{"id":2886,"date":"2022-02-04T17:07:21","date_gmt":"2022-02-04T16:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=2886"},"modified":"2022-03-10T16:50:54","modified_gmt":"2022-03-10T15:50:54","slug":"astringenti-emostatici-vasocostrittori-presa-dimpronta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/astringenti-emostatici-vasocostrittori-presa-dimpronta\/","title":{"rendered":"Astringenti, emostatici e vasocostrittori nella presa d\u2019impronta"},"content":{"rendered":"\n<p>Per la realizzazione di protesi su denti naturali, \u00e8 necessaria <strong>un\u2019impronta che riproduca in modo accurato<\/strong> uno o pi\u00f9 monconi con gli elementi dentari adiacenti della stessa arcata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Per arrivare a questo obiettivo, il professionista deve prendere alcune importanti misure:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>il margine protesico <\/strong>della preparazione deve essere adeguatamente visibile all\u2019operatore e accessibile al materiale da impronta o alla luce dello scanner intraorale, qualora vengano usate tecniche d\u2019impronta digitali;<\/li><li><strong>l\u2019umidit\u00e0, e i possibili film di saliva, sangue o altri liquidi,<\/strong> devono essere ridotti al minimo, &nbsp;o meglio assenti, in corrispondenza degli elementi preparati;<\/li><li><strong>i tessuti molli devono essere correttamente retratti<\/strong> per favorire al materiale da impronta l\u2019accesso al margine della preparazione.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per ottenere questi &nbsp;risultati, nella pratica clinica quotidiana vengono applicate <strong>specifiche tecniche di \u201ctissue management\u201d<\/strong>, classificate in tre categorie principali: <strong>meccaniche, meccanico-chimiche o chirurgiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli agenti astringenti, emostatici e vasocostrittori<\/strong> vengono utilizzati all\u2019interno delle tecniche meccanico-chimiche. Questi rappresentano dei coadiuvanti alla compressione meccanica esercitata dal filo di retrazione che viene applicato nel solco gengivale singolo o doppio prima della presa dell\u2019impronta con materiali siliconici, al fine di retrarre i tessuti molli adiacenti al moncone.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019utilizzo di un solo filo retrattore in cotone<\/strong>, senza agenti chimici aggiuntivi, ha dimostrato un\u2019efficacia limitata, dal momento che da solo, spesso, non riesce a controllare il sanguinamento sottogengivale [1]. <\/p>\n\n\n\n<p>Pelzner et al, in uno studio sui vari metodi di retrazione gengivale, &nbsp;evidenziarono come circa la met\u00e0 delle impronte eseguite con posizionamento del solo filo dovesse poi essere ripetuta, &nbsp;poich\u00e9 <strong>tale procedura non riusciva a evidenziare correttamente il limite<\/strong> della preparazione nel modello in gesso prodotto successivamente [2].<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, <strong>la tecnica di retrazione pi\u00f9 diffusa \u00e8 attualmente <\/strong>quella chimico-meccanica. Con questa tecnica, il filo retrattore viene immerso, prima di essere inserito nel solco, in una soluzione che pu\u00f2 essere composta da astringenti, emostatici e vasocostrittori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi vengono classificati dal punto di vista chimico in <strong>Classe I<\/strong> <strong>(vasocostrittori, adrenergici)<\/strong>, o <strong>Classe II (agenti emostatici, astringenti) <\/strong>[3], in base al loro potenziale ossidoriduttivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"composti-chimici-utilizzati\">Composti chimici utilizzati<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli astringenti, come l&#8217;allume o il solfato di alluminio e potassio (KAl (SO<sub>4<\/sub>)<sub>2<\/sub>), AlCl<sub>3<\/sub> e il cloruro di zinco (ZnCl<sub>2<\/sub>), sono <strong>sostanze che precipitano le proteine ma non penetrano nelle cellule<\/strong>, interessando solo lo strato superficiale della mucosa.<br><br><strong>Induriscono la superficie<\/strong>, rendendola meccanicamente pi\u00f9 resistente, e diminuiscono la produzione di essudato. Alcuni astringenti, come il cloruro ferrico e il solfato ferrico, sono presenti in forma pi\u00f9 concentrata (sottoforma di agenti emostatici) e causano la coagulazione superficiale e locale del sangue [4].<br><br>Il <strong>solfato ferrico \u00e8 tuttavia ormai in disuso<\/strong>, data la sua inibizione della polimerizzazione dei polieteri associata all\u2019 effetto colorante dei tessuti [5]. Il cloruro di alluminio e il solfato ferroso vengono invece generalmente preferiti tra gli astringenti, perch\u00e9 causano un minor danno tissutale, sono semplici da usare ed efficaci [6].