{"id":3430,"date":"2022-08-25T16:54:01","date_gmt":"2022-08-25T14:54:01","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=3430"},"modified":"2025-05-08T12:31:26","modified_gmt":"2025-05-08T10:31:26","slug":"classificazione-materiali-impronta-elastici-rigidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/classificazione-materiali-impronta-elastici-rigidi\/","title":{"rendered":"La classificazione dei materiali da impronta elastici e rigidi"},"content":{"rendered":"\n<p>Quali sono e <strong>come si suddividono i materiali da impronta<\/strong> utilizzati in campo odontoiatrico?<\/p>\n\n\n\n<p>I principali materiali da impronta si possono suddividere in due importanti famiglie [1,2]:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Materiali da impronta <strong>elastici<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>Materiali da impronta <strong>rigidi<\/strong> (o non elastici).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Queste due grosse categorie, che racchiudono al loro interno tutti i materiali da impronta, si <strong>differenziano in base alla modalit\u00e0 con cui si presentano dopo l\u2019indurimento dell\u2019impronta in cavo orale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo i materiali pi\u00f9 diffusi ed utilizzati risultano di gran lunga quelli elastici, ma quelli rigidi vengono ancora usati in alcuni casi clinici o impiegati insieme a quelli elastici per alcune applicazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Materiali da impronta elastici<\/h2>\n\n\n\n<p>I materiali da impronta elastici possono classificarsi in:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Idrocolloidi &#8211; <\/strong>Tra gli idrocolloidi troviamo gli idrocolloidi reversibili (<em>agar<\/em>) e gli irreversibili come l\u2019alginato.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Elastomeri &#8211; <\/strong>Gli elastomeri invece sono materiali che mostrano lo stesso comportamento elastico della gomma naturale [3]. In base alla natura chimica esistono diverse tipologie di elastomeri: Polisolfuri, Siliconi per condensazione (C-Silicone), Siliconi per addizione (A-Silicone) e Polieteri.<br><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Vediamo ora pi\u00f9 nel dettaglio le <strong>caratteristiche<\/strong>, gli <strong>utilizzi<\/strong> e le possibili <strong>problematiche<\/strong> delle diverse tipologie dei diversi materiali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli idrocolloidi reversibili<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli <strong>idrocolloidi<\/strong> <strong>reversibili<\/strong> venivano usati in passato clinicamente come materiali da impronta dopo essere stati riscaldati fino alla <em>temperatura di liquefazione<\/em> [1].<\/p>\n\n\n\n<p>Questi materiali sono reversibili in quanto <strong>possono riadattarsi a qualsiasi forma una volta riscaldati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La reversibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di utilizzare apparecchi di riscaldamento appropriati e portaimpronta dedicati con circolazione d\u2019acqua interna per favorirne il raffreddamento in bocca hanno determinato col tempo l\u2019abbandono di questi materiali nello studio dentistico. Rimangono invece ancora utilizzati in laboratorio alcune volte per la duplicazione dei modelli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli idrocolloidi irreversibili (alginati)<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli idrocolloidi <strong>irreversibili<\/strong> o <strong>alginati<\/strong> vengono invece forniti sottoforma di polvere da miscelare con l\u2019acqua. [4].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alginato \u00e8 un materiale estremamente usato e diffuso, viste le sue caratteristiche di <strong>facile manipolazione<\/strong>, <strong>basso costo<\/strong>, <strong>buona precisione<\/strong> ed <strong>elasticit\u00e0<\/strong>. Inoltre, a seconda del tipo di alginato [5], i tempi di indurimento possono essere pi\u00f9 o meno rapidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro utilizzo \u00e8 molto ampio e spazia dalle impronte per modelli di studio a quelle per pazienti parzialmente edentuli, ortodontici e per modelli di arcate antagoniste.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli elastometri polisolfuri<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>polisolfuri<\/strong> sono elastomeri idrofobi di origine naturale che hanno un costo relativamente basso e presentano ottime caratteristiche di resistenza allo strappo e viscoelasticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono inoltre dotati di un lungo tempo di polimerizzazione che consente di rilevare impronte secondarie muco-dinamiche nel paziente totalmente edentulo.