P. H. Accuracy of impression techniques for implants. Part 2 &#8211; comparison of splinting techniques. <em>J. Prosthodont. Off. J. Am. Coll. Prosthodont.<\/em> <strong>18<\/strong>, 172\u2013176 (2009).<\/p>\n\n\n\n<p>5. Del\u2019Acqua, M. A., Ch\u00e1vez, A. M., Compagnoni, M. A. &amp; Molo, F. de A. Accuracy of impression techniques for an implant-supported prosthesis. <em>Int. J. Oral Maxillofac. Implants<\/em> <strong>25<\/strong>, 715\u2013721 (2010).<\/p>\n\n\n\n<p>6. Yuzbasioglu, E., Kurt, H., Turunc, R. &amp; Bilir, H. Comparison of digital and conventional impression techniques: evaluation of patients\u2019 perception, treatment comfort, effectiveness and clinical outcomes. <em>BMC Oral Health<\/em> <strong>14<\/strong>, 10 (2014).<\/p>\n\n\n\n<p>7. Kim, J.-H., Kim, K. R. &amp; Kim, S. Critical appraisal of implant impression accuracies: A systematic review. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>114<\/strong>, 185-192.e1 (2015).<\/p>\n\n\n\n<p>8. Wee, A. G. Comparison of impression materials for direct multi-implant impressions. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>83<\/strong>, 323\u2013331 (2000).<\/p>\n\n\n\n<p>9. Gibbs, S. B., Versluis, A., Tantbirojn, D. &amp; Ahuja, S. Comparison of polymerization shrinkage of pattern resins. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>112<\/strong>, 293\u2013298 (2014).<\/p>\n\n\n\n<p>10. Mojon, P., Oberholzer, J. P., Meyer, J. M. &amp; Belser, U. C. Polymerization shrinkage of index and pattern acrylic resins. <em>J. Prosthet. Dent.<\/em> <strong>64<\/strong>, 684\u2013688 (1990).<\/p>\n\n\n\n<p>11. Pasqualini, M. E. <em>et al.<\/em> Rehabilitations with immediate loading of one-piece implants stabilized with intraoral welding. <em>J. Biol. Regul. Homeost. Agents<\/em> <strong>32<\/strong>, 19\u201326 (2018).<\/p>\n\n\n\n<p>12. Imburgia, M., Kois, J., Marino, E., Lerner, H. &amp; Mangano, F. G. Continuous Scan Strategy (CSS): A Novel Technique to Improve the Accuracy of Intraoral Digital Impressions. <em>Eur. J. Prosthodont. Restor. Dent.<\/em> <strong>28<\/strong>, 128\u2013141 (2020).<\/p>\n\n\n\n<p>13. Schmidt, A., H\u00e4ussling, T., Rehmann, P., Schaaf, H. &amp; W\u00f6stmann, B. Accuracy of various impression materials and methods for two implant systems: An effect size study. <em>J. Prosthodont. Res.<\/em> <strong>62<\/strong>, 245\u2013251 (2018).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sempre l\u2019impronta su impianti rappresenta una fase tanto complessa quanto altamente importante al fine di procedere ad una corretta riabilitazione protesica. 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