{"id":3376,"date":"2022-07-22T15:35:21","date_gmt":"2022-07-22T13:35:21","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=3376"},"modified":"2022-07-22T18:02:03","modified_gmt":"2022-07-22T16:02:03","slug":"impiego-dei-materiali-gessosi-in-odontoiatria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/impiego-dei-materiali-gessosi-in-odontoiatria\/","title":{"rendered":"Impiego dei materiali gessosi in Odontoiatria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il gesso \u00e8 un minerale costituito da solfato di calcio diidrato<\/strong>. \u00c8 conosciuto ormai da secoli e viene utilizzato in svariati ambiti. Basti pensare che gi\u00e0 5000 anni fa gli antichi egizi cuocevano la cosiddetta \u201cPasta di Parigi\u201d o \u201cgesso di Parigi\u201d in forni all\u2019aria aperta e poi lo addizionavano all\u2019acqua per assemblare i blocchi necessari alla costruzione delle loro piramidi (piramide di Cheope) [1]. Anche i greci lo utilizzavano per la costruzione dei templi [2].<\/p>\n\n\n\n<p>Esso risulta <strong>presente in natura sottoforma di masse compatte<\/strong> in depositi o cave da cui viene inizialmente estratto (gesso minerale) per essere poi lavorato e finalizzato all\u2019utilizzo odontoiatrico. In misura minore, il gesso si pu\u00f2 generare anche con un processo \u201csintetico\u201d come sottoprodotto nella sintesi industriale di acido fosforico [3].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il gesso in odontotecnica<\/h2>\n\n\n\n<p>Che sia gesso minerale o sintetico, il gesso \u00e8 comunque <strong>un materiale ancora oggi utilissimo e fondamentale in campo odontoiatrico<\/strong> <strong>e odontotecnico<\/strong> [4]. Questo \u00e8 possibile grazie alla capacit\u00e0 delle polveri di gesso emiidrato di riacquistare acqua per trasformarsi in prodotti stabili e duraturi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali materiali sono coperti dalla norma <a>ISO 6873:2013 <\/a>[5] che fornisce una classificazione e specifica i requisiti per i prodotti dentali a base di gesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo materiale in Odontoiatria viene principalmente utilizzato<\/strong> per realizzare modelli di studio o diagnostici e modelli di lavoro o maestro [6]. I modelli di studio sono utili allo studio del caso clinico protesico o ortodontico, mentre quelli di lavoro rappresentano <strong>i modelli di arcate su cui verr\u00e0 eseguita la modellazione in cera<\/strong> del <em>framework<\/em> protesico o dei manufatti ortodontici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanti tipi di gesso si utilizzano in odontoiatria?<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, i materiali gessosi in Odontoiatria possono essere utilizzati anche per altri scopi e con diverse applicazioni cliniche. Si distinguono perci\u00f2 diverse tipologie di materiali gessosi come da ISO [4]:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Classe I<\/strong> o gesso tenero per impronte: detto anche gesso di Parigi, \u00e8 utilizzato per il rilievo delle impronte. Esso non \u00e8 altro che il gesso naturale finemente macinato e ripulito dalle sostanze estranee. Si ottiene da un solfato di calcio biidrato che, in seguito a un riscaldamento di circa 110 \u00b0C, diventa semiidrato.<\/li><li><strong>Classe II<\/strong> o gesso tenero per modelli: \u00e8 adatto per i modelli di studio e per il monitoraggio dei modelli in articolatore. Viene anche impiegato come riempitivo nelle muffole.<\/li><li><strong>Classe III<\/strong> o gesso duro: adatto per la costruzione dei modelli a elevata resistenza. Ha una porosit\u00e0 media del 25% e la calcinazione avviene a una temperatura di 125 \u00b0C in presenza di vapore acqueo.<\/li><li><strong>Classe IV<\/strong> o gesso extra duro: \u00e8 utilizzato per i modelli che devono conservare il pi\u00f9 a lungo possibile la loro impronta. Quindi viene impiegato maggiormente per i modelli di protesi fisse e combinate. Questo \u00e8 un gesso artificiale perch\u00e9 prodotto sinteticamente a livello industriale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Gli usi invece possibili dei materiali gessosi in Odontoiatria prevedono l\u2019utilizzo come [4,5]:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>materiali da impronta per arcate edentule;<\/li><li>materiali da impronta per chiavi occlusali in gesso (montaggio dei modelli in articolatore);<\/li><li>modelli;<\/li><li>leganti per la silice nei rivestimenti (leghe d\u2019oro e Nickel-Cromo da colata);<\/li><li>materiali da rivestimento nelle saldature;<\/li><li>stampo in muffola (negativi per la costruzione delle protesi totale e protesi parziali rimovibili).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>I materiali gessosi come materiali da impronta<\/strong> si utilizzano esclusivamente nelle arcate edentule. Questo perch\u00e9 il gesso \u00e8 un materiale estremamente rigido e anelastico e con questo materiale solo nelle arcate edentule \u00e8 possibile rilevare impronte, vista l\u2019assenza di spazi interdentali e di sottosquadri rigidi importanti [7].