{"id":2738,"date":"2021-12-10T17:33:23","date_gmt":"2021-12-10T16:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=2738"},"modified":"2021-12-10T17:36:10","modified_gmt":"2021-12-10T16:36:10","slug":"presa-impronta-dual-arch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/presa-impronta-dual-arch\/","title":{"rendered":"La presa d\u2019impronta Dual Arch"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019impronta Dual Arch o \u201ca doppia arcata\u201d \u00e8 una tecnica di presa d\u2019impronta generalmente diffusa tra gli odontoiatri. Consiste in un\u2019<strong>impronta bimascellare effettuata con un portaimpronta specifico Dual Arch<\/strong>, che viene rilevata facendo occludere la bocca al paziente in posizione di massima intercuspidazione [1]. Con questa tecnica viene improntata contemporaneamente l\u2019emiarcata superiore con l\u2019emiarcata inferiore, comprensive della loro articolazione, limitando in tal modo l\u2019estensione dell\u2019impronta al solo lato interessato dal manufatto protesico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 costituisce un <strong>risparmio in termini di tempo e di materiali da impronta<\/strong> [2]. Inoltre, si \u00e8 visto come con il portaimpronta Dual Arch si possano fabbricare corone singole di accuratezza elevata, con un errore occlusale medio addirittura inferiore in alcune situazioni, rispetto a quello prodotto da impronte convenzionali [3]. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, le impronte Dual Arch risultano maggiormente complesse rispetto a quelle convenzionali e possono essere facilmente alterate se non vengono eseguite in modo impeccabile. I maggiori problemi si verificano non tanto a causa di carenze intrinseche relative ai materiali, quanto pi\u00f9 spesso a causa di errori tecnici e procedurali, oppure in seguito a una errata valutazione del caso clinico [2]. In questo articolo verranno analizzati <strong>i principali fattori da tenere presente quando si effettua una presa d\u2019impronta Dual Arch<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Indicazioni dell&#8217;impronta Dual Arch<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica indicazione dell\u2019impronta Dual Arch \u00e8 la fabbricazione di corone singole o restauri parziali posteriori (su molari o premolari) con denti adiacenti e antagonisti sani in pazienti con \u201cClasse 1 Angle\u201d e posizione stabile di massima intercuspidazione [4]. Restauri protesici pi\u00f9 lunghi e complessi sono difficilmente realizzabili con il Dual Arch, dal momento che i modelli vengono montati su un occlusore monolaterale e l\u2019articolazione dipende dalla stabilit\u00e0 in massima intercuspidazione solo delle due emiarcate opposte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche d&#8217;impronta Dual Arch<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019impronta Dual Arch possiamo distinguere la <strong>tecnica di impronta simultanea (One-step)<\/strong> e la <strong>doppia impronta (Two-steps)<\/strong> [2].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La tecnica One-step<\/h3>\n\n\n\n<p>Nella \u201cone-step technique\u201d o impronta simultanea, il clinico inietta il <strong>materiale <em>light <\/em>o <em>medium body <\/em><\/strong>(a bassa o media consistenza) in un\u2019unica fase attorno all\u2019elemento dentale preparato, mentre l\u2019<em><strong>heavy body<\/strong><\/em> (ad alta consistenza) viene posizionato su ambo i lati del portaimpronta dedicato, che viene poi inserito nel cavo orale del paziente, facendogli chiudere la bocca in massima intercuspidazione [5].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La tecnica doppia impronta<\/h3>\n\n\n\n<p>Nella doppia impronta o \u201ctwo-steps technique\u201d, meno utilizzata per il Dual Arch, il clinico prende un&#8217;i<strong>mpronta primaria <\/strong>prima di preparare il dente. Questa verr\u00e0 poi successivamente utilizzata, dopo essere stata appositamente scaricata come un portaimpronta personalizzato. Nella seconda fase, viene quindi posizionato il <strong>materiale a bassa o media viscosit\u00e0 intorno al dente preparato e nell&#8217;impronta primaria<\/strong> opportunamente scaricata, dopodich\u00e9 il paziente chiude in \u201cMI\u201d fino al completo settaggio del materiale [6].<\/p>\n\n\n\n<p>La doppia impronta \u00e8 sicuramente <strong>pi\u00f9 rischiosa<\/strong> in questo caso rispetto a quella singola, in quanto, se l\u2019impronta primaria non viene correttamente scaricata, i denti del paziente possono non venire a contatto perfetto in \u201cMI\u201d e il restauro protesico risultante ne sarebbe condizionato. Tuttavia, il vantaggio di questa tecnica nell\u2019impronta Dual Arch consiste nella <strong>possibilit\u00e0 di effettuare uno o pi\u00f9 fori nella zona vestibolare dell\u2019impronta primaria in corrispondenza del dente preparato<\/strong>, cos\u00ec da inserirvi direttamente il materiale a bassa consistenza, controllando al contempo la pressione con cui lo si posiziona sulla preparazione [7].