{"id":2988,"date":"2022-03-10T14:15:23","date_gmt":"2022-03-10T13:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=2988"},"modified":"2022-03-11T12:46:35","modified_gmt":"2022-03-11T11:46:35","slug":"analogico-digitale-odontoiatria-tecniche-e-differenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/analogico-digitale-odontoiatria-tecniche-e-differenze\/","title":{"rendered":"Analogico e digitale in odontoiatria. Tecniche di acquisizione digitale e differenze tra impronta analogica e digitale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le impronte digitali e i <strong>successivi flussi di lavoro di progettazione CAD<\/strong> (Computer Aided Design) e lavorazione CAM (Computer Aided Manufacturing) sono diventati un&#8217;alternativa comune ai flussi di lavoro convenzionali per la fabbricazione di protesi dentali.<br><br>Dal punto di vista clinico, \u00e8 essenziale per qualsiasi flusso di lavoro, l<strong>&#8216;accuratezza della protesi finale. <\/strong>Questa accuratezza dipende da ogni singola fase del <em>workflow<\/em> utilizzato.<br><br>Per quanto riguarda la sistematica convenzionale, ad esempio, l&#8217;impronta, il modello maestro, il disegno, lo spessore della lacca spaziatrice applicata sul moncone in gesso, le metodiche di fabbricazione del restauro e il materiale di rivestimento utilizzato per la tecnica di fusione a cera persa <strong>rappresentano degli step in cui \u00e8 possibile accumulare errori [1,2]<\/strong>. <br><br><strong>L&#8217;accuratezza dei sistemi digitali, al contrario, dipende dalla tecnologia ottica utilizzata<\/strong>, dalla necessit\u00e0 di applicazione della polvere di scansione, dall&#8217;algoritmo associato allo scanner intraorale e anche alla precisione relativa alle tecnologie di fabbricazione dei restauri CAD-CAM [3].<br><br>In questo ambito si pu\u00f2 dire che negli ultimi anni, grazie all\u2019aiuto di questi sistemi,<strong> la tecnologia ha sviluppato procedure in grado di semplificare i passaggi<\/strong>, diminuendoli e rendendoli pi\u00f9 ripetibili e meno soggetti agli errori dell\u2019operatore [4].<br><br>Tuttavia, la precisione di alcune di queste procedure, anche in relazione al caso clinico trattato, non risulta sempre favorevole in un <em>workflow<\/em> totalmente digitale [5]. <strong>Entrando pi\u00f9 nello specifico possiamo dire che i sistemi CAD-CAM<\/strong> sono costituiti da 3 fasi di lavoro diverse e consequenziali [4]:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>l\u2019acquisizione dei dati relativi all\u2019ambiente orale;<\/li><li>CAD finalizzato al disegno del restauro;<\/li><li>CAM finalizzato alla fabbricazione del restauro.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Workflow<\/em> a confronto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questi passaggi la letteratura odierna ha illustrato in modo accurato quelli che sono i pro e i contro [6]. <strong>Mentre esistono discreti vantaggi per i sistemi CAD e CAM <\/strong>che riguardano pi\u00f9 specificamente il lavoro dell\u2019odontotecnico, in termini di qualit\u00e0 dei manufatti finali e di tempistiche di produzione [7,8], lo stesso non si pu\u00f2 dire per la prima fase di acquisizione dei dati [3].<br><br>Infatti in uno studio clinico randomizzato controllato di <strong>comparazione tra i due <em>workflow<\/em> analogico e digitale<\/strong> per la realizzazione di protesi fissa su elementi naturali in zirconia \u00e8 stato dimostrato come le impronte convenzionali dell&#8217;arcata completa richiedessero meno tempo rispetto alle impronte digitali [3].<br><br>Risultati analoghi si sono osservati anche in<strong> un altro studio relativo alla fabbricazione di modelli di studio ortodontici<\/strong> dove le impronte convenzionali dell&#8217;arcata completa sono risultate significativamente pi\u00f9 veloci (7,6 minuti) rispetto alle scansioni digitali (20,4 minuti) [9].<br><br>In altri studi si sono avuti <strong>risultati diversi per cui l\u2019impronta analogica \u00e8 risultata pi\u00f9 lenta rispetto a quella digitale<\/strong> [10,11]. Tuttavia, va considerato come il tipo di scanner usato, l\u2019eventuale posizionamento di polveri opacizzanti prima dell\u2019impronta, l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019operatore e anche la strategia di scansione (impronte digitali di solo un\u2019emiarcata o dell\u2019arcata completa) possano influenzare i risultati [3].&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Limiti e possibilit\u00e0 dei <em>workflow<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risulta piuttosto evidente alla luce della letteratura vigente come<strong> l\u2019impronta digitale sia molto pi\u00f9 operatore-dipendente dell\u2019impronta analogica.