{"id":2801,"date":"2022-01-11T09:31:18","date_gmt":"2022-01-11T08:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=2801"},"modified":"2022-03-10T16:37:56","modified_gmt":"2022-03-10T15:37:56","slug":"bruxismo-cause-sintomi-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/bruxismo-cause-sintomi-terapia\/","title":{"rendered":"Il bruxismo: cause, sintomi e terapia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il bruxismo \u00e8 una parafunzione da sempre di grande interesse <\/strong>per l\u2019odontoiatra, poich\u00e9 molti dei suoi effetti si sviluppano a livello intraorale, nonostante la maggior parte delle sue cause sia da ricercare a livello extraorale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il bruxismo pu\u00f2 infatti portare<\/strong> alla distruzione del tessuto dentale, alla rottura di ricostruzioni o riabilitazioni protesiche, all\u2019esacerbazione di disordini temporomandibolari, all\u2019induzione di cefalee tensive e disturbi del sonno del partner, a causa del rumore provocato dal digrignamento notturno. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>Il bruxismo viene definito come<strong> un\u2019attivit\u00e0 parafunzionale<\/strong> diurna e notturna, che include il serramento e il digrignamento dei denti. Il bruxismo diurno viene descritto come la consapevolezza del serramento, quello notturno \u00e8 invece un disordine che causa movimenti stereotipati durante il sonno, caratterizzati da digrignamento o da serramento. (1,2)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La diagnosi di bruxismo non pu\u00f2 essere fatta <\/strong>esclusivamente dall\u2019evidenza di usura della dentatura(faccette di usura), poich\u00e9 la parafunzione avrebbe potuto avere luogo anche molto tempo prima rispetto al riscontro clinico del segno. (1)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Eziologia <\/strong>(3)<\/h2>\n\n\n\n<p>Il bruxismo notturno \u00e8 una parafunzione causata da <strong>molteplici fattori<\/strong>,&nbsp;e nel corso della storia si sono ipotizzate diverse teorie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fattori periferici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Inizialmente, <strong>veniva ipotizzata una causa meccanicistica<\/strong>, ovvero si pensava che l\u2019occlusione del paziente potesse in qualche modo favorire o sfavorire la tendenza all\u2019instaurarsi di questa parafunzione. Precontatti o interferenze occlusali sembravano poter favorire questi fenomeni di digrignamento notturno. (4) Successivamente, <strong>questa correlazione \u00e8 stata smentita da diversi studi <\/strong>e si \u00e8 dimostrato che il <em>pattern<\/em> occlusale del paziente non \u00e8 correlabile alla incidenza del bruxismo. (1,5)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stress e fattori psicologici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Lo stress e i fattori psicologici sono stati considerati come un importante fattore nell\u2019eziologia del bruxismo. Alcuni studi iniziali evidenziano una maggiore attivazione dei muscoli masticatori durante il sonno in periodi di forte stress. Altri studi, invece, dimostrarono che questa associazione era valida solo in una piccola percentuale della popolazione. <strong>\u00c8 assodato che, adulti e bambini consapevoli di digrignare, siano pi\u00f9 ansiosi, aggressivi e iperattivi<\/strong>. (6)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ipotesi attuale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La teoria pi\u00f9 recente sulle cause del bruxismo si basa sul <strong>ruolo del sistema nervoso centrale autonomo riguardo alla genesi delle attivit\u00e0 oro-mandibolari durante il sonno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo dei neurotrasmettitori<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La prima evidenza che il digrignamento dei denti potesse essere correlato a un neurotrasmettitore deriva da un <em>case report <\/em>nel quale un paziente, affetto dal morbo di Parkinson, veniva trattato per il digrignamento con levo-dopa, un precursore della catecolamina. (7)<\/p>\n\n\n\n<p>Ipotizzando un ruolo causale per la noradrenalina, sono stati eseguiti diversi studi sull\u2019utilizzo della clonidina e del propanololo (8,9) e si \u00e8 visto che<strong> la clonidina<\/strong>, oltre a ridurre l\u2019attivazione simpatica a livello cardiaco che precede gli RMMA (rhythmic masticatory muscle activity), <strong>riduce gli eventi di bruxismo notturno<\/strong>. La clonidina non \u00e8 comunque indicata nel trattamento del bruxismo, poich\u00e9 induce una severa ipotensione mattutina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Micro-arousal durante il sonno e attivazione motoria<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Alcuni studi hanno dimostrato che gli episodi di bruxismo notturno hanno una durata che va dai 3 ai 10 secondi e sono associati a un aumento dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale e cardiaca, provocando un rapido aumento del battito cardiaco (tachicardia) (10). Durante il sonno, ad ogni ora,&nbsp; accadono transitori aumenti dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale, cardiaca e del tono muscolare tra gli 8 e i 15 micro-arousal (1).