{"id":3272,"date":"2022-06-17T12:18:07","date_gmt":"2022-06-17T10:18:07","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=3272"},"modified":"2022-06-17T12:18:10","modified_gmt":"2022-06-17T10:18:10","slug":"odontoiatria-additiva-metodi-ricostruzione-estetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/odontoiatria-additiva-metodi-ricostruzione-estetica\/","title":{"rendered":"Odontoiatria additiva: metodi per la ricostruzione estetica"},"content":{"rendered":"\n<p>Abrasione ed erosione sono i due fattori maggiormente implicati nella perdita di tessuto dentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>abrasione<\/strong> \u00e8 un fenomeno meccanico, dovuto a un susseguirsi di stimoli abrasivi che possono essere parafunzionali, come il <a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/bruxismo-cause-sintomi-terapia\/\">bruxismo<\/a>, o traumatici, come una scorretta tecnica di spazzolamento, magari associata all\u2019utilizzo di dentifrici molto abrasivi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>erosione<\/strong> invece \u00e8 un insulto chimico, solitamente dovuto all\u2019azione di sostanze acide. Il reflusso gastrico e il consumo di alimenti o bevande acide, possono abbassare il pH intraorale e causare tali fenomeni erosivi. &nbsp;(1)<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato del protrarsi di questi disturbi \u00e8 la <strong>perdita di tessuto dentale<\/strong>, smalto in un primo momento e dentina in un secondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I limiti della riabilitazione protesica fissa tradizionale<\/h2>\n\n\n\n<p>Se il fattore causale non viene rimosso o limitato, il graduale consumo di tessuto dentale porter\u00e0 il paziente a un\u2019inevitabile perdita di dimensione verticale (DVO) e sar\u00e0 necessaria una riabilitazione totale (full mouth).<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando l\u2019attuale letteratura, soprattutto formata da <em>case report<\/em>, il trattamento tradizionale in questi casi consiste in una <strong>riabilitazione protesica fissa tradizionale<\/strong>, fatta cio\u00e8 di corone singole e ponti, con la conseguente necessit\u00e0 di dover eseguire diverse terapie canalari. (1,2)<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di trattamento, seppur efficace, risulta per\u00f2 essere molto invasivo e irreversibile e, soprattutto in pazienti giovani, offre una <strong>prognosi troppo limitata nel tempo<\/strong>. Inoltre, nel caso insorgessero problematiche, le eventuali soluzioni sarebbero via via sempre pi\u00f9 invasive e con un maggior grado di complessit\u00e0. (3)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vantaggi della nuove tecniche restaurative<\/h2>\n\n\n\n<p>I limiti di una terapia \u201ctradizionale\u201d e il <strong>miglioramento dei materiali e dell\u2019efficacia dei protocolli adesivi<\/strong> hanno fatto s\u00ec che, negli ultimi anni, emergessero diverse tecniche restaurative sempre meno invasive e sempre pi\u00f9 \u201cadditive\u201d, cio\u00e8 <strong>senza la necessit\u00e0 di rimuovere ulteriore tessuto dentario<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste tecniche presentano diversi vantaggi rispetto a quelle tradizionali, ovvero tempi alla poltrona pi\u00f9 brevi, costi per il paziente e per l\u2019odontoiatra ridotti e la possibilit\u00e0, se necessario, di effettuare semplici riparazioni in composito direttamente alla poltrona.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo alcune possibili tecniche additive.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Three Step Technique<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella Three Step Technique (3-5) la riabilitazione del paziente passa attraverso tre step distinti. Ci sono tre fasi di laboratorio alternate ad altrettante fasi cliniche.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>Nel primo step, il tecnico esegue una <strong>ceratura diagnostica del settore anteriore mascellare vestibolare<\/strong> con un\u2019estensione tale da includere anche i secondi premolari e permettere di conseguenza una regolazione del piano occlusale. Viene eseguito un <em>mock-up<\/em> intraorale con il quale si verifica l\u2019estetica ed eventualmente si richiedono al tecnico le necessarie modifiche.<br><br><\/li><li>Durante il secondo step, in base alla nuova DVO (controllata precedentemente), si esegue una <strong>nuova ceratura che coinvolga esclusivamente i settori posteriori occlusali<\/strong>, sia mascellari che mandibolari. L\u2019anatomia di questa ceratura verr\u00e0 stampata intraoralmente in composito, utilizzando un indice in silicone trasparente.<br><br><\/li><li>Nel terzo step, si realizza la <strong>guida incisiva con la realizzazione di <em>onlays<\/em> palatali<\/strong>. Infine, si completa il caso con la <strong>realizzazione dei restauri vestibolari anteriori<\/strong>.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Clear Index Technique<\/h2>\n\n\n\n<p>La Clear Index Technique (7, 8) \u00e8 una tecnica con la quale si <strong>possono restaurare tutti gli elementi, anteriori o posteriori di un quadrante, attraverso un indice in silicone trasparente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In laboratorio si realizza la ceratura diagnostica ripristinando la dimensione verticale dei denti. Sulla base della ceratura diagnostica si realizza un indice di silicone trasparente, il quale viene poi tagliato in modo da ottenere un piccolo indice per ogni singolo dente.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello interprossimale vengono inserite due matrici metalliche in modo da proteggere i punti di contatto. Il composito scaldato viene posizionato sull\u2019elemento da ricostruire e in seguito, con una certa pressione, viene posizionato l\u2019indice. Il composito in eccesso scorrer\u00e0 fuori tra l\u2019indice e il dente e sar\u00e0 eliminato con uno specillo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripuliti gli eccessi si proceder\u00e0 con la prima polimerizzazione attraverso l\u2019indice trasparente e poi, dopo averlo rimosso, con la polimerizzazione diretta. In seguito, si proceder\u00e0 con la rifinitura e la lucidatura e si passer\u00e0 agli altri elementi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Injection Technique<\/h2>\n\n\n\n<p>Con la Injection Technique (9-11), sull\u2019anatomia della ceratura diagnostica viene realizzata una <strong>matrice o indice trasparente della zona da restaurare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In corrispondenza dei margini incisali o delle superfici occlusali dei denti che devono essere restaurati, vengono eseguite sulla matrice trasparente delle perforazioni passanti con una fresa diamantata abbastanza larga da permettere l\u2019ingresso del puntale di una siringa di composito <em>flowable<\/em>. Con il teflon si isolano gli elementi che non devono essere restaurati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 necessario restaurare pi\u00f9 denti contigui sullo stesso quadrante, si dovranno isolare alternativamente i denti ed eseguire due fasi distinte di iniezione del <em>flow<\/em>, in modo da rispettare e non invadere la zona interprossimale, e connettere quindi gli elementi contigui tramite il <em>flow<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta isolati i denti ed eseguita la fase adesiva, viene posizionato l\u2019indice controllando il corretto posizionamento. Attraverso i fori precedentemente fatti sulle mascherine viene inserito il puntale della siringa di composito <em>flowable<\/em> e, applicando una pressione costante, si inizia a <strong>iniettare la resina composita fluida<\/strong>. Una volta controllato di avere riempito tutti i <em>gap<\/em> tra la mascherina e i denti si procede con la polimerizzazione. Dopo aver completato tutti gli elementi si passa alle fasi di rifinitura e lucidatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel concetto di un\u2019odontoiatria minimamente invasiva, queste tecniche stanno acquisendo sempre pi\u00f9 popolarit\u00e0; saranno il tempo e la letteratura a fornire un giudizio preciso in merito alla loro effettiva efficacia.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>Abrahamsen, T. C. (2005). The worn dentition\u2014pathognomonic patterns of abrasion and erosion. International dental journal, 55(S4), 268-276.<\/li><li>Kavoura, V., Kourtis, S. G., Zoidis, P., Andritsakis, D. P., &amp; Doukoudakis, A. (2005). Full-mouth rehabilitation of a patient with bulimia nervosa. A case report. Quintessence international, 36(7).<\/li><li>Van Roekel, N. B. (2003). Gastroesophageal reflux disease, tooth erosion, and prosthodontic rehabilitation: a clinical report. Journal of prosthodontics, 12(4), 255-259.<\/li><li>Vailati, F., &amp; Belser, U. C. (2008). Full-mouth adhesive rehabilitation of a severely eroded dentition: the three-step technique. Part 1. European Journal of Esthetic Dentistry, 3(1).<\/li><li>Vailati, F., &amp; Belser, U. C. (2008). Full-Mouth Adhesive Rehabilitation of a Severely Eroded Dentition: The Three-Step Technique. Part 2. European Journal of Esthetic Dentistry, 3(2).<\/li><li>Vailati, F., &amp; Belser, U. C. (2008). Full-mouth adhesive rehabilitation of a severely eroded dentition: the three-step technique. Part 3. European journal of esthetic dentistry, 3(3).<\/li><li>Ammannato, R., Ferraris, F., &amp; Marchesi, G. (2015). The \u201cindex technique\u201d in worn dentition: a new and conservative approach. Int J Esthet Dent, 10(1), 68-99.<\/li><li>Ammannato, R., Rondoni, D., &amp; Ferraris, F. (2018). Update on the \u2018index technique\u2019in worn dentition: a no-prep restorative approach with a digital workflow. Int J Esthet Dent, 13(4), 516-37<\/li><li>Ypei Gia, N. R., Sampaio, C. S., Higashi, C., Sakamoto Jr, A., &amp; Hirata, R. (2021). The injectable resin composite restorative technique: A case report. Journal of Esthetic and Restorative Dentistry, 33(3), 404-414.<\/li><li>Ge\u0161takovski, D. (2019). The injectable composite resin technique: minimally invasive reconstruction of esthetics and function. Quintessence Int, 50(9), 712-720.<\/li><li>Hosaka, K., Tichy, A., Motoyama, Y., Mizutani, K., Lai, W. J., Kanno, Z., &#8230; &amp; Nakajima, M. (2020). Post\u2010orthodontic recontouring of anterior teeth using composite injection technique with a digital workflow. Journal of Esthetic and Restorative Dentistry, 32(7), 638-644.<\/li><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abrasione ed erosione sono i due fattori maggiormente implicati nella perdita di tessuto dentale. L\u2019abrasione \u00e8 un fenomeno meccanico, dovuto a un susseguirsi di stimoli abrasivi che possono essere parafunzionali, come il bruxismo, o traumatici, come una scorretta tecnica di spazzolamento, magari associata all\u2019utilizzo di dentifrici molto abrasivi. 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