<\/strong> Questo \u00e8 anche vero in un\u2019ottica di precisione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che l\u2019accuratezza <strong>di un\u2019impronta digitale possa dipendere da fattori come la strategia di scansione <\/strong>[12], le condizioni di illuminazione [13], i movimenti del paziente, l\u2019apertura della bocca [14] (ma esistono anche altri fattori) la rendono molto pi\u00f9 variabile rispetto ad un\u2019impronta convenzionale.<br><br>In alcune situazioni poi, come il paziente totalmente edentulo o l\u2019impronta su impianti multipli,<strong> gli scanner risultano in difficolt\u00e0 visto il ridotto numero di punti di riferimento <\/strong>che possono dar luogo a errori dovuti all\u2019interpretazione matematica che il software fa dello spazio edentulo [5,15,16].<br><br>In queste, ma anche in altre situazioni, potrebb<strong>e risultare favorevole l\u2019utilizzo di un <em>workflow<\/em> misto analogico-digitale<\/strong> in cui subito dopo la rilevazione dell\u2019impronta si proceda a scansionare l\u2019impronta stessa oppure a colare il modello in gesso per poi scansionarlo con desktop scanner o scanner da laboratorio.<br><br>Cos\u00ec, da un <em>workflow<\/em> <strong>inizialmente analogico \u00e8 possibile passare ad un <em>workflow<\/em> digitale<\/strong> per la realizzazione delle protesi conservando al contempo i benefici dell\u2019impronta analogica e del <em>worflow<\/em> digitale in laboratorio [4].&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scansione del modello o dell\u2019impronta?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto concerne poi<strong> la digitalizzazione del modello in gesso ottenuto dall\u2019impronta analogica o la scansione<\/strong> dell\u2019impronta stessa \u00e8 bene considerare alcuni fattori.<br><br><strong>Gli scanner extraorali detti anche scanner da laboratorio o <em>desktop scanner<\/em> <\/strong>presentano tutti una certa \u201cdistorsione virtuale\u201d nel digitalizzare il modello reale derivante dall\u2019imprecisione insita nella loro tecnologia.<br><br>La scansione del modello in gesso si porta dietro poi anche<strong> una serie di imprecisioni relative sia al materiale da impronta<\/strong> (che presenta un ritorno elastico sempre &lt; al 100% e che quindi si distorce quando rimosso dal cavo orale) sia al modello in gesso, il quale durante la sua formazione subisce un\u2019espansione [4].<br><br>Potrebbe sembrare quindi pi\u00f9 corretto un <em>workflow<\/em> in cui <strong>viene scansionata direttamente l\u2019impronta anzich\u00e9 il modello.<\/strong><br><br>Occorre per\u00f2 considerare che <strong>non tutti i materiali da impronta presentano delle caratteristiche di scansionabilit\u00e0<\/strong> [17] e che l\u2019aggiunta di polveri opacizzanti, creando uno spessore, potrebbe determinare degli errori [18].&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre la scansione di un\u2019anatomia negativa non \u00e8 sempre correlata a dei vantaggi se si considera che in alcune zone dell\u2019impronta (specialmente quelle in sottosquadro) <strong>la luce dello scanner potrebbe non arrivare o essere riflessa correttamente<\/strong> e questo determinerebbe di certo un\u2019incompleta acquisizione della reale anatomia dell\u2019oggetto [19].&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna quindi sempre considerare la scansione dell\u2019impronta o del gesso in relazione al quadro clinico; in caso di elementi dentali preparati per protesi fissa<strong> pu\u00f2 essere pi\u00f9 conveniente scansionare il modello in gesso al fine di mettere lo scanner extraorale<\/strong> nelle condizioni di registrare accuratamente tutte le superfici e i margini dei monconi.<br><br>In caso invece di protesi su impianti, dove <strong>la registrazione della posizione implantare \u00e8 fondamentale<\/strong>, la scansione dell\u2019impronta per mezzo di analoghi scansionabili potrebbe costituire una soluzione pi\u00f9 favorevole, riducendo anche i possibili errori dovuti anche al movimento che gli analoghi collegati ai <em>transfer<\/em> possono effettuare durante l\u2019espansione del gesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, come si evince dalla letteratura scientifica, si pu\u00f2 affermare che ad oggi il <em>full<\/em> e il <em>partial<\/em> <em>digital workflow<\/em> rappresentano delle realt\u00e0 in odontoiatria che <strong>facilitano e migliorano diverse procedure cliniche e odontotecniche.<\/strong><br><br>Tuttavia, al fine di ottenere risultati predicibili e corretti<strong>, \u00e8 necessario scegliere la tipologia di <em>workflow<\/em> pi\u00f9 idonea in relazione al caso clinico <\/strong>e anche alla conoscenza che si possiede dei diversi sistemi e flussi.