<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte degli episodi di bruxismo avviene durante il sonno leggero non-REM<strong>, mentre solo il 10% avviene durante le fasi REM<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Segni e sinonimi<\/strong> (11)<\/h2>\n\n\n\n<p>I sintomi del bruxismo possono essere:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Digrignamento dei denti accompagnato dal rumore caratteristico<\/li><li>Dolore dell\u2019ATM<\/li><li>Dolore dei muscoli masticatori e cervicali<\/li><li>Cefalee a localizzazione temporale mattutine<\/li><li>Ipersensibilit\u00e0 dei denti<\/li><li>Eccessiva mobilit\u00e0 dei denti<\/li><li>Stanchezza e bassa qualit\u00e0 del sonno<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Mentre i segni del bruxismo possono essere:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Usura anormale dei denti (faccette di usura)<\/li><li>Lingua con indentazioni<\/li><li>Linea alba lungo il piano occlusale<\/li><li>Recessione gengivale<\/li><li>Presenza di tori mascellari e mandibolari<\/li><li>Aumento dell\u2019attivit\u00e0 muscolare (registrabile con polisonnografia)<\/li><li>Ipertrofia dei masseteri<\/li><li>Riduzione del flusso salivare<\/li><li>Frattura di denti e\/o di ricostruzioni e\/o di riabilitazioni protesiche<\/li><li>Limitazione in apertura della bocca<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Trattamento<\/strong> (3)<\/h2>\n\n\n\n<p>Attualmente non esiste una terapia efficace contro il bruxismo. Gli approcci disponibili possono in qualche modo limitare le potenziali conseguenze dannose di questa parafunzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La strategia deve sempre prevedere<strong> una modifica comportamentale in grado di portare il paziente a un migliore stato di rilassamento<\/strong>. Solitamente si pu\u00f2 agire sulla dieta, sull\u2019educazione del paziente alla parafunzione e su svariate tecniche di rilassamento. Occorre per\u00f2 precisare che non c\u2019\u00e8 evidenza scientifica per alcuna tecnica in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ad oggi, il trattamento pi\u00f9 comune prevede l\u2019utilizzo di placche occlusali<\/strong>, superiori o inferiori, in grado di eliminare eventuali interferenze, di proteggere i denti dal reciproco digrignamento e di rilassare i muscoli masticatori. Per realizzare la placca occlusale occorre partire dalla presa d\u2019impronta, che deve essere precisa e deve includere tutti i denti, senza distorsioni per evitare di causare involontari spostamenti di alcuni elementi. <strong>In molti casi, per una corretta realizzazione, occorre fornire al tecnico anche la registrazione occlusale della placca<\/strong>, soprattutto riguardo allo spessore. Non c\u2019\u00e8 evidenza per\u00f2 che, attraverso questi dispositivi, si possa trattare il bruxismo. Il bruxismo sostanzialmente continua, per\u00f2 utilizzando una placca occlusale si possono evitare gli effetti pi\u00f9 distruttivi sul sistema masticatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune sperimentazioni farmacologiche che studiano il trattamento del bruxismo da un punto di vista centrale risultano promettenti. <strong>Esistono farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale che si sono dimostrati efficaci nel ridurre la frequenza degli episodi di bruxismo<\/strong>. Tuttavia, la poca letteratura a supporto e gli sconosciuti effetti collaterali, rendono l\u2019approccio farmacologico al bruxismo non di primo ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, ad oggi, dopo una corretta diagnosi di bruxismo, occorre <strong>guidare il paziente da un punto di vista comportamentale per limitare la frequenza degli episodi<\/strong> e occorre anche utilizzare una placca occlusale per evitare le &nbsp;potenziali conseguenze dannose di questa parafunzione sul sistema masticatorio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>Lavigne, G. J., Khoury, S., Abe, S., Yamaguchi, T., &amp; Raphael, K. (2008). Bruxism physiology and pathology: an overview for clinicians. Journal of oral rehabilitation, 35(7), 476-494.<\/li><li>De Laat A, Macaluso GM. Sleep bruxism as a motor disorder. Mov Disord. 2002;17(suppl.):S67\u2013S69.<\/li><li>Klasser, G. D., Rei, N., &amp; Lavigne, G. J. (2015). Sleep bruxism etiology: the evolution of a changing paradigm. J Can Dent Assoc, 81, f2.<\/li><li>Ramfjord SP. Bruxism, a clinical and electromyographic study. J Am Dent Assoc. 1961;62:21-44.<\/li><li>Lobbezoo F, Naeije M. Bruxism is mainly regulated centrally, not peripherally. J Oral Rehabil. 2001;28(12):1085-91.<\/li><li>Laberge L, Tremblay RE, Vitaro F, Montplaisir J. Development of parasomnias from childhood to early adolescence. Pediatrics. 2000;106(1 Pt1):67-74.<\/li><li>Winocur E, Gavish A, Voikovitch M, Emodi-Perlman A, Eli I. Drugs and bruxism: a critical review. J Orofac Pain. 2003;17(2):99-111.<\/li><li>Huynh N, Kato T, Rompr\u00e9 PH, Okura K, Saber M, Lanfranchi PA, et al. Sleep bruxism is associated to micro-arousals and an increase in cardiac sympathetic activity. J Sleep Res. 2006;15(3):339-46.<\/li><li>Huynh N, Lavigne GJ, Lanfranchi PA, Montplaisir JY, de Champlain J. The effect of 2 sympatholytic medications \u2014 propranolol and clonidine \u2014 on sleep bruxism: experimental randomized controlled studies. Sleep. 2006;29(3):307-16.<\/li><li>Reding GR, Zepelin H, Robinson JE Jr, Zimmerman SO, Smith VH. Nocturnal teeth-grinding: all-night psychophysiologic studies. J Dent Res. 1968;47(5):786-97.<\/li><li>Murali, R. V., Rangarajan, P., &amp; Mounissamy, A. (2015). Bruxism: Conceptual discussion and review. Journal of pharmacy &amp; bioallied sciences, 7(Suppl 1), S265.<\/li><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bruxismo \u00e8 una parafunzione da sempre di grande interesse per l\u2019odontoiatra, poich\u00e9 molti dei suoi effetti si sviluppano a livello intraorale, nonostante la maggior parte delle sue cause sia da ricercare a livello extraorale. 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