<\/p>\n\n\n\n<p>La scarsa stabilit\u00e0 dimensionale del materiale, impone al tecnico di colare le impronte entro 30 minuti dalla rimozione dal cavo orale [6].&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I siliconi per condensazione<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>siliconi per condensazione<\/strong> invece sono polimeri a base di polidimetilsilossano, che polimerizzano con una reazione di condensazione che libera alcol [1,2].<\/p>\n\n\n\n<p>Questo determina col tempo una continua contrazione del materiale che, secondo le istruzioni dei fabbricanti, ha una stabilit\u00e0 dimensionale di 2-3 giorni [7].<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alle loro caratteristiche meccaniche e di precisione i <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product_category\/dental-it\/studio-it\/sistemi-impronta\/precisione\/siliconi-condensazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">siliconi per condensazione<\/a> possono essere utilizzati per tutti i casi clinici che richiedono la realizzazione di un modello maestro, dall\u2019edentulo totale al paziente implantare [8].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I siliconi per addizione<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>siliconi per addizione<\/strong> sono polivinilsilossani, che polimerizzano con una reazione di poliaddizione senza rilascio di sottoprodotti. Questo rende i siliconi per addizione i materiali da impronta con la pi\u00f9 alta stabilit\u00e0 dimensionale [9].<\/p>\n\n\n\n<p>Il catalizzatore a base di platino pu\u00f2 essere sensibile ad alcune proteine del lattice che, clinicamente, potrebbe prolungare il setting time del materiale specialmente in caso di miscelazione manuale [10].<\/p>\n\n\n\n<p>I <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product_category\/dental-it\/studio-it\/sistemi-impronta\/precisione\/siliconi-addizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">siliconi per addizione<\/a> sono materiali estremamente versatili dal momento che presentano diversi tempi di working e setting time, viscosit\u00e0 e tipologie di miscelazione [11].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elevata idrofobia dei primissimi \u201cA-silicon\u201d \u00e8 stata affrontata da diversi produttori incorporando nel materiale dei tensioattivi che, abbassando l\u2019angolo di contatto con l\u2019acqua, rendono pi\u00f9 bagnabile il materiale stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste caratteristiche abbinate alle propriet\u00e0 meccaniche di elevata resistenza allo strappo e recupero elastico [12] rendono i PVS adatti all\u2019utilizzo in qualsiasi caso clinico protesico o ortodontico.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>&gt;&gt; Vuoi saperne di pi\u00f9? Scopri le <\/em><a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/siliconi-da-impronta-addizione-e-condensazione-a-confronto\/\"><em>differenze tra siliconi per addizione e condensazione<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I polieteri<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>polieteri<\/strong> invece sono elastomeri idrofili, e sono tra i materiali da impronta pi\u00f9 rigidi, resilienti e costosi [13].<\/p>\n\n\n\n<p>Vista l\u2019elevata rigidit\u00e0 sono stati considerati tra i materiali pi\u00f9 adatti alla rilevazione di impronte su impianti, perch\u00e9 stabilizzano i transfer nell\u2019<a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/implantologia-impronta-pick-up-e-impronta-a-strappo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">impronta pick-up<\/a> e il tempo di presa \u00e8 generalmente lungo, consentendo al clinico di posizionare adeguatamente il materiale sui transfers.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elevata rigidit\u00e0 associata ad una elasticit\u00e0 non eccessiva li rende per\u00f2 meno consigliati rispetto ai PVS per impronte su impianti multipli [14,15].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idrofilia di questi materiali, seppur utile in cavit\u00e0 orale, abbassa la stabilit\u00e0 dimensionale degli stessi, che risulta infatti inferiore rispetto ai siliconi per addizione [7].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Materiali da impronta rigidi<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra i materiali da impronta rigidi annoveriamo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Il gesso da impronta;<\/li>\n\n\n\n<li>La pasta termoplastica;<\/li>\n\n\n\n<li>La pasta all&#8217;ossido di zinco-eugenolo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il gesso da impronta<\/h3>\n\n\n\n<p>Il <strong>gesso da impronta<\/strong> \u00e8 composto da solfato di calcio semi-idratato beta al quale vengono aggiunte sostanze che riducono l\u2019espansione di presa come solfato di potassio, cloruro di potassio e nitrato di potassio al 4% [2].