{"id":3793,"date":"2022-12-13T15:20:59","date_gmt":"2022-12-13T14:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=3793"},"modified":"2025-05-08T12:48:59","modified_gmt":"2025-05-08T10:48:59","slug":"modelli-ortodontici-metodologie-e-materiali-gessosi-resinosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/modelli-ortodontici-metodologie-e-materiali-gessosi-resinosi\/","title":{"rendered":"Modelli ortodontici: metodologie di realizzazione e impiego di materiali gessosi\/resinosi"},"content":{"rendered":"\n<p>Un <strong>modello \u00e8 una replica positiva della dentizione e delle strutture circostanti<\/strong>, usato per lo studio diagnostico della situazione e come base per la costruzione di apparecchi protesici e ortodontici. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono <strong>modelli studio<\/strong> o <strong>diagnostici<\/strong> o <strong>preliminari<\/strong>, modelli <strong>lavoro<\/strong> e modelli <strong>master<\/strong>. (2)<\/p>\n\n\n\n<p>I modelli, finalizzati a impieghi diversi, hanno la necessit\u00e0 di offrire propriet\u00e0 fisico-meccaniche diverse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche e finalit\u00e0 dei modelli ortodontici<\/h2>\n\n\n\n<p>I modelli studio\/preliminari\/diagnostici servono per studiare il caso o per produrre un porta impronta individuale con il quale realizzare un modello master, che \u00e8 invece il modello sul quale viene effettivamente realizzato un manufatto protesico. I modelli lavoro, invece, sono funzionali all\u2019 esecuzione di alcuni passaggi tecnici.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste differenze sottendono <strong>diverse necessit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si analizza un caso clinico con un modello studio\/diagnostico\/preliminare non ci sar\u00e0 bisogno di avere un\u2019accuratezza assoluta poich\u00e9 sar\u00e0 utilizzato al solo scopo diagnostico preliminare e con la possibilit\u00e0 quindi di prediligere materiali magari pi\u00f9 semplici da utilizzare, pi\u00f9 veloci e che assicurino un livello di accuratezza inferiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece il modello servir\u00e0 per realizzare una corona definitiva, l\u2019accuratezza dovr\u00e0 essere massima e utilizzeremo un modello master con caratteristiche di riproduzione del dettaglio, di stabilit\u00e0 dimensionale elevate.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra caratteristica che deve possedere un modello, rispetto alle lavorazioni che dovr\u00e0 subire, \u00e8 la <strong>refrattariet\u00e0<\/strong>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di resistere alle alte temperature. Si ricordi come in tutte le lavorazioni tradizionali a \u201ca cera persa\u201d i modelli subiscano temperature estremamente elevate.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, quando si parla di modelli, occorre fare un\u2019altra importante distinzione sulla base della tipologia di realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tipologie di realizzazione dei modelli<\/h2>\n\n\n\n<p>I modelli possono essere realizzati con <strong>metodologie classiche\/analogiche (colatura del modello)<\/strong> o con <strong>metodologie cad-cam\/digitali (stampa 3D o fresatura).<\/strong> (3,4)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodologia classica\/analogica<\/h3>\n\n\n\n<p>Questa metodologia di realizzazione \u00e8 <strong>la pi\u00f9 comunemente utilizzata <\/strong>e quella di pi\u00f9 lunga data nella pratica odontoiatrica. Essa richiede sempre uno stampo fisico in negativo delle strutture intraorali di nostro interesse, ovvero l\u2019impronta, la quale deve possedere caratteristiche fisiche e meccaniche tali da permettere al suo interno la colatura di un materiale fluido che, solidificandosi, andr\u00e0 a formare il positivo, cio\u00e8 la replica esatta delle strutture intra-orali ovvero il modello.<\/p>\n\n\n\n<p>Il materiale da impronta deve essere quindi compatibile con quello del materiale che verr\u00e0 colato al suo interno, offrire una buona bagnabilit\u00e0 e contrastare l\u2019espansione o la contrazione del materiale del modello durante la fase di indurimento. (5)<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L\u2019utilizzo dei gessi dentali<\/h4>\n\n\n\n<p>I <strong>materiali per modelli utilizzabili con una tecnica tradizionale<\/strong> (colatura) sono divisi in gessi dentali e in resine per modelli. (6)<\/p>\n\n\n\n<p>I <a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/impiego-dei-materiali-gessosi-in-odontoiatria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">gessi dentali<\/a> sono ottenuti per calcinazione e abbiamo gessi \u03b2 (beta) da cui si ottengono gessi di tipo I e gessi di tipo II e gessi \u03b1 (alfa) da cui si ottiene il gesso di tipo III, se vengono aggiunti degli additivi al gesso \u03b1 (alfa), si possono ottenere gessi di tipo IV, IV migliorato e gessi di tipo V.