{"id":1531,"date":"2021-02-04T14:34:54","date_gmt":"2021-02-04T13:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=1531"},"modified":"2023-09-11T09:47:05","modified_gmt":"2023-09-11T07:47:05","slug":"vantaggi-e-svantaggi-delle-diverse-tecniche-di-impronta-dentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/vantaggi-e-svantaggi-delle-diverse-tecniche-di-impronta-dentale\/","title":{"rendered":"Vantaggi e svantaggi delle diverse tecniche di impronta dentale"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019impronta definitiva, anche detta impronta di precisione \u00e8 l\u2019ultimo atto della terapia riabilitativa protesica, prima della realizzazione del manufatto protesico da parte dell\u2019odontotecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <strong>impronta correttamente eseguita<\/strong>, senza vuoti, senza stirature, senza distorsioni, oltre a essere un ottimo biglietto da visita da parte dell\u2019odontoiatra all\u2019odontotecnico, rappresenta un requisito fondamentale affinch\u00e9 la futura protesi risulti precisa ed accurata.<\/p>\n\n\n\n<p>Una protesi accurata e precisa a livello del margine della preparazione ha una prognosi migliore, poich\u00e9, a questo livello si concentrano le cause di fallimento della protesi come carie secondarie oppure problematiche parodontali causate dall\u2019accumulo di placca. La <strong>precisione sul margine della preparazione deve essere assoluta<\/strong>: il gap tra preparazione e corona non dovrebbe mai superare i 200\u00b5m per essere accettabile clinicamente<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che all\u2019interno dell\u2019impronta abbiamo un difetto, all\u2019odontotecnico non rimane altro da fare se non tentare di indovinare e di prevedere la forma del dente e della preparazione con le immaginabili conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono varie tecniche di impronta, ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi. Innanzitutto \u00e8 bene fare una distinzione tra impronta su denti naturali e impronta su impianti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a class=\"btn btn-lg btn-secondary my-0\" href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product_category\/dental-it\/studio-it\/sistemi-impronta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scopri il catalogo materiali da impronta Zhermack<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"467\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-700x467.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1538\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-700x467.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-1536x1024.jpg 1536w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-2048x1365.jpg 2048w, \/public\/uploads\/2021\/02\/Single_Step_Villaroel_1200x800-120x80.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche per impronte su denti naturali<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecnica in simultanea<\/h3>\n\n\n\n<p>Per evidenziare il margine della linea di preparazione scostando il margine gengivale, in una prima fase, occorre <strong>posizionare i<\/strong> <strong>fili retrattori<\/strong> che possono essere uno o due a seconda della posizione del margine della preparazione, dello spessore della gengiva libera e delle preferenze del clinico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso istante:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il <strong>dentista<\/strong> inizia a posizionare il materiale a densit\u00e0 minore sui monconi, facendo molta attenzione a posizionarlo correttamente sul margine della preparazione e nei punti dove la precisione deve essere massima<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019<strong>assistente<\/strong> inizia a miscelare il materiale a densit\u00e0 maggiore e a disporlo all\u2019interno del portaimpronta.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Prima che il <strong>working time<\/strong> finisca, l\u2019assistente porge al dentista il portaimpronta riempito di materiale a pi\u00f9 alta densit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dentista, con una pressione costante va a posizionare il portaimpronta riempito e rimane in questa posizione fino al termine del setting time.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa risulta essere la<strong> tecnica pi\u00f9 veloce<\/strong>, poich\u00e9 prevede un solo tempo di impronta. Richiede per\u00f2 spesso (se i due materiali hanno lo stesso setting time) la <strong>presenza di un<\/strong> <strong>altro operatore<\/strong> che provvede alla miscelazione e al riempimento del portaimpronta con il materiale a maggiore densit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, <strong>vanno selezionate due densit\u00e0 compatibili<\/strong>, se le densit\u00e0 tra i due materiali si discostano troppo, il materiale ad elevata densit\u00e0 tender\u00e0 a spiazzare completamente quello a pi\u00f9 bassa densit\u00e0, che di norma offre la migliore riproduzione del dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecnica in due fasi<\/h3>\n\n\n\n<p>Il dentista in questo caso realizza una <strong>prima impronta<\/strong> con un materiale ad elevata densit\u00e0 (heavy o putty).