<br><br>Gli agenti emostatici, tuttavia, sono moltissimi e hanno <strong>la funzione di arrestare i processi emorragici pi\u00f9 gravi<\/strong> che si verificano col taglio dei capillari e delle arteriole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I vasocostrittori non causano invece la coagulazione del sangue<\/strong> ma agiscono unicamente restringendo i vasi sanguigni. Esempi di vasocostrittori accettati dal <em>Council on Dental Therapeutics<\/em> includono: l\u2019epinefrina (1:200.000\/1:100.000\/1:50.000), la levonordefrina (1:20.000) e la norepinefrina (1:30.000).<br><br><strong>La soluzione all\u20198% di racemo dell\u2019epinefrina<\/strong> \u00e8 il vasocostrittore di scelta in odontoiatria [7,8]. Riduce l&#8217;afflusso sanguigno all&#8217;area diminuendo la dimensione dei capillari, provvedendo in tal modo al blocco dell&#8217;emorragia sottogengivale.<br><br>Quest\u2019azione di vasocostrizione locale determina anche <strong>una retrazione gengivale transitoria utile <\/strong>durante la presa d\u2019impronta per meglio evidenziare il margine della preparazione [9].<br><br><strong>L\u2019utilizzo dell\u2019epinefrina per la retrazione gengivale<\/strong> deve avvenire per\u00f2 a bassa concentrazione (0,01%) a causa del suo importante effetto ischemico generato nei confronti dei tessuti molli del solco gengivale.<br><br>Un altro fattore sconveniente associato all\u2019epinefrina \u00e8 <strong>il possibile assorbimento con conseguente immissione nel circolo vascolare sistemico<\/strong>. A tal proposito, la quantit\u00e0 di epinefrina assorbita \u00e8 altamente variabile e dipendente da:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il grado di esposizione del letto vascolare che dipende dallo stato infiammatorio del tessuto [10];<\/li><li>il tempo di contatto [11];<\/li><li>il grado di medicamento del filo [12].<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene infatti considerare che la quantit\u00e0 di epinefrina assorbita da 2,5 cm di filo da retrazione lasciato nel solco gengivale per un tempo da 5 a 15 minuti \u00e8 di 71 \u00b5g [13] e che 71 \u00b5g corrispondono a<strong> circa 1\/3 della dose massima raccomandata per un adulto sano <\/strong>(0,2 mg o 200 \u00b5g) e circa al doppio della dose raccomandata per un cardiopatico (40 \u00b5g) [14].<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019utilizzo di astringenti, emostatici e vasocostrittori una cosa importante da verificare \u00e8<strong> la compatibilit\u00e0 con i materiali da impronta usati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni di essi, infatti, possono interferire con la polimerizzazione di tali materiali causando un aumento considerevole del setting time; in questo modo potrebbero perci\u00f2 verificarsi, in fase di rimozione dell\u2019impronta dalla bocca del paziente, <strong>distorsioni o strappi del materiale proprio a livello del <em>finish line<\/em> <\/strong>(margine della preparazione) in seguito ad uno sviluppo incompleto delle caratteristiche meccaniche del materiale che risulterebbe scarsamente polimerizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, risulta <strong>fondamentale la scelta dell\u2019astringente\/emostatico\/vasocostrittore pi\u00f9 idoneo<\/strong>, non solo al caso clinico, ma anche in relazione al materiale da impronta utilizzato. Una scelta impropria, infatti, potrebbe condizionare il risultato finale con possibili conseguenze anche sul piano clinico.<br><br>\u00c8 bene quindi sapere che il solfato ferrico e il cloruro di alluminio interferiscono con la polimerizzazione dei polieteri, mentre <strong>il solfato di alluminio potrebbe interferire con la polimerizzazione dei siliconi<\/strong> per addizione [5]. L\u2019epinefrina invece non presenta interazioni negative n\u00e9 coi polieteri n\u00e9 coi polivinilsilossani.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di eliminare i liquidi che inibiscono la polimerizzazione o eventuali coaguli di sangue che possono depositarsi poco prima, <strong>una procedura certamente consigliata \u00e8 sicuramente &nbsp;quella di abbondare con il risciacquo <\/strong>del solco gengivale, da effettuarsi poco prima della presa d\u2019impronta stessa [5].<br><br>Rimane fondamentale per\u00f2 il concetto di <strong>utilizzare sempre la minima quantit\u00e0 necessaria di questi composti <\/strong>per ottenere un\u2019efficace emostasi. Solo cos\u00ec si riuscir\u00e0 a ottenere un\u2019impronta corretta senza causare danni tissutali o problemi al materiale stesso in fase di registrazione dell\u2019anatomia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-700x467.