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esempi di applicazioni del gesso in odontoiatria<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile <strong>rilevare impronte anche per realizzare protesi<\/strong> su impianti in arcate totalmente edentule qualora gli impianti si presentino paralleli tra loro e non troppo inclinati. Con questa tecnica, solidarizzando i <em>transfer<\/em> in un blocco unico ed estremamente rigido grazie al gesso, \u00e8 possibile raggiungere alti livelli di accuratezza nel <em>fitting<\/em> della protesi implantare.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, la rigidit\u00e0 del sistema impedisce qualsiasi movimento dei <em>transfer<\/em> sia in fase di rimozione dell\u2019impronta dal cavo orale che in fase di realizzazione del modello [8\u201310].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Chiavi occlusali in gesso<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 possibile eseguire delle chiavi occlusali in gesso<\/strong>, iniettando del gesso liquido nel vestibolo del paziente andando ad improntare contemporaneamente le superfici vestibolari dei denti antagonisti delle arcate e la porzione interocclusale [11].<\/p>\n\n\n\n<p>Questo permette poi al clinico o al tecnico di <strong>eseguire un montaggio in articolatore dei modelli del paziente<\/strong>, essendo molto pi\u00f9 predicibile rispetto a materiali come le cere, ad esempio, che possono facilmente andare incontro a deformazioni. Anche in questo caso la rigidit\u00e0 del materiale gessoso risulta fondamentale per la corretta articolazione dei modelli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il gesso nella tecnica della colatura a cera persa<\/h3>\n\n\n\n<p>I materiali gessosi inoltre entrano in gioco nell\u2019ambito della tecnica di colatura a cera persa [12,13]. Questa tecnica richiede <strong>la preparazione di uno stampo in materiale refrattario<\/strong>, ossia un materiale che non si decompone ad alte temperature, attorno al modellato in cera; all\u2019interno di questo stampo, il materiale metallico fuso potr\u00e0 quindi scorrere occupando il posto precedentemente occupato dalla cera, che evapora.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base del tipo di restauro e della lega metallica con cui si andr\u00e0 a realizzare il <em>framework<\/em> protesico, l\u2019odontotecnico sceglier\u00e0 il materiale da rivestimento pi\u00f9 opportuno. <strong>La logica alla base di questa scelta dipende dal rapporto<\/strong> tra i coefficienti di contrazione della lega e i coefficienti di espansione termica ed igroscopica del legante del materiale da rivestimento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I rivestimenti a legante di solfato di calcio<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Esistono rivestimenti a legante di solfato di calcio che vengono <\/strong>utilizzate per realizzare le forme refrattarie in cui colare le leghe a basse temperature di fusione (&lt;1200 \u00b0C) e per la colata di basi di protesi totali e scheletrati metallici per protesi parziali rimovibili [4].<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, sempre per quanto riguarda le procedure odontotecniche, <strong>un altro utilizzo per i materiali gessosi risulta essere nella composizione<\/strong> della muffola necessaria alla trasformazione di una protesi totale modellata in cera in una protesi totale in resina [14].<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, questi possono risultare utili nel procedimento di finalizzazione della terapia protesica mobile, dopo la registrazione della verti-centrica e le prove montaggio denti,<strong> quando si deve costruire fisicamente il corpo protesico<\/strong> della totale o parziale rimovibile. In questa situazione il gesso pu\u00f2 essere utile come negativo, stampo per la costruzione della protesi stessa nel momento della muffolatura.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prodotti ad alte performance per la modellazione in gesso<\/h2>\n\n\n\n<p>Risulta quindi chiaro come <strong>il gesso ancora oggi sia fondamentale per l\u2019odontoiatra e l\u2019odontotecnico<\/strong>. Le sistematiche digitali, come la stampa 3D, che si stanno attualmente proponendo rappresentano ancora solo alternative ai materiali gessosi, che risultano inoltre meno costosi e pi\u00f9 precisi per la realizzazione di protesi odontoiatriche [15]. <strong>Inoltre, la possibilit\u00e0 di realizzare un modello fisico replicante l\u2019anatomia <\/strong>del paziente, che sia anche preciso, accurato e stabile dimensionalmente nel tempo \u00e8 una caratteristica ancora esclusiva del gesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la realizzazione dei modelli in gesso, <strong>Zhermack offre diversi prodotti con elevate performance<\/strong>. Elite Dental Stones \u00e8 l\u2019ampia gamma di gessi Zhermack, con bassa espansione anche a 48h, capace di soddisfare le diverse esigenze dell\u2019odontotecnico, impegnato tanto nella protesi fissa quanto in quella rimovibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i suoi gessi di tipo 3 e di tipo 4, Elite Dental Stones fornisce soluzioni specifiche e distinte, spaziando dalla realizzazione di modelli antagonisti o diagnostici allo sviluppo di modelli master.