{"id":5027,"date":"2023-12-11T14:34:23","date_gmt":"2023-12-11T13:34:23","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=5027"},"modified":"2023-12-11T14:34:24","modified_gmt":"2023-12-11T13:34:24","slug":"procedure-tecniche-realizzazione-protesi-mobile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/laboratorio\/procedure-tecniche-realizzazione-protesi-mobile\/","title":{"rendered":"Procedure tecniche per la realizzazione di protesi mobile"},"content":{"rendered":"\n<p>La protesi mobile totale \u00e8 un <strong>trattamento estremamente complesso e singolare<\/strong> per via delle differenze anatomiche e funzionali esistenti tra i pazienti completamente edentuli (1\u20133). Per questo motivo, questa tipologia di riabilitazione rappresenta sempre una grande sfida, sia per il clinico che per l\u2019odontotecnico (4,5).<\/p>\n\n\n\n<p>La comprensione e la capacit\u00e0 di dialogo con il paziente sono essenziali affinch\u00e9 il team abbia successo (2), ma risulta cruciale anche il <strong>rapporto tra clinico e tecnico<\/strong>, come loro si interfacciano e comunicano, al fine di realizzare una protesi con cui il paziente possa trovarsi bene (4,6).<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 approfondito nell\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/procedure-cliniche-per-la-realizzazione-di-protesi-mobile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"Procedure cliniche per la realizzazione di protesi mobile\">Procedure cliniche per la realizzazione di protesi mobile<\/a>\u201d, la tecnica lineare convenzionale (7) prevede 9 fasi totali (di cui 5 cliniche e 4 tecniche):<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>prima visita del paziente edentulo e impronte preliminari in alginato delle arcate;<\/li>\n\n\n\n<li>sviluppo dei modelli preliminari in gesso e costruzione dei portaimpronta individuali;<\/li>\n\n\n\n<li>impronte secondarie funzionali;<\/li>\n\n\n\n<li>sviluppo dei modelli maestri e costruzione della placca base di registrazione dei valli di occlusione;