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3054\" width=\"841\" height=\"561\" srcset=\"\/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-700x467.jpg 700w, \/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-250x167.jpg 250w, \/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-768x512.jpg 768w, \/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-1536x1024.jpg 1536w, \/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1-120x80.jpg 120w, \/public\/uploads\/2022\/02\/Astringenti-emostatici-e-vasocostrittori-nella-presa-dimpronta-1.jpg 1667w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Tissue management prima della presa d\u2019impronta<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><em><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>[1]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Harrison JD. Effect of retraction materials on the gingival sulcus epithelium. The Journal of Prosthetic Dentistry 1961;11:514\u201321. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(61)90234-7.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Pelzner RB, Kempler D, Stark MM, Lum LB, Nicholson RJ, Soelberg KB. Human blood pressure and pulse rate response to racemic epinephrine retraction cord. J Prosthet Dent 1978;39:287\u201392. https:\/\/doi.org\/10.1016\/s0022-3913(78)80098-5.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nowakowska D, Saczko J, Kulbacka J, Choromanska A. Dynamic oxidoreductive potential of astringent retraction agents. Folia Biol (Praha) 2010;56:263\u20138.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mohan M. Pharmacological Agents in Dentistry: A Review. BJPR 2011;1:66\u201387. https:\/\/doi.org\/10.9734\/BJPR\/2011\/272.<\/p>\n\n\n\n<p>[5]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gherlone E. L\u2019impronta in protesi dentaria. Masson, 2005. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[6]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rosenstiel,&nbsp; S.F.,&nbsp; Land,&nbsp; M.F.,&nbsp; Fujimoto,&nbsp; J.&nbsp; (2006a).&nbsp; Contemporary&nbsp; fixed&nbsp; prosthodontics&nbsp; 4thEdn. St Louis: Mosby, pp. 435. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[7]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Felpel LP. A review of pharmacotherapeutics for prosthetic dentistry: Part I. J Prosthet Dent 1997;77:285\u201392. https:\/\/doi.org\/10.1016\/s0022-3913(97)70186-0.<\/p>\n\n\n\n<p>[8]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Shillinburg HT, et al. Fundamentals of fixed prosthodontics. Quintessence Publishing Company, 1997 n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[9]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Shillingburg HT, Hatch RA, Keenan MP, Hemphill MW. Impression materials and techniques used for cast restorations in eight states. J Am Dent Assoc 1980;100:696\u20139. https:\/\/doi.org\/10.14219\/jada.archive.1980.0228.<\/p>\n\n\n\n<p>[10]&nbsp;&nbsp; Gogerty JH, Strand HA, Ogilvie AL, Dille JM. Vasopressor effects of topical epinephrine in certain dental procedures. Oral Surg Oral Med Oral Pathol 1957;10:614\u201322. https:\/\/doi.org\/10.1016\/s0030-4220(57)80009-7.<\/p>\n\n\n\n<p>[11]&nbsp;&nbsp; Woycheshin FF. An evaluation of the drugs used for gingival retraction. The Journal of Prosthetic Dentistry 1964;14:769\u201376. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(64)90213-6.<\/p>\n\n\n\n<p>[12]&nbsp;&nbsp; Forsyth RP, Stark MM, Nicholson RJ, Peng CT. Blood pressure responses to epinephrine-treated gingival retraction strings in the rhesus monkey. J Am Dent Assoc 1969;78:1315\u20139. https:\/\/doi.org\/10.14219\/jada.archive.1969.0186.<\/p>\n\n\n\n<p>[13]&nbsp;&nbsp; Kellam SA, Smith JR, Scheffel SJ. Epinephrine absorption from commercial gingival retraction cords in clinical patients. J Prosthet Dent 1992;68:761\u20135. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(92)90198-j.<\/p>\n\n\n\n<p>[14]&nbsp;&nbsp; Malamed SF. Medical Emergencies in the Dental Office, ed 6. St Louis: Mosby,2007:31;381-384. n.d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la realizzazione di protesi su denti naturali, \u00e8 necessaria un\u2019impronta che riproduca in modo accurato uno o pi\u00f9 monconi con gli elementi dentari adiacenti della stessa arcata. &nbsp;Per arrivare a questo obiettivo, il professionista deve prendere alcune importanti misure: il margine protesico della preparazione deve essere adeguatamente visibile all\u2019operatore e accessibile al materiale da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3054,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-2886","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studio"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2886\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}