<\/p>\n\n\n\n<p>Le varie tipologie presentano diverse caratteristiche e indicazioni. (7)<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Tipo I<\/strong>: gesso tenero, da impronta, anche detto Pasta di Parigi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tipo II<\/strong>: gesso tenero per modelli, adatto per modelli studio o per il montaggio di modelli in articolatore<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tipo III<\/strong>: gesso duro, per la realizzazione di modelli a elevata resistenza<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tipo IV<\/strong>: gesso extra-duro, adatto a realizzazione di protesi fisse, ad alta resistenza e a bassa espansione<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tipo V<\/strong>: gesso extra-duro, adatto a realizzazione di protesi fisse, ad alta resistenza e ad alta espansione<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>espansione del gesso <\/strong>\u00e8 una caratteristica fondamentale in quanto andr\u00e0 a compensare eventuali contrazioni del materiale che verr\u00e0 realizzato sul modello.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Vuoi approfondire? Scopri il <\/em><a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/modelli-dentali-gesso-vs-stampabili\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\"><em>confronto tra modelli in gesso e modelli 3D stampabili<\/em><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Se, per esempio, si intende realizzare la sottostruttura metallica di una protesi removibile con una lega metallica non nobile e che presenta un\u2019importante contrazione volumetrica, sar\u00e0 preferibile scegliere un gesso di tipo V ad elevata espansione in modo da compensare la contrazione del materiale metallico.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La scelta dei materiali resinosi<\/h4>\n\n\n\n<p>Oltre al gesso, che \u00e8 il materiale pi\u00f9 utilizzato, possiamo utilizzare per ottenere un modello attraverso la <strong>colatura anche dei materiali resinosi<\/strong>, i pi\u00f9 utilizzati sono (8-10):<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>resina epossidica;<\/li>\n\n\n\n<li>resina poliuretanica.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Con l\u2019obiettivo di ottenere modelli pi\u00f9 accurati e resistenti, sono stati proposti anche altri materiali come resine addizionate con metalli (11), gessi modificati con resine (12), resine poliuretaniche rinforzate (13) e modelli elettrodeposti (14).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodologia CAD-CAM\/digitale<\/h3>\n\n\n\n<p>Le metodologie di realizzazione di un modello in CAM (Computer Aided Manufacturing) si possono sostanzialmente riassumere in due grandi famiglie: <strong>stampaggio 3D<\/strong> e <strong>fresatura<\/strong>. (4)<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuna delle due metodologie porta con s\u00e9 vantaggi e svantaggi riguardo a costi di gestione, spreco di materiali ed accuratezza finale (15-17).<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambe le metodologie, il materiale pi\u00f9 diffusamente utilizzato \u00e8 il <strong>polimetilmetacrilato<\/strong> o PMMA; nella metodica a fresatura si utilizzano dei dischi di PMMA, mentre nella stampa 3D si polimerizza layer su layer fino a formare il modello finale. (4)<\/p>\n\n\n\n<p>Nella stampa 3D pu\u00f2 essere utilizzato <strong>polipropilene<\/strong>, policarbonato, polistirene, acrilonitrile butadiene stirene ecc. (18)<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i materiali gessosi tendono in fase di indurimento ad esprimere un certo grado di espansione, i materiali resinosi tendono al contrario a contrarsi. Questo comportamento va tenuto in considerazione durante la stampa 3D ed \u00e8 necessario utilizzare alcuni accorgimenti per limitare questo fenomeno e quindi non introdurre eventuali imprecisioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengono utilizzate <strong>diverse tipologie di resine<\/strong> e, potenzialmente, esiste un ampio spettro di materiali utilizzabili per realizzare un modello con tecnologie CAD-CAM\/digitali, a seconda dell\u2019accuratezza e della resistenza desiderate.