<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"466\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1-700x466.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2739\" data-full-url=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?attachment_id=2739\" class=\"wp-image-2739\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1-700x466.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-1.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"466\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2-700x466.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2745\" data-full-url=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?attachment_id=2745\" class=\"wp-image-2745\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2-700x466.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-2.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"466\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3-700x466.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2751\" data-full-url=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3.jpg\" data-link=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?attachment_id=2751\" class=\"wp-image-2751\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3-700x466.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-3.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"466\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4-700x466.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2757\" data-full-url=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4.jpg\" data-link=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?attachment_id=2757\" class=\"wp-image-2757\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4-700x466.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-4.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"466\" src=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5-700x466.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2763\" data-full-url=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5.jpg\" data-link=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?attachment_id=2763\" class=\"wp-image-2763\" srcset=\"\/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5-700x466.jpg 700w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2021\/12\/Dual-Arch-5.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come scegliere il portaimpronta<\/h2>\n\n\n\n<p>La scelta del portaimpronta dovrebbe ricadere su di un portaimpronta di <strong>dimensioni e forma congrue alle emiarcate<\/strong>, senza che lo stesso venga deviato dalla cresta alveolare, dai denti o da altre strutture anatomiche [2]. Il portaimpronta Dual Arch potrebbe infatti impattare la cresta zigomatica dell\u2019emiarcata mascellare o la zona retromascellare in fase di occlusione, e venire dislocato o distorto durante la presa d\u2019impronta. \u00c8 necessario controllare questi fattori prima della presa d\u2019impronta, verificando l\u2019assenza di resistenze durante la chiusura della bocca del paziente in massima intercuspidazione. All\u2019occorrenza, il portaimpronta pu\u00f2 anche essere modificato in modo da non impattare contro queste strutture. Al termine della procedura della presa d\u2019impronta , la presenza di eventuali distorsioni si pu\u00f2 verificare controllando che l&#8217;intera superficie interna del portaimpronta sia ricoperta soltanto da materiale da impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro consiglio utile nella scelta del portaimpronta \u00e8 quello di <strong>includere il canino omolaterale nell&#8217;impronta<\/strong>, specialmente quando si devono realizzare corone posteriori comprese in una guida di gruppo. Ci\u00f2 consentir\u00e0 al tecnico di utilizzare il canino omolaterale come guida per lo sviluppo di un <em>pattern <\/em>di occlusione in armonia durante le escursioni laterali della mandibola dal lato lavorante.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta del portaimpronta dev\u2019essere fatta anche tra due tipi di portaimpronte: quelli <strong>rigidi, in acciaio<\/strong>, e quelli <strong>flessibili, in plastica<\/strong>. I portaimpronte flessibili, in plastica con e senza lato vestibolare, risultano pi\u00f9 facilmente adattabili alle varie forme di arcata e di allineamento dentale. Con questi <em>tray<\/em>, la funzione del materiale da impronta \u00e8 anche quella di mantenere la forma e favorire la stabilit\u00e0 del complesso portaimpronta\/materiale da impronta. Sarebbe perci\u00f2 auspicabile caricare i portaimpronte flessibili con un materiale da registrazione occlusale ad elevata rigidit\u00e0, cos\u00ec da fornire una significativa resistenza alla deformazione al portaimpronta e un considerevole supporto al materiale da impronta [1,2]. Tuttavia, l\u2019abbinamento portaimpronte flessibili\/materiali da impronta flessibili ha la pi\u00f9 bassa possibilit\u00e0 di