{"id":4337,"date":"2023-07-04T10:40:35","date_gmt":"2023-07-04T08:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=4337"},"modified":"2025-05-08T14:16:34","modified_gmt":"2025-05-08T12:16:34","slug":"differenze-impronta-preliminare-e-funzionale-su-paziente-edentulo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/differenze-impronta-preliminare-e-funzionale-su-paziente-edentulo\/","title":{"rendered":"Differenze tra impronta preliminare e impronta funzionale su paziente edentulo"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019<strong>impronta su paziente edentulo <\/strong>\u00e8 un tema ampiamente discusso, in quanto sussiste ancora una profonda variabilit\u00e0&nbsp;tra i clinici, che utilizzano diverse tecniche dettate dalla propria scuola di pensiero piuttosto che da una chiara evidenza in letteratura [1].<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito scientifico permane inoltre una certa confusione per quanto concerne la <strong>necessit\u00e0 di una doppia impronta nel paziente edentulo<\/strong>, dato che in alcuni studi clinici randomizzati controllati si \u00e8 osservata l\u2019assenza di differenze percepite dal paziente riguardo diversi parametri clinici ed extraclinici (miglioramento qualit\u00e0 di vita) [2,3].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Distinzione didattica in base a finalit\u00e0, portaimpronta e materiali usati<\/h2>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista didattico, questi due tipi di impronte vanno per\u00f2 opportunamente distinti in base alle finalit\u00e0, ai portaimpronta e ai materiali da impronta utilizzati [4].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le impronte primarie o preliminari<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li><strong>Devono essere estese<\/strong> per poter dare al tecnico una<strong> buona base su cui costruire il portaimpronta individuale<\/strong>.<br><br>La rilevazione della totale area basale dei mascellari edentuli, la completa estensione dei fornici e gli elementi anatomici di supporto alla futura protesi devono essere riprodotti nell\u2019impronta primaria al fine di realizzare un portaimpronta individuale che ne tenga conto;<br><\/li>\n\n\n\n<li>vengono <strong>rilevate generalmente in alginato <\/strong><strong>mediante<\/strong><strong> portaimpronta del commercio o portaimpronta appositamente disegnati per edentuli<\/strong> (Schreinemaker).<br><br>Questi ultimi presentano un andamento che ricalca l&#8217;anatomia del paziente edentulo e possono perci\u00f2 adattarsi perfettamente al cavo orale senza determinare la registrazione di impronte iper-estese, come invece pu\u00f2 avvenire se si usano portaimpronte del commercio con pazienti con mascellari riassorbiti [5];<br><\/li>\n\n\n\n<li>nella fase di rilevazione dell\u2019impronta <strong>\u00e8 bene selezionare un portaimpronta congruente con le dimensioni dell\u2019arcata e poi bordarlo adeguatamente con la cera<\/strong>, in modo da lasciare uno spessore di alginato non eccessivamente elevato in determinate zone [6].<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le impronte secondarie<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\" start=\"1\">\n<li><strong>Devono registrare la dinamica muscolare<\/strong>, al fine di creare un bordo protesico in perfetta armonia con la funzione muscolare;<br><\/li>\n\n\n\n<li>vengono <strong>rilevate con portaimpronta individuali<\/strong> <strong>ed<\/strong> <strong>elastomeri<\/strong> dopo adeguato bordaggio.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>In merito alle impronte secondarie, va fatto un ulteriore approfondimento sui portaimpronta individuali, da cui dipende il successo dell\u2019impronta stessa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Portaimpronta individuali: modelli, tecniche e materiali<\/h2>\n\n\n\n<p>I portaimpronta individuali vengono fabbricati in resina autopolimerizzabile o <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product\/elite-lc-tray-2-it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">resina fotopolimerizzabile<\/a> sui modelli in gesso derivanti dalle impronte primarie, e possono essere poi costruiti leggermente distanziati dal modello (<strong>spaced trays<\/strong>) oppure a diretto contatto con il modello stesso (<strong>close-fitting trays<\/strong>), ottenuto dall\u2019impronta primaria [7].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spaced trays e tecnica mucodinamica<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel primo caso, gli \u201cspaced trays\u201d vengono fabbricati in seguito all\u2019<strong>applicazione di un foglio di cera distanziatore posto sul modello in gesso, <\/strong>e il clinico potr\u00e0 cos\u00ec effettuare l\u2019impronta secondaria con la tecnica \u201cmucodinamica\u201d, ovvero mobilitando tutti i muscoli del paziente durante la presa [4].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Close-fitting trays e tecnica mucostatica<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel secondo caso, invece, i portaimpronta (\u201cclose-fitting\u201d) vengono costruiti a diretto contatto con il modello, e il clinico effettuer\u00e0 un\u2019impronta secondaria con tecnica \u201cmucostatica\u201d [8].<\/p>\n\n\n\n<p>Con questi portaimpronta diviene <strong>fondamentale un controllo della loro congruenza con l\u2019arcata primariamente improntata<\/strong>, al fine di identificare zone di compressione con i tessuti dovute alle contrazioni da polimerizzazione della resina usata [9,10].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il corretto abbinamento tra viscosit\u00e0 del materiale e portaimpronta<\/h3>\n\n\n\n<p>Ai vari portaimpronta individuali e alle differenti tecniche andrebbero poi associati materiali a diverse viscosit\u00e0: alcuni autori consigliano infatti di usare 1) <strong>elastomeri a viscosit\u00e0 media in abbinamento a portaimpronta spaziati <\/strong>e 2) <strong>elastomeri a bassa viscosit\u00e0 con portaimpronta aderenti<\/strong>, per adattare nel modo migliore la mucosa al piano osseo sottostante durante la presa d\u2019impronta [7].