{"id":1568,"date":"2021-02-19T15:50:23","date_gmt":"2021-02-19T14:50:23","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=1568"},"modified":"2023-09-11T09:56:08","modified_gmt":"2023-09-11T07:56:08","slug":"limpronta-in-silicone-nellepoca-degli-allineatori-invisibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/limpronta-in-silicone-nellepoca-degli-allineatori-invisibili\/","title":{"rendered":"L\u2019impronta in silicone nell\u2019epoca degli allineatori invisibili"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi vent\u2019anni, nella panoramica dei possibili trattamenti ortodontici si \u00e8 lentamente fatta spazio una nuova tipologia di trattamento basata sull\u2019utilizzo di <strong>allineatori trasparenti<\/strong> o \u201cinvisibili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tecnica prevede tre passaggi fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la registrazione di un\u2019<strong>impronta del paziente&nbsp;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>la realizzazione di un <strong>set-up ortodontico<\/strong> (una simulazione del risultato finale della terapia)<\/li>\n\n\n\n<li>la realizzazione delle <strong>mascherine trasparenti<\/strong> sequenziali<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questa tecnica \u00e8 stata costantemente migliorata negli anni, nuovi materiali pi\u00f9 performanti, nuovi protocolli e nuovi software di programmazione hanno reso questo tipo di procedura efficace, efficiente e sicura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utilizzo di questa tecnica \u00e8 in <strong>costante aumento<\/strong> poich\u00e9:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00e8 <strong>pi\u00f9 estetica<\/strong>, le mascherine sono trasparenti, vengono utilizzate anche in pazienti adulti laddove difficilmente verrebbe accettata una metodica tradizionale con utilizzo di bracket metallici<\/li>\n\n\n\n<li>crea <strong>meno accumulo di placca<\/strong>, le mascherine sono rimovibili e quindi il paziente pu\u00f2 spazzolare i denti normalmente<\/li>\n\n\n\n<li>ci sono <strong>meno imprevisti<\/strong> durante il trattamento, non ci sono bracket che si possono staccare o fili che possono pungere le mucose<\/li>\n\n\n\n<li>i <strong>tempi alla poltrona<\/strong> sono molto <strong>ridotti<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per funzionare correttamente, questa procedura deve per\u00f2 basarsi su una <strong>perfetta pianificazione<\/strong> e gestione del caso clinico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la pianificazione del nostro trattamento risulti perfetta, bisogna per forza partire da <strong>impronte perfette delle arcate dentali e tessuti molli contigui<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La rilevazione della situazione delle arcate a tempo zero \u00e8 un prerequisito fondamentale; dobbiamo infatti eseguire delle impronte <strong>senza difetti<\/strong>, <strong>senza stirature<\/strong>, <strong>senza bolle d\u2019aria<\/strong> e inoltre le impronte devono <strong>coinvolgere tutti i denti<\/strong> presenti in arcata poich\u00e9 le mascherine devono andare ad abbracciare tutti i denti, anche quelli che virtualmente non vogliamo muovere. Altrimenti un dente non coperto dalla mascherina potrebbe erompere pi\u00f9 degli altri andando a creare un precontatto e a complicare quindi l\u2019esito della terapia.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro punto fondamentale da tenere a mente \u00e8 il <strong>destino delle impronte<\/strong> che vengono prese; molte aziende che fabbricano allineatori trasparenti sono multinazionali con grossi <strong>centri produttivi<\/strong> dislocati in <strong>tutto il mondo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi un\u2019impronta dovr\u00e0 subire molto probabilmente una <strong>spedizione intercontinentale<\/strong>. Per affrontare questi lunghi tragitti il materiale che andiamo ad utilizzare dovr\u00e0 avere una caratteristica fondamentale, ovvero una <strong>grande stabilit\u00e0 dimensionale in un ampio range di temperature e umidit\u00e0<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo quindi come il <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product_category\/dental-it\/studio-it\/sistemi-impronta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">materiale da impronta<\/a> risulti di fondamentale importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le impronte in <strong>alginato<\/strong>, anche se offrono una buona precisione, non garantiscono in alcun modo un\u2019estesa stabilit\u00e0 dimensionale in ragione della loro natura idrofila, soprattutto in situazioni di grande variabilit\u00e0 di temperatura e umidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i <strong>siliconi per condensazione <\/strong>sono da escludere, per la loro stabilit\u00e0 dimensionale non molto estesa, vista la continua perdita di sottoprodotti della condensazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>polietere<\/strong> pur essendo pi\u00f9 stabile dell\u2019alginato risulta essere comunque pi\u00f9 instabile di un silicone per addizione (1). A causa del suo intrinseco carattere idrofilo, il polietere tende ad assorbire o a rilasciare acqua in base alle condizioni nelle quali viene conservato (2) e quindi non \u00e8 consigliato per questo tipo di impronte.<strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>siliconi per addizione<\/strong> o<strong> polivinilsilossani (PVS) <\/strong>sono i materiali da impronta che offrono al giorno d\u2019oggi la migliore stabilit\u00e0 dimensionale, resistendo per lunghi periodi di tempo all\u2019esposizione a diverse condizioni di temperatura e di umidit\u00e0. Inoltre, i siliconi per addizione assicurano una capacit\u00e0 di riproduzione del dettaglio ed un\u2019elasticit\u00e0 ottimali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il <strong>silicone per addizione<\/strong> rappresenta ad oggi il materiale di scelta nell\u2019impronta per gli allineatori invisibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Prova fondamentale di questa affermazione \u00e8 la richiesta che viene fatta dai pi\u00f9 grandi produttori di allineatori trasparenti sul mercato. L\u2019unico materiale con il quale possono essere inviate le impronte a questi grossi centri di produzione \u00e8 silicone per addizione, non vengono accettati alginati, siliconi per condensazione e nemmeno polieteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta individuato il materiale migliore vediamo adesso il <strong>portaimpronta<\/strong> da scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo tipo di impronte, sono in genere utilizzati dei <strong>portaimpronta in plastica<\/strong>. Questi offrono il grande vantaggio di essere pi\u00f9 economici dei portaimpronta in metallo. \u00c8 un vantaggio poich\u00e9 le impronte, come detto prima, vengono spedite a volte in laboratori molto lontani e non c\u2019\u00e8 grande speranza che ritornino.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pi\u00f9 importanti ditte che producono queste sistematiche di allineatori trasparenti, forniscono i propri portaimpronta in plastica, in modo da evitare le variabili e le difficolt\u00e0 di gestione che si andrebbero a sommare se ogni dentista inviasse il proprio portaimpronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, se gli allineatori trasparenti, verranno realizzati nel laboratorio odontotecnico vicino allo studio dentistico, si potranno utilizzare i classici portaimpronta metallici correttamente pretrattati utilizzando un adesivo per siliconi per addizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Scelto il portaimpronta che andremo ad utilizzare veniamo adesso alla <strong>tecnica di impronta<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tipologia di impronta non prevede zone, come nelle impronte protesiche, nelle quali abbiamo bisogno di concentrare il massimo della precisione, come ad esempio sulla preparazione per una corona. Deve essere sostanzialmente un\u2019impronta senza nessun tipo di errore, senza bolle, vuoti, stirature o artefatti. L\u2019impronta ideale in ortodonzia invisibile deve andare ad includere tutti gli elementi dentali, anche quelli maggiormente mal posizionati, arrivando a comprendere almeno il margine gengivale (punto all\u2019altezza del quale solitamente viene fatto finire l\u2019allineatore).