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estrema rigidit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/laboratorio\/caratteristiche-ideali-dei-modelli-in-gesso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">gesso da impronta<\/a> lo rende adatto per impronte <em>full-arch<\/em> per protesi implantare oppure in pazienti totalmente edentuli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che manchi totalmente di elasticit\u00e0 ne limita al contempo l\u2019utilizzo nei casi clinici in cui non esistono sottosquadri e quindi sempre in assenza di elementi dentali.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua elevata idrofilia gli consente di assorbire e attrarre tutte le molecole d\u2019acqua circostanti, rendendo estremamente secca la bocca del paziente durante la presa dell\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La pasta termoplastica<\/h3>\n\n\n\n<p>Le <strong>paste termoplastiche<\/strong> sono formate invece da miscugli di resine naturali, resine sintetiche, cere, plastificanti e riempitivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il riscaldamento rammolliscono e si plasticizzano mentre tornano rigide a temperatura ambiente. Pertanto, per rilevare impronte con questi materiali occorre inserirli in bocca ancora caldi, premerli contro i tessuti e aspettare che si raffreddino.<\/p>\n\n\n\n<p>Con le paste termoplastiche possono essere rilevate anche impronte di mascellari edentuli ma l\u2019utilizzo pi\u00f9 frequente consiste nel bordaggio periferico del portaimpronta individuale per impronta su pazienti edentuli.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di inserire il materiale caldo in bocca al paziente potrebbe scottarlo perci\u00f2 \u00e8 indispensabile porre attenzione a non bruciare il materiale durante il riscaldamento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La pasta all\u2019ossido di zinco-eugenolo<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo, ma non meno importante, materiale da impronta rigido \u00e8 <strong>l\u2019ossido di zinco-eugenolo<\/strong>. Data la sua consistenza che consente di distendere correttamente i tessuti molli, questo materiale \u00e8 indicato per l\u2019impronta secondaria negli edentuli totali con portaimpronta individuale o per ribasatura di protesi mobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Polimerizza mediante una reazione acido-base e, vista la presenza di eugenolo, risulta irritante per le mucose del paziente. Per questo motivo, alcuni autori suggeriscono di rilevare al massimo un\u2019impronta al paziente con questo materiale, altrimenti i tessuti molli potrebbero rigonfiarsi [13].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ossido di zinco-eugenolo inoltre \u00e8 un materiale molto fragile, che si spezza in presenza di sottosquadri anche minimi e determina un certo fastidio al paziente durante la reazione di presa; pertanto, occorre una certa abilit\u00e0 nella miscelazione, che pu\u00f2 essere soltanto manuale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h4>\n\n\n\n<p>I materiali da impronta presentano caratteristiche ancora molto interessanti che li rendono utilizzabili con elevate performance in moltissimi campi dell\u2019odontoiatria. L\u2019<a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/vantaggi-della-scansionabilita-di-una-impronta-dentale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">impronta digitale<\/a>, nonostante i numerosi vantaggi, non sempre garantisce un livello di accuratezza e precisione pari ai materiali da impronta [16,17].<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre per\u00f2 <strong>conoscere bene le caratteristiche di ogni singolo materiale, le tecniche di utilizzo e le possibili problematiche al fine di ottenere un risultato clinico qualitativamente elevato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Zhermack SpA<\/em> \u00e8 da 40 anni tra i maggiori produttori internazionali di alginati, gessi e siliconi per condensazione e addizione per il settore odontoiatrico e odontotecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Z<em>hermack<\/em> produce materiali sia a miscelazione manuale che a miscelazione automatica, in grado di soddisfare le preferenze del professionista a seconda della tecnica utilizzata e delle indicazioni del caso specifico.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>[1]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Simionato F. Tecnologie dei materiali dentali. 