<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il bordaggio con pasta termoplastica o elastomeri<\/h4>\n\n\n\n<p>Entrambi i portaimpronta andrebbero comunque bordati opportunamente, al fine di realizzare un <strong>sigillo periferico<\/strong> <strong>della base protesica<\/strong>, indispensabile per garantire l\u2019effetto di suzione alla protesi stessa [4,5,7].<\/p>\n\n\n\n<p>Questo bordaggio pu\u00f2 essere effettuato mediante <strong>pasta termoplastica<\/strong> o attraverso <strong>elastomeri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la pasta termoplastica il vantaggio \u00e8 quello di effettuare il bordaggio in maniera sequenziale per le varie parti del portaimpronta, mentre se si usano gli elastomeri si deve bordare tutto il portaimpronta in una o in due fasi. D\u2019altro canto, per\u00f2, se l\u2019impronta viene presa con il medesimo materiale con cui viene effettuato il bordaggio, si pu\u00f2 ottenere un\u2019unica massa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019alginato ideato per l\u2019impronta su pazienti edentuli<\/h3>\n\n\n\n<p>Esistono quindi molteplici differenze tra impronta preliminare e impronta funzionale su paziente edentulo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il clinico deve conoscere non solo i vantaggi e i limiti dell\u2019una e dell\u2019altra, soprattutto in relazione al caso specifico, ma anche come<strong> realizzare correttamente tutte le singole fasi che precedono ogni tecnica di impronta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Zhermack<\/em> presenta un\u2019ampia gamma di alginati che presentano caratteristiche tali per essere usati in pazienti edentuli per la realizzazione di protesi mobili totali.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, il <a href=\"https:\/\/www.zhermack.com\/it\/product\/neocolloid-it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Neocolloid<\/a> \u00e8 un alginato che possiede un <strong>lungo setting time ideato per effettuare un\u2019adeguata impronta delle mucose del paziente edentulo<\/strong> e che grazie alle sue caratteristiche fisico-chimiche consente un\u2019ottima riproduzione delle mucose dei mascellari.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>[1]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Jayaraman S, Singh BP, Ramanathan B, Pazhaniappan Pillai M, MacDonald L, Kirubakaran R. Final-impression techniques and materials for making complete and removable partial dentures. Cochrane Database Syst Rev 2018;4:CD012256. https:\/\/doi.org\/10.1002\/14651858.CD012256.pub2.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Komagamine Y, Kanazawa M, Sato Y, Iwaki M, Jo A, Minakuchi S. Masticatory performance of different impression methods for complete denture fabrication: A randomized controlled trial. J Dent 2019;83:7\u201311. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jdent.2019.01.009.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Albuquerque IS, Regis RR, de Souza RF, Gurgel KF, Silva PG, Pinto-Fiamengui LMS, et al. Is a two-step impression mandatory for complete denture fabrication on the severely resorbed mandible? A randomized trial on patient perception and denture quality. Journal of Dentistry 2020;98:103356. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jdent.2020.103356.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Moderno Trattato di protesi Mobile Completa [Glauco &#8211; Martina Edizioni] n.d. https:\/\/www.medicalinformation.it\/moderno-trattato-di-protesi-mobile-completa-glauco-martina-edizioni-9788875721183glauco-marino-canton-alessandro-marino-antonino-di-lullo-nicola.html (accessed January 3, 2023).<\/p>\n\n\n\n<p>[5]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gritti UT. La riabilitazione a supporto osteo-mucoso. Il Dentista Moderno 2009;6:88.<\/p>\n\n\n\n<p>[6]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Klein IE, Goldstein BM. Physiologic determinants of primary impressions for complete dentures. J Prosthet Dent 1984;51:611\u20136. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(84)90403-7.<\/p>\n\n\n\n<p>[7]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gherlone E. L\u2019impronta in protesi dentaria. Masson, 2005. n.d.<\/p>\n\n\n\n<p>[8]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Basker RM, Davenport JC, Thomason JM. Prosthetic treatment of the edentulous patient. 5. ed. Oxford: Wiley-Blackwell; 2011.<\/p>\n\n\n\n<p>[9]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mojon P, Oberholzer JP, Meyer JM, Belser UC. Polymerization shrinkage of index and pattern acrylic resins. J Prosthet Dent 1990;64:684\u20138. https:\/\/doi.org\/10.1016\/0022-3913(90)90296-o.<\/p>\n\n\n\n<p>[10]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gibbs SB, Versluis A, Tantbirojn D, Ahuja S. Comparison of polymerization shrinkage of pattern resins. J Prosthet Dent 2014;112:293\u20138. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.prosdent.2014.02.006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impronta su paziente edentulo \u00e8 un tema ampiamente discusso, in quanto sussiste ancora una profonda variabilit\u00e0&nbsp;tra i clinici, che utilizzano diverse tecniche dettate dalla propria scuola di pensiero piuttosto che da una chiara evidenza in letteratura [1]. Nell\u2019ambito scientifico permane inoltre una certa confusione per quanto concerne la necessit\u00e0 di una doppia impronta nel paziente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4339,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"rs_blank_template":"","rs_page_bg_color":"","slide_template_v7":"","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studio"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4337"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6041,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4337\/revisions\/6041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4339"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}