<\/p>\n\n\n\n<p>Trattandosi di una impronta di precisione, abbiamo<strong> due tecniche utilizzabili<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Impronta simultanea<\/li>\n\n\n\n<li>Impronta in due fasi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>impronta in due fasi <\/strong>consiste in una prima impronta utilizzando un materiale ad elevata densit\u00e0, una volta rimossa la prima impronta vanno scaricati tutti i sottosquadri. In seguito, viene caricato il materiale a bassa densit\u00e0 all\u2019interno della prima impronta scaricata e si esegue la seconda impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra tecnica molto diffusa \u00e8 l\u2019utilizzo di un <strong>foglietto separatore <\/strong>(cellophane) da applicare sul materiale ad elevata densit\u00e0 prima di posizionare il portaimpronta durante la prima impronta. Il vantaggio \u00e8 che, rimuovendo il foglietto separatore, si salta la fase di rimozione dei sottosquadri e si pu\u00f2 procedere subito alla seconda impronta con il materiale a bassa densit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo svantaggio principale di questa tecnica \u00e8 che si hanno in ogni caso due tempi di impronta, il vantaggio \u00e8 per\u00f2 una buona precisione, utilizzando infatti la prima impronta come un portaimpronta individuale si riduce il rischio di errori, soprattutto quando si hanno elementi gravemente malposizionati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>impronta simultanea <\/strong>pu\u00f2 essere monofase o bifase. L\u2019<strong>impronta simultanea monofase<\/strong> consiste in una singola fase di impronta con un unico materiale, solitamente avente una densit\u00e0 intermedia. L\u2019<strong>impronta simultanea bifase <\/strong>consiste invece in una singola fase di impronta utilizzando un materiale ad elevata densit\u00e0 posizionato come base sul portaimpronta e un materiale a bassa densit\u00e0 e a contrasto cromatico posizionato sopra il materiale ad elevata densit\u00e0 e che entrer\u00e0 in contatto per primo con la parte occlusale dei denti durante l\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vantaggio di una tecnica monofase \u00e8 sicuramente il minor tempo necessario, anche se, in situazioni con importanti malposizioni pu\u00f2 essere necessaria una seconda impronta. Utilizzare una tecnica simultanea bisfase \u00e8 da consigliarsi per la migliore lettura dell\u2019impronta rispetto ad una tecnica simultanea monofase.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle pi\u00f9 importanti case produttrici di allineatori viene consigliata questa tecnica simultanea bifase, viene consigliato inoltre di dispensare i materiali attraverso <strong>sistemi automatici<\/strong> o <strong>semiautomatici<\/strong> preferendoli alla miscelazione manuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultima fase \u00e8 il <strong>controllo dell\u2019impronta<\/strong>. Questa fase \u00e8 essenziale, soprattutto quando utilizziamo allineatori trasparenti che vengono prodotti lontano dallo studio odontoiatrico. Se non ci si rende conto di un errore nell\u2019impronta e questa viene spedita, solo molto tempo dopo, quando viene realizzato il modello, riceveremo la comunicazione che nell\u2019impronta c\u2019\u00e8 una imprecisione e che quindi bisogna riprendere l\u2019impronta. Queste parentesi temporali rischiano di prolungare la durata della terapia e sono fonte di stress sia per l\u2019odontoiatra che per il paziente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>1) Gon\u00e7alves, F. S., Popoff, D. A. V., Castro, C. D. L., Silva, G. C., Magalh\u00e3es, C. S., &amp; Moreira, A. N. (2011). Dimensional stability of elastomeric impression materials: a critical review of the literature. European Journal of Prosthodontics and Restorative Dentistry, 19(4), 163.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2) Kanehira M, Finger WJ, Endo T. Volatilization of components from and water absorption of polyether impressions. J Dent 2006;34(2):134-8.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi vent\u2019anni, nella panoramica dei possibili trattamenti ortodontici si \u00e8 lentamente fatta spazio una nuova tipologia di trattamento basata sull\u2019utilizzo di allineatori trasparenti o \u201cinvisibili\u201d. Questa tecnica prevede tre passaggi fondamentali: Questa tecnica \u00e8 stata costantemente migliorata negli anni, nuovi materiali pi\u00f9 performanti, nuovi protocolli e nuovi software di programmazione hanno reso questo tipo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1575,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"rs_blank_template":"","rs_page_bg_color":"","slide_template_v7":"","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studio"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}