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un secondo tempo, si modifica la prima impronta andando ad <strong>eliminare i sottosquadri<\/strong> presenti. Viene testata la passivit\u00e0 dell\u2019impronta (l\u2019impronta deve poter essere riposizionata nella posizione corretta in modo passivo) viene lavata e asciugata per permettere l\u2019adesione del materiale a bassa densit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa fase occorre<strong> posizionare i<\/strong> <strong>fili retrattori<\/strong> che possono essere uno o due a seconda della tecnica adottata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il momento della <strong>seconda impronta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto il dentista posiziona un po\u2019 di materiale a bassa densit\u00e0 all\u2019interno della prima impronta, inserisce il puntale intraorale sul puntale di miscelazione e inizia a <strong>posizionare il materiale a densit\u00e0 minore<\/strong> sui monconi, facendo molta attenzione a posizionarlo correttamente sul margine della preparazione e nei punti dove la precisione deve essere massima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dentista, con una pressione costante va a posizionare il portaimpronta e rimane in questa posizione fino alla fine del setting time.<\/p>\n\n\n\n<p>I vantaggi della tecnica a due fasi sono l\u2019estrema precisione<sup>2<\/sup> e il <strong>controllo del materiale<\/strong> a bassa densit\u00e0 che andr\u00e0 ad occupare gli spazi lasciati dopo la modifica della prima impronta. Inoltre, pu\u00f2 essere eseguita comodamente da un <strong>singolo operatore<\/strong>. Lo svantaggio principale \u00e8 il <strong>maggiore tempo necessario<\/strong>, infatti i tempi di impronta sono due e inoltre abbiamo la fase di rettifica della prima impronta che, se non svolta correttamente, potrebbe comportare degli errori in fase di posizionamento della seconda impronta, inficiando la precisione finale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche per impronte su impianti<sup>3<\/sup><\/h2>\n\n\n\n<p>Lo scopo di un\u2019impronta su impianti \u00e8 quello di registrare la posizione a livello tridimensionale dell\u2019impianto col transfer, in modo da inviare le informazioni corrette al laboratorio per eseguire la protesi. Anche in questo caso possiamo distinguere due tecniche di impronta principali.<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnica di impronta<strong> <\/strong>su impianti \u00e8 <strong>solitamente simultanea<\/strong> ma differisce in base a due caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecnica pick up<\/h3>\n\n\n\n<p>Il dentista avvita i transfer sugli impianti. I transfer in questa impronta devono essere molto lunghi perch\u00e9 devono fuoriuscire dal portaimpronta e rimanere inglobati nel materiale da impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta raggiunto il setting time del materiale da impronta, i transfer vanno svitati con il portaimpronta ancora inserito nella cavit\u00e0 orale del paziente. Una volta che i transfer sono svitati sar\u00e0 possibile rimuovere il portaimpronta.&nbsp; Sar\u00e0 necessario utilizzare un portaimpronta commerciale in plastica o uno individuale in resina, forato in corrispondenza dei transfer.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha il vantaggio di essere una<strong> tecnica precisa<\/strong> ma gli svantaggi di avere bisogno di <strong>collaborazione da parte del paziente<\/strong> che deve avere una buona apertura (per la lunghezza del transfer e del cacciavite) e di funzionare male in caso di impianti disparalleli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Impronta a strappo<\/h3>\n\n\n\n<p>In questo tipo di impronta i transfer restano avvitati agli impianti anche dopo l\u2019impronta. Al termine della polimerizzazione del materiale, infatti, viene rimossa \u201ca strappo\u201d l\u2019impronta dal cavo orale. In un secondo momento i transfer vengono svitati dagli impianti e riposizionati all\u2019interno dell\u2019impronta facendo particolare attenzione al mantenimento della posizione corretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i vantaggi questa tecnica offre<strong> maggiore semplicit\u00e0<\/strong>, minore collaborazione da parte del paziente e buone performance quando abbiamo un disparallelismo ma come svantaggio possiamo avere dei riposizionamenti non corretti dei transfer all\u2019interno dell\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia<\/em><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Boeckler AF, Stadler A, Setz JM. The significance of marginal gap and overextension measurement in the evaluation of the fit of complete crowns. J Contemp Dent Pract. 2005 Nov 15;6(4):26-37. PMID: 16299604.<\/li>\n\n\n\n<li>Nissan, J., Laufer, B. Z., Brosh, T., Assif, D., &amp; Maurice, T. (2000). Accuracy of three polyvinyl siloxane putty-wash impression techniques.&nbsp;<em>The Journal of prosthetic dentistry<\/em>,&nbsp;<em>83<\/em>(2), 161-165.<\/li>\n\n\n\n<li>Fl\u00fcgge, T., van der Meer, W. J., Gonzalez, B. G., Vach, K., Wismeijer, D., &amp; Wang, P. (2018). The accuracy of different dental impression techniques for implant\u2010supported dental prostheses: A systematic review and meta\u2010analysis. Clinical oral implants research, 29, 374-392.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impronta definitiva, anche detta impronta di precisione \u00e8 l\u2019ultimo atto della terapia riabilitativa protesica, prima della realizzazione del manufatto protesico da parte dell\u2019odontotecnico. 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