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.dentisti-italia.it\/glossario\/638_modello-dentale.html\">https:\/\/www.dentisti-italia.it\/glossario\/638_modello-dentale.html<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/labodonto\/files\/2018\/04\/Mappa_Ud9.pdf\">https:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/labodonto\/files\/2018\/04\/Mappa_Ud9.pdf<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Cicci\u00f9, M., Fiorillo, L., D\u2019Amico, C., Gambino, D., Amantia, E. M., Laino, L., &#8230; &amp; Cervino, G. (2020). 3D digital impression systems compared with traditional techniques in dentistry: A recent data systematic review. Materials, 13(8), 1982.<\/li>\n\n\n\n<li>Jeong, Y. G., Lee, W. S., &amp; Lee, K. B. (2018). Accuracy evaluation of dental models manufactured by CAD\/CAM milling method and 3D printing method. The journal of advanced prosthodontics, 10(3), 245-251.<\/li>\n\n\n\n<li>Ragain, J. C., Grosko, M. L., Raj, M., Ryan, T. N., &amp; Johnston, W. M. (2000). Detail reproduction, contact angles, and die hardness of elastomeric impression and gypsum die material combinations. International Journal of Prosthodontics, 13(3).<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/labodonto\/files\/2018\/04\/Mappa_Ud6_1.pdf\">https:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/labodonto\/files\/2018\/04\/Mappa_Ud6_1.pdf<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>No, A. A. S. (2000). Dental gypsum products. Chicago: American dental association council on dental materials and equipment.<\/li>\n\n\n\n<li>Chaffee, N. R., Bailey, J. H., &amp; Sherrard, D. J. (1997). Dimensional accuracy of improved dental stone and epoxy resin die materials. Part II: Complete arch form. The Journal of prosthetic dentistry, 77(3), 235-238.<\/li>\n\n\n\n<li>Niekawa, C. T., Kreve, S., A&#8217;vila, G. B., Godoy, G. G., da Silva, J. E. V., &amp; Dias, S. C. (2017). Analysis of the mechanical behavior and surface rugosity of different dental die materials. Journal of International Society of Preventive &amp; Community Dentistry, 7(1), 34<\/li>\n\n\n\n<li>Derrien, G., &amp; Sturtz, G. (1995). Comparison of transverse strength and dimensional variations between die stone, die epoxy resin, and die polyurethane resin. The Journal of prosthetic dentistry, 74(6), 569-574.<\/li>\n\n\n\n<li>Fan, P. L., Powers, J. M., &amp; Reid, B. C. (1981). Surface mechanical properties of stone, resin, and metal dies. Journal of the American Dental Association (1939), 103(3), 408-411.<\/li>\n\n\n\n<li>Duke, P., Moore, B. K., Haug, S. P., &amp; Andres, C. J. (2000). Study of the physical properties of type IV gypsum, resin-containing, and epoxy die materials. The Journal of prosthetic dentistry, 83(4), 466-473.<\/li>\n\n\n\n<li>Black, E. M. E. (2015). Polyurethane research for applications in the field of dentistry: Limiting side reactions in monomer development and synthesizing N-capped polymenthide.<\/li>\n\n\n\n<li>Stackhouse Jr, J. A. (1980). Electrodeposition in dentistry. A review of the literature. The Journal of Prosthetic Dentistry, 44(3), 259-263.<\/li>\n\n\n\n<li>Van Noort, R. (2012). The future of dental devices is digital. Dental materials, 28(1), 3-12.<\/li>\n\n\n\n<li>Yau, H. T., Yang, T. J., &amp; Lin, Y. K. (2016). Comparison of 3-D Printing and 5-axis Milling for the Production of Dental e-models from Intra-oral Scanning. Computer-aided design and applications, 13(1), 32-38.<\/li>\n\n\n\n<li>Kasparova, M., Grafova, L., Dvorak, P., Dostalova, T., Prochazka, A., Eliasova, H., &#8230; &amp; Kakawand, S. (2013). Possibility of reconstruction of dental plaster cast from 3D digital study models. Biomedical engineering online, 12(1), 1-11.<\/li>\n\n\n\n<li>Jockusch, J., &amp; \u00d6zcan, M. (2020). Additive manufacturing of dental polymers: An overview on processes, materials and applications.&nbsp;<em>Dental Materials Journal<\/em>, 2019-123.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un modello \u00e8 una replica positiva della dentizione e delle strutture circostanti, usato per lo studio diagnostico della situazione e come base per la costruzione di apparecchi protesici e ortodontici. (1) Esistono modelli studio o diagnostici o preliminari, modelli lavoro e modelli master. 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