{"id":189,"date":"2018-10-18T10:13:19","date_gmt":"2018-10-18T08:13:19","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=189"},"modified":"2023-09-11T10:08:33","modified_gmt":"2023-09-11T08:08:33","slug":"resine-da-ribasatura-caratteristiche-e-applicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/resine-da-ribasatura-caratteristiche-e-applicazioni\/","title":{"rendered":"Resine da ribasatura: caratteristiche e applicazioni"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, per quanto riguarda il caso di protesi fissa su dente naturale, abbiamo assistito a un cambio nella prospettiva di impiego del provvisorio. Questo passaggio, oggi, non \u00e8 pi\u00f9 solamente una fase clinica transitoria, ma \u00e8 un momento in cui \u00e8 possibile apportare aggiustamenti volti a migliorare la preparazione, la funzionalit\u00e0 (ad esempio rivedendo l&#8217;occlusione) e la resa estetica del manufatto finale.<!--more--><\/p>\n<p>Tra le funzioni principali dei provvisori vi \u00e8 quella di <strong>ricondizionare i tessuti molli<\/strong> di modo da garantire al meglio il fitting marginale e adeguare l&#8217;interfaccia con la gengiva.<\/p>\n<p>Per tutti i motivi sopracitati, per l&#8217;odontoiatra \u00e8 necessario avere a disposizione tutti i mezzi necessari a ribasare \u2013 se necessario anche pi\u00f9 volte \u2013 in tempi rapidi il provvisorio sgusciato direttamente alla poltrona. Dal punto di vista puramente tecnico, il vantaggio del mancato passaggio in laboratorio non \u00e8 solo in termini di tempo, ma \u00e8 anche quello della certezza della forma e della stabilit\u00e0 dimensionale del manufatto.<\/p>\n<h2>Resine autopolimerizzanti e fotopolimerizzanti<\/h2>\n<p>Le resine maggiormente impiegate sono quelle <em>acriliche autopolimerizzanti<\/em>, ma oggi sono disponibili diverse tipologie, comprese alcune resine fotopolimerizzanti. Nel caso delle autopolimerizzanti, le problematiche principali del surriscaldamento e dell&#8217;eccessiva adesione al moncone sono solitamente prevenute tramite l&#8217;applicazione di glicerina o altro isolante.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che queste complicazioni non si presentano se si utilizzano sistematiche <em>fotopolimerizzanti<\/em>, che hanno propriet\u00e0 fluide o viscoelastiche prima della polimerizzazione, bassa irritazione termica e, oggi, rilascio ridotto di monomero libero.<\/p>\n<p>Chimicamente, le resine acriliche commercializzate come <strong>kit bicomponente<\/strong> sono formate da una polvere, costituita da una miscela di polimeri in forma incompleta (MMA o EMA) con un iniziatore perossidico e un pigmento, e un liquido consistente sempre in metacrilati ma in forma monomerica con una molecola di cross-linking. Esistono anche formulazioni in pasta sempre di questo tipo.<\/p>\n<p>Queste stesse componenti sono presenti anche nelle resine fotopolimerizzanti, che in pi\u00f9 contengono un <strong>fotoiniziatore<\/strong>, ovvero una molecola (quella di base \u00e8 detta canforochinone) in grado di trasferire l&#8217;energia luminosa per avviare la polimerizzazione.<\/p>\n<p>Una componente presente solo nelle resine autopolimerizzanti \u00e8 un acceleratore chimicamente attivato (ad esempio N, N-dimetil p-toluidina). Un prodotto certificato come <strong>auto-fotopolimerizzante<\/strong>, dunque, conterr\u00e0 sia fotoiniziatore che acceleratore chimico. Pi\u00f9 \u00e8 pastoso il materiale, maggiore sar\u00e0 il suo contenuto di silice.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, dalla formula dipendono una serie di <strong>caratteristiche meccaniche<\/strong> (durezza, resistenza alla trazione, resistenza trasversale e contrazione da polimerizzazione), ma anche altri aspetti quali la <strong>biocompatibilit\u00e0<\/strong> e la <strong>stabilit\u00e0 cromatica<\/strong>. I caratteri meccanici vengono valutati in laboratorio tramite test specifici, molti dei quali seguono le indicazioni da parte di enti indipendenti quali ad esempio l&#8217;Academy of Dental Materials (ADM).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, per quanto riguarda il caso di protesi fissa su dente naturale, abbiamo assistito a un cambio nella prospettiva di impiego del provvisorio. 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