successo. Perci\u00f2, l\u2019utilizzo di portaimpronte in metallo \u00e8 sempre consigliabile, anche se occorre considerare il rischio di impossibilit\u00e0 di utilizzo a causa di interferenze anatomiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La verifica della MI<\/h2>\n\n\n\n<p>Una cosa estremamente importante da verificare nell\u2019impronta Dual Arch \u00e8 che il paziente chiuda completamente i denti in massima intercuspidazione. Se, per qualsiasi motivo, l\u2019impronta viene presa in una posizione diversa da quella di massima intercuspidazione, i restauri protesici fabbricati dovranno certamente essere ritoccati al termine della procedura, o addirittura rifatti completamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Come detto in precedenza, si deve innanzitutto <strong>verificare l\u2019interferenza del portaimpronta con le varie strutture anatomiche<\/strong>, dopodich\u00e9, durante la presa d\u2019impronta, per controllare che il paziente occluda correttamente, si potrebbe inserire sul lato controlaterale un pezzetto di cartina occlusale \u201cShim Stock\u201d (8 um) a conferma del fatto che il paziente \u00e8 in MI [1].<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro modo per fare questo tipo di controllo, nella tecnica Dual Arch con doppia impronta, \u00e8 <strong>verificare che vi sia solo un sottile strato traslucido di materiale da impronta tra i denti antagonisti<\/strong>, al termine dell\u2019impronta preliminare. Se invece al termine dell\u2019impronta primaria, effettuata con materiali ad elevata consistenza, le superfici occlusali dell\u2019impronta risultano opache, si deve ripetere la procedura [2].<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nella tecnica d\u2019impronta a due fasi, si pu\u00f2 invece analizzare il <em>pattern <\/em>di distribuzione del materiale a bassa\/media consistenza: idealmente, <strong>solo il dente preparato dovrebbe essere ricoperto da materiale a bassa\/media consistenza<\/strong>. Se il materiale <em>light <\/em>si presenta anche sulle superfici occlusali dei denti adiacenti, senza che si noti l\u2019<em> heavy<\/em>, significa che il paziente non \u00e8 arrivato a chiudere la bocca in totale intercuspidazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, si pu\u00f2 dire che l\u2019impronta Dual Arch rappresenta un\u2019alternativa alle tecniche d\u2019impronta convenzionali, e pu\u00f2 essere applicata con successo solo a casi clinici selezionati, con un\u2019occlusione stabile in MI, non solo bilaterale ma anche monolaterale. Sebbene quelli appena descritti rappresentino gli aspetti clinici a cui prestare maggiore attenzione durante la presa d\u2019impronta, esistono anche altri aspetti relativi ai materiali (working e setting time) che il clinico deve considerare, al fine di non compromettere il risultato. <strong>L\u2019impronta convenzionale rimane comunque la soluzione pi\u00f9 sicura<\/strong>, qualora il clinico non abbia dimestichezza con l\u2019impronta Dual Arch, e nel caso di pazienti senza occlusione stabile o in presenza di lavori protesici complessi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>[1] Kaplowitz GJ. Trouble-shooting dual arch impressions. J Am Dent Assoc 1996;127:234\u201340. https:\/\/doi.org\/10.14219\/jada.archive.1996.0174.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;Kaplowitz GJ. Trouble-shooting dual arch impressions II. J Am Dent Assoc 1997;128:1277\u201381. https:\/\/doi.org\/10.14219\/jada.archive.1997.0405.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;Parker MH, Cameron SM, Hughbanks JC, Reid DE. Comparison of occlusal contacts in maximum intercuspation for two impression techniques. J Prosthet Dent 1997;78:255\u20139. https:\/\/doi.org\/10.1016\/s0022-3913(97)70023-4.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;Shillinburg HT, et al. Fundamentals of fixed prosthodontics. Quintessence Publishing Company, 1997 n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[5]&nbsp;Wilson EG, Werrin SR. Double arch impressions for simplified restorative dentistry. J Prosthet Dent 1983;49:198\u2013202. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(83)90500-0.<\/p>\n\n\n\n<p>[6]&nbsp;Pensler AV. Sense and nonsense about impression materials (II). The impression techniques (combined bite and patient bite). Quintessence Int Dent Dig 1978;9:17\u201324.<\/p>\n\n\n\n<p>[7]&nbsp;Schoenrock GA. The laminar impression technique. J Prosthet Dent 1989;62:392\u20135. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(89)90167-4.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impronta Dual Arch o \u201ca doppia arcata\u201d \u00e8 una tecnica di presa d\u2019impronta generalmente diffusa tra gli odontoiatri. Consiste in un\u2019impronta bimascellare effettuata con un portaimpronta specifico Dual Arch, che viene rilevata facendo occludere la bocca al paziente in posizione di massima intercuspidazione [1]. 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