<br><br>Il digitale rappresenta infatti un mezzo di cui bisogna conoscere i limiti e con cui applicare le conoscenze e le tecniche sviluppate in analogico.<br><br>Diversamente<strong> il rischio di errori anche di natura sconosciuta nel campo digitale<\/strong> potrebbe essere anche pi\u00f9 elevato che con un <em>workflow<\/em> analogico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Zhermack ha sviluppato diversi materiali scansionabili<\/strong> per la presa d\u2019impronta, pensati per i professionisti che ricercano soluzioni ad elevate performance.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hydrorise Implant \u00e8 la gamma di siliconi<\/strong> per addizione scansionabili ad elevata rigidit\u00e0 che Zhermack ha progettato specificatamente per l\u2019implantoprotesi. Questi possono facilmente esser letti da scanner extraorali a luce strutturata senza l\u2019applicazione di polveri o spray opacizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anche tra gli idrocolloidi Zhermack ha sviluppato Hydrogum 5<\/strong> che \u00e8 un alginato scansionabile mentre nella gamma dei siliconi per l\u2019occlusione Occlufast CAD rappresenta l\u2019evoluzione digitale dell\u2019ormai noto Occlufast Rock.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/analogico-digitale-odontoiatria-tecniche-di-acquisizione-digitale-e-differenze-impronta-analogica-digitale\/attachment\/calco-odontoiatria-2\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/public\/uploads\/2022\/03\/calco-odontoiatria-1-700x404.jpg\" alt=\"calco odontoiatria\" class=\"wp-image-3084\" width=\"841\" height=\"484\" srcset=\"\/public\/uploads\/2022\/03\/calco-odontoiatria-1-700x404.jpg 700w, \/public\/uploads\/2022\/03\/calco-odontoiatria-1-250x144.jpg 250w, \/public\/uploads\/2022\/03\/calco-odontoiatria-1-120x69.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/a><figcaption><em>Caso clinico di scansione di un\u2019impronta in alginato e ottenimento in digitale del corrispondente modello in gesso. Courtesy of Dr Francesco Grande<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/public\/uploads\/2022\/03\/calco-digitale-odontoiatria-700x404.jpg\" alt=\"calco digitale odontoiatria\" class=\"wp-image-3091\" width=\"840\" height=\"483\" srcset=\"\/public\/uploads\/2022\/03\/calco-digitale-odontoiatria-700x404.jpg 700w, \/public\/uploads\/2022\/03\/calco-digitale-odontoiatria-250x144.jpg 250w, \/public\/uploads\/2022\/03\/calco-digitale-odontoiatria-120x69.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><figcaption><em>Caso clinico di scansione di un\u2019impronta in alginato e ottenimento in digitale del corrispondente modello in gesso. Courtesy of Dr Francesco Grande<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Bibliografia:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[1] Abduo J, Lyons K, Swain M. Fit of zirconia fixed partial denture: a systematic review. J Oral Rehabil 2010;37:866\u201376. https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1365-2842.2010.02113.x.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[2] Sch\u00f6nberger J, Erdelt K-J, B\u00e4umer D, Beuer F. Marginal and internal fit of posterior three-unit fixed zirconia dental prostheses fabricated with two different CAD\/CAM systems and materials. Clin Oral Investig 2017;21:2629\u201335. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00784-017-2064-8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[3] Sailer I, M\u00fchlemann S, Fehmer V, H\u00e4mmerle CHF, Benic GI. Randomized controlled clinical trial of digital and conventional workflows for the fabrication of zirconia-ceramic fixed partial dentures. Part I: Time efficiency of complete-arch digital scans versus conventional impressions. J Prosthet Dent 2019;121:69\u201375. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2018.04.021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[4] Gherlone E. L\u2019impronta in protesi dentaria. Masson, 2005. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[5] Patzelt SBM, Vonau S, Stampf S, Att W. Assessing the feasibility and accuracy of digitizing edentulous jaws. J Am Dent Assoc 2013;144:914\u201320. https:\/\/doi.org\/10.14219\/jada.archive.2013.0209.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[6] Davidowitz G, Kotick PG. The use of CAD\/CAM in dentistry. Dent Clin North Am 2011;55:559\u201370, ix. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.cden.2011.02.011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[7] Benic GI, Sailer I, Zeltner M, G\u00fctermann JN, \u00d6zcan M, M\u00fchlemann S. Randomized controlled clinical trial of digital and conventional workflows for the fabrication of zirconia-ceramic fixed partial dentures. Part III: Marginal and internal fit. J Prosthet Dent 2019;121:426\u201331. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2018.05.014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[8] M\u00fchlemann S, Benic GI, Fehmer V, H\u00e4mmerle CHF, Sailer I. Randomized controlled clinical trial of digital and conventional workflows for the fabrication of zirconia-ceramic posterior fixed partial dentures. Part II: Time efficiency of CAD-CAM versus conventional laboratory procedures. J Prosthet Dent 2019;121:252\u20137. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2018.04.020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[9] Gr\u00fcnheid T, McCarthy SD, Larson BE. Clinical use of a direct chairside oral scanner: an assessment of accuracy, time, and patient acceptance. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2014;146:673\u201382. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.ajodo.2014.07.023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[10] Yuzbasioglu E, Kurt H, Turunc R, Bilir H. Comparison of digital and conventional impression techniques: evaluation of patients\u2019 perception, treatment comfort, effectiveness and clinical outcomes. BMC Oral Health 2014;14:10. https:\/\/doi.org\/10.1186\/1472-6831-14-10.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[11] Joda T, Br\u00e4gger U. Time-Efficiency Analysis Comparing Digital and Conventional Workflows for Implant Crowns: A Prospective Clinical Crossover Trial. Int J Oral Maxillofac Implants 2015;30:1047\u201353. https:\/\/doi.org\/10.11607\/jomi.3963.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[12] Latham J, Ludlow M, Mennito A, Kelly A, Evans Z, Renne W. Effect of scan pattern on complete-arch scans with 4 digital scanners. J Prosthet Dent 2020;123:85\u201395. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2019.02.008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[13] Revilla-Le\u00f3n M, Jiang P, Sadeghpour M, Piedra-Casc\u00f3n W, Zandinejad A, \u00d6zcan M, et al. Intraoral digital scans-Part 1: Influence of ambient scanning light conditions on the accuracy (trueness and precision) of different intraoral scanners. J Prosthet Dent 2020;124:372\u20138. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2019.06.003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[14] Ender A, Attin T, Mehl A. In vivo precision of conventional and digital methods of obtaining complete-arch dental impressions. J Prosthet Dent 2016;115:313\u201320. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2015.09.011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[15] Patzelt SBM, Emmanouilidi A, Stampf S, Strub JR, Att W. Accuracy of full-arch scans using intraoral scanners. Clin Oral Investig 2014;18:1687\u201394. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00784-013-1132-y.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[16] Mizumoto RM, Yilmaz B, McGlumphy EA, Seidt J, Johnston WM. Accuracy of different digital scanning techniques and scan bodies for complete-arch implant-supported prostheses. J Prosthet Dent 2020;123:96\u2013104. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2019.01.003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[17] Garc\u00eda-Mart\u00ednez I, C\u00e1ceresMonllor D, Solaberrieta E, Ferreiroa A, Prad\u00edes G. Accuracy of digitization obtained from scannable and nonscannable elastomeric impression materials. The Journal of Prosthetic Dentistry 2021;125:300\u20136. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2020.01.002.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[18] Runkel C, G\u00fcth J-F, Erdelt K, Keul C. Digital impressions in dentistry\u2014accuracy of impression digitalisation by desktop scanners. Clin Oral Invest 2020;24:1249\u201357. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00784-019-02995-w.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[19] Bosniac P, Rehmann P, W\u00f6stmann B. Comparison of an indirect impression scanning system and two direct intraoral scanning systems in vivo. Clin Oral Invest 2019;23:2421\u20137. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00784-018-2679-4.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le impronte digitali e i successivi flussi di lavoro di progettazione CAD (Computer Aided Design) e lavorazione CAM (Computer Aided Manufacturing) sono diventati un&#8217;alternativa comune ai flussi di lavoro convenzionali per la fabbricazione di protesi dentali. 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