{"id":2437,"date":"2021-11-18T12:53:37","date_gmt":"2021-11-18T11:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=2437"},"modified":"2023-02-22T15:14:53","modified_gmt":"2023-02-22T14:14:53","slug":"differenze-tra-portaimpronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/differenze-tra-portaimpronte\/","title":{"rendered":"Le differenze tra portaimpronte"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>portaimpronta<\/strong> viene definito come un dispositivo utilizzato per portare, confinare e controllare il materiale da impronta durante la presa di impronta, oppure come un contenitore nel quale viene posizionato il materiale da impronta con lo scopo di creare una copia in negativo. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>Il portaimpronta rappresenta quindi il mezzo attraverso il quale \u00e8 possibile applicare il materiale da impronta laddove ne abbiamo la necessit\u00e0 e ottenere quindi una copia in negativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i portaimpronte sono caratterizzati da tre elementi: <strong>il manico, il pavimento e le flange<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Data la variabilit\u00e0 del materiale d\u2019impronta e di ci\u00f2 che viene copiato, dovr\u00e0 variare anche il dispositivo che ci permette di portare, confinare e controllare il materiale durante la fase di presa d\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono portaimpronte gi\u00e0 disponibili in commercio e portaimpronte individuali.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le caratteristiche dei portaimpronte individuali<\/h2>\n\n\n\n<p>I <strong>portaimpronte individuali<\/strong> sono <em>custom-made<\/em>, ovvero vengono <strong>realizzati su misura<\/strong> per ciascun paziente. Avere un portaimpronta che rispecchia fedelmente l\u2019anatomia dell\u2019arcata di un paziente rappresenta un vantaggio poich\u00e9 il materiale da impronta che si utilizzer\u00e0 per l\u2019impronta di precisione andr\u00e0 a distribuirsi con precisione e omogeneit\u00e0 laddove il dentista desidera.<\/p>\n\n\n\n<p>Possono essere realizzati con tecniche classiche sul modello in gesso (2) o digitalmente (3). Rispetto ai portaimpronte in commercio, quelli individuali offrono il vantaggio di poter ottenere uno spessore del materiale da impronta controllato e costante. (4)<\/p>\n\n\n\n<p>I portaimpronte individuali realizzati con tecnica classica vengono solitamente realizzati in <strong>resina<\/strong> (5) mentre quelli realizzati digitalmente in CAD\/CAM sono solitamente ottenuti <strong>tramite stampa 3D in PLA<\/strong> (polyactic acid) (6). Ad oggi la tecnica pi\u00f9 utilizzata \u00e8 quella tradizionale: su un modello in gesso spaziato viene steso uno spessore di resina, vengono eliminati gli eccessi, viene realizzato il manico e viene completata la polimerizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Solitamente i portaimpronte individuali non offrono una ritenzione meccanica al materiale da impronta, a meno che non siano state praticate delle perforazioni con una fresa, per cui si ha la necessit\u00e0, prima della frase di impronta, di applicare uno specifico adesivo per il materiale da impronta che verr\u00e0 utilizzato. I portaimpronte possono essere facilmente bordati per impronte su paziente edentulo o forati in corrispondenza dei transfer implantari per una tecnica \u201copen tray\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i portaimpronte disponibili in commercio<\/h2>\n\n\n\n<p>I <strong>portaimpronte disponibili in commercio <\/strong>sono invece <em>ready-made<\/em>, ovvero basati su misurazioni e forme d\u2019arcata standardizzate. Sul mercato esistono diversi tipi di portaimpronte: &nbsp;&nbsp;vediamo di seguito le principali differenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo fattore che presuppone una certa variabilit\u00e0 nei portaimpronte\u00e8 l\u2019<strong>anatomia del nostro paziente<\/strong>, che \u00e8 per definizione variabile. Le differenze anatomiche ricoprono un ruolo fondamentale nella scelta del portaimpronta, avremo portaimpronte pi\u00f9 o meno grandi a seconda del paziente del quale dovremo registrare l\u2019impronta. Esistono diversi metodi per determinare la giusta dimensione del portaimpronta, pu\u00f2 essere provato direttamente nel cavo orale oppure si pu\u00f2 utilizzare uno speciale compasso per determinare intraoralmente il diametro d\u2019arcata e scegliere la misura di portaimpronta pi\u00f9 adatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Solitamente i portaimpronta in commercio sono disponibili in <strong>6 misure<\/strong>, numerati da 1 a 6 partendo dal diametro pi\u00f9 piccolo a quello pi\u00f9 grande, oppure (soprattutto quelli in plastica) vengono identificati dalle taglie xs, s, m, l e xl.