1.2, 1.2,. Padova: Piccin; 1985.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Breschi L, et al. Materiali e tecnologie odontostomatologiche. (2011): 95-117. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 14:00-17:00. ISO 4823:2015. ISO n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cervino G, Fiorillo L, Herford AS, Laino L, Troiano G, Amoroso G, et al. Alginate Materials and Dental Impression Technique: A Current State of the Art and Application to Dental Practice. Mar Drugs 2018;17. https:\/\/doi.org\/10.3390\/md17010018.<\/p>\n\n\n\n<p>[5] &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; https:\/\/www.iso.org\/standard\/6157.html n.d. https:\/\/www.iso.org\/cms\/render\/live\/en\/sites\/isoorg\/contents\/data\/standard\/06\/05\/60586.html (accessed July 21, 2022).<\/p>\n\n\n\n<p>[6]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Marcinak CF, Young FA, Draughn RA, Flemming WR. Linear dimensional changes in elastic impression materials. J Dent Res 1980;59:1152\u20135. https:\/\/doi.org\/10.1177\/00220345800590071001.<\/p>\n\n\n\n<p>[7]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gon\u00e7alves FS, Popoff D a. V, Castro CDL, Silva GC, Magalh\u00e3es CS, Moreira AN. Dimensional stability of elastomeric impression materials: a critical review of the literature. Eur J Prosthodont Restor Dent 2011;19:163\u20136.<\/p>\n\n\n\n<p>[8]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hamalian TA, Nasr E, Chidiac JJ. Impression materials in fixed prosthodontics: influence of choice on clinical procedure. J Prosthodont Off J Am Coll Prosthodont 2011;20:153\u201360. https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1532-849X.2010.00673.x.<\/p>\n\n\n\n<p>[9]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nassar U, Oko A, Adeeb S, El-Rich M, Flores-Mir C. An in vitro study on the dimensional stability of a vinyl polyether silicone impression material over a prolonged storage period. J Prosthet Dent 2013;109:172\u20138. https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0022-3913(13)60038-4.<\/p>\n\n\n\n<p>[10]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Walid Y, Al-Ani Z, Gray R. Silicone impression materials and latex gloves. Is interaction fact or fallacy? Dent Update 2012;39:39\u201342. https:\/\/doi.org\/10.12968\/denu.2012.39.1.39.<\/p>\n\n\n\n<p>[11]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Wilson NH, Cowan AJ, Crisp RJ, Wilson MA. Wastage of a silicone impression material in a general practice setting: a comparison between hand and automixing methods. SADJ J South Afr Dent Assoc Tydskr Van Suid-Afr Tandheelkd Ver 2001;56:233\u20136.<\/p>\n\n\n\n<p>[12]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gothwal G, Meena S, Padiyar UN, Sharma HK, Kaurani P, Singh DP. Comparative evaluation of elastic recovery of three different elastomeric impression materials on chemical disinfection and autoclaving: An in vitro study. J Indian Prosthodont Soc 2019;19:345\u201352. https:\/\/doi.org\/10.4103\/jips.jips_277_19.<\/p>\n\n\n\n<p>[13]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gherlone E. L\u2019impronta in protesi dentaria. Masson, 2005. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[14]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Schmidt A, H\u00e4ussling T, Rehmann P, Schaaf H, W\u00f6stmann B. Accuracy of various impression materials and methods for two implant systems: An effect size study. J Prosthodont Res 2018;62:245\u201351. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jpor.2017.10.004.<\/p>\n\n\n\n<p>[15]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Baldissara P, Koci B, Messias AM, Meneghello R, Ghelli F, Gatto MR, et al. Assessment of impression material accuracy in complete-arch restorations on four implants. J Prosthet Dent 2021. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2020.10.017.<\/p>\n\n\n\n<p>[16]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Knechtle N, Wiedemeier D, Mehl A, Ender A. Accuracy of digital complete-arch, multi-implant scans made in the edentulous jaw with gingival movement simulation: An in vitro study. J Prosthet Dent 2021:S0022391321000196. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2020.12.037.<\/p>\n\n\n\n<p>[17]&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mangano F, Gandolfi A, Luongo G, Logozzo S. Intraoral scanners in dentistry: a review of the current literature. BMC Oral Health 2017;17:149. https:\/\/doi.org\/10.1186\/s12903-017-0442-x.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono e come si suddividono i materiali da impronta utilizzati in campo odontoiatrico? 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