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>[1]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hemeda S, Sonbol A. Sustainability problems of the Giza pyramids. Herit Sci 2020;8:8. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1186\/s40494-020-0356-9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1186\/s40494-020-0356-9<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gale NH, Einfalt HC, Hubberten HW, Jones RE. The sources of Mycenaean gypsum. J Archaeol Sci 1988;15:57\u201372. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/0305-4403(88)90019-2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/0305-4403(88)90019-2<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tian B, Cohen MD. Does gypsum formation during sulfate attack on concrete lead to expansion? Cem Concr Res 2000;30:117\u201323. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0008-8846(99)00211-2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0008-8846(99)00211-2<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Breschi L, et al. Materiali e tecnologie odontostomatologiche. (2011): 95-117. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[5]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.iso.org\/standard\/54423.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.iso.org\/standard\/54423.html<\/a> n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[6]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Kim J-H, Im Y-W, Oh S, Kim H-W, Lee J-H, Lee H-H. Characterization of an anti-foaming and fast-setting gypsum for dental stone. Dent Mater Off Publ Acad Dent Mater 2019;35:1728\u201339. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.dental.2019.08.110\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.dental.2019.08.110<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[7]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Woelfel JB. Contour variations in impressions of one edentulous patient. J Prosthet Dent 1962;12:229\u201354. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(62)90061-6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(62)90061-6<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[8]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Baig MR. Multi-unit implant impression accuracy: A review of the literature. Quintessence Int Berl Ger 1985 2014;45:39\u201351. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.3290\/j.qi.a30769\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.3290\/j.qi.a30769<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[9]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Baig M. Accuracy of Impressions of Multiple Implants in the Edentulous Arch: A Systematic Review. Int J Oral Maxillofac Implants 2014;29:869\u201380. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.11607\/jomi.3233\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.11607\/jomi.3233<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[10]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Kim S, Nicholls JI, Han C-H, Lee K-W. Displacement of implant components from impressions to definitive casts. Int J Oral Maxillofac Implants 2006;21:747\u201355.<\/p>\n\n\n\n<p>[11]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rosentritt M, Siavikis G, Behr M, Kolbeck C, Handel G. Approach for valuating the significance of laboratory simulation. J Dent 2008;36:1048\u201353. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jdent.2008.09.001\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jdent.2008.09.001<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[12]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Shillinburg HT, et al. Fundamentals of fixed prosthodontics. Quintessence Publishing Company, 1997 n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[13]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; McCoy T. Lost wax casting technique for metal crown fabrication. J Vet Dent 2014;31:126\u201332. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1177\/089875641403100214\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1177\/089875641403100214<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[14]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vafaee F, Tavakolizadeh S, Kadkhodazadeh M, Khoshhal M. Evaluation of the Effect of 2 Flask Investment Materials on Color Stability of 5 Brands of Denture Teeth. J Dent Mater Tech 2014;3. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.22038\/jdmt.2014.3344\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.22038\/jdmt.2014.3344<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>[15]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dawood A, Marti Marti B, Sauret-Jackson V, Darwood A. 3D printing in dentistry. Br Dent J 2015;219:521\u20139. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/sj.bdj.2015.914\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/sj.bdj.2015.914<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gesso \u00e8 un minerale costituito da solfato di calcio diidrato. \u00c8 conosciuto ormai da secoli e viene utilizzato in svariati ambiti. 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