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono portaimpronte che hanno un\u2019estensione pari a tutta l\u2019arcata del paziente, altri che hanno un\u2019estensione di un\u2019emiarcata (un quadrante) e altri, chiamati sezionali, che coprono solo una specifica sezione dell\u2019arcata, come per esempio il gruppo anteriore (secondo e quinto sestante).<\/p>\n\n\n\n<p>Sono disponibili portaimpronte metallici e portaimpronte in plastica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I portaimpronte metallici<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>portaimpronte in metallo<\/strong>, essendo pi\u00f9 rigidi, offrono <strong>maggiore accuratezza e precisione<\/strong> rispetto a quelli in plastica flessibile. (7) I portaimpronte rigidi sono da preferire quando \u00e8 richiesto un alto livello di precisione, in quanto non permettono gradi di flessibilit\u00e0 durante il posizionamento e la rimozione dell\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>I portaimpronte metallici possono essere forati o meno e avere i bordi ritentivi (Rim-Lock) o meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un <strong>portaimpronta forato e con bordi ritentivi<\/strong> offre, durante la rimozione dal cavo orale, un\u2019elevata ritenzione meccanica al materiale da impronta che difficilmente tender\u00e0 a staccarsi dal portaimpronta causando importanti distorsioni. Il materiale per\u00f2, fuoriuscendo dai fori, non offrir\u00e0 la stessa pressione (vis a tergo) che potremmo ottenere utilizzando un portaimpronta non forato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Portaimpronte senza alcun tipo di ritenzione meccanica<\/strong> (fori o bordi ritentivi) hanno bisogno di essere invece trattati con uno specifico adesivo per il materiale da impronta che dovr\u00e0 essere utilizzato (8). Non essendoci ritenzione meccanica, c\u2019\u00e8 bisogno di adesione chimica tra il portaimpronta e il materiale da impronta. Speciali tipi di portaimpronte metallici, specifici per il paziente edentulo sono chiamati \u201c<strong>Schreinemakers<\/strong>\u201d (9). Sono disponibili in diverse misure superiori e inferiori, con diverse forme di arcata. I portaimpronte \u201cSchreinemakers\u201d hanno una forma e delle flange adatte alle particolari anatomie dei pazienti edentuli; la scelta della misura corretta si esegue utilizzando intraoralmente uno speciale compasso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I portaimpronte in plastica<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>portaimpronte in plastica<\/strong> in commercio sono disponibili nelle pi\u00f9 diverse varianti. Sono da preferire quelli in <strong>plastica rigida<\/strong> (7). Possono essere forati o meno e pi\u00f9 o meno ritentivi. Il vantaggio principale dei portaimpronte in plastica \u00e8 la possibilit\u00e0 di praticare su di essi dei fori, eventualit\u00e0 comune durante l\u2019impronta su impianti con tecnica \u201copen tray\u201d nella quale, in corrispondenza dei transfer implantari, si esegue un foro dal quale \u00e8 possibile svitare il <em>transfer <\/em>che risulta passante nel portaimpronta. (10)<\/p>\n\n\n\n<p>Solitamente i portaimpronte in plastica sono usa e getta.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri particolari portaimpronte in plastica sono i cosiddetti <strong>\u201cdual-arch\u201d<\/strong>. I portaimpronte \u201cdual-arch\u201d sono formati da un manico, una struttura esterna (vestibolare e linguale) in plastica rigida a forma di \u201cu\u201d e un pavimento formato da una <em>mesh<\/em> plastica flessibile. In questa tecnica si applica il materiale da impronta su entrambi i versanti della <em>mesh<\/em> flessibile e si registra l\u2019impronta facendo chiudere la bocca al paziente in massima intercuspidazione. &nbsp;\u00c8 quindi possibile, con questa tecnica, registrare l\u2019arcata di nostro interesse (dove abbiamo la preparazione), l\u2019arcata antagonista e la registrazione occlusale dei rapporti intermascellari in un\u2019unica fase (11).<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnica di impronta \u201cdual-arch\u201d ha per\u00f2 delle importanti limitazioni: pu\u00f2 infatti essere utilizzata con successo in impronte che coinvolgano una o al massimo due preparazioni sullo stesso quadrante e, in massima intercuspidazione, devono sempre essere presenti contatti occlusali stabili. (12)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La soluzione Zhermack per portaimpronte<\/h3>\n\n\n\n<p>Il mondo dei portaimpronte \u00e8 estremamente vario e in commercio vi sono numerose alternative; sta al clinico valutare ogni situazione e scegliere il corretto portaimpronta in base alle caratteristiche specifiche di ogni caso.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione Zhermack per portaimpronte con scarsa ritenzione meccanica, in resina o in metallo non forati, \u00e8 rappresentata da <strong><a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product\/universal-tray-adhesive-it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"Universal Tray Adhesive\">Universal Tray Adhesive<\/a><\/strong>. Universal Tray Adhesive \u00e8 un adesivo che permette l\u2019adesione tra i polivinilsilossani (siliconi per addizione) e portaimpronte individuali in resina e portaimpronta metallici non forati, prevenendo quindi la separazione tra materiale da impronta e portaimpronta. Offre inoltre una veloce evaporazione del solvente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(1) Ferro, K. J., Morgano, S. M., Driscoll, C. F., Freilich, M. A., Guckes, A. D., Knoernschild, K. L., &#8230; &amp; Twain, M. (2017). The glossary of prosthodontic terms.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (2)  Terry, D. A., Tric, O., Blatz, M., &amp; Burgess, J. O. (2010). The custom impression tray: fabrication and utilization. Dent Today, 29, 132-134.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (3)  Kanazawa, M., Iwaki, M., Arakida, T., &amp; Minakuchi, S. (2018). Digital impression and jaw relation record for the fabrication of CAD\/CAM custom tray. journal of prosthodontic research, 62(4), 509-513.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (4)  Bomberg, T. J., Hatch, R. A., &amp; Hoffman Jr, W. (1985). Impression material thickness in stock and custom trays. The Journal of prosthetic dentistry, 54(2), 170-172.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (5)  Breeding, L. C., Dixon, D. L., &amp; Moseley, J. P. (1994). Custom impression trays: Part I\u2014Mechanical properties. The Journal of prosthetic dentistry, 71(1), 31-34.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (6)  Chen, H., Yang, X., Chen, L., Wang, Y., &amp; Sun, Y. (2016). Application of FDM three-dimensional printing technology in the digital manufacture of custom edentulous mandible trays. Scientific reports, 6(1), 1-6.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (7)  Carrotte, P. V., Johnson, A., &amp; Winstanley, R. B. (1998). The influence of the impression tray on the accuracy of impressions for crown and bridge work&#8211;an investigation and review. British dental journal, 185(11), 580-585.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (8)  Marafie, Y., Looney, S., Nelson, S., Chan, D., Browning, W., &amp; Rueggeberg, F. (2008). Retention strength of impression materials to a tray material using different adhesive methods: An in vitro study. The Journal of prosthetic dentistry, 100(6), 432-440.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (9)  Beale, T. O. N. Y. (2007). The essential elements of impression tray design. International Dentistry South Africa, 9(4), 58-60.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (10)  Burns, J., Palmer, R., Howe, L., &amp; Wilson, R. (2003). Accuracy of open tray implant impressions: an in vitro comparison of stock versus custom trays.&nbsp;The Journal of prosthetic dentistry,&nbsp;89(3), 250-255.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (11)  Cayouette, M. J., Burgess, J. O., Jones Jr, R. E., &amp; Yuan, C. H. (2003). Three-dimensional analysis of dual-arch impression trays. Quintessence international, 34(3).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> (12)  Small, B. W. (2012). Revisiting impressions using dual-arch trays. General dentistry, 60(5), 379-381.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il portaimpronta viene definito come un dispositivo utilizzato per portare, confinare e controllare il materiale da impronta durante la presa di impronta, oppure come un contenitore nel quale viene posizionato il materiale da impronta con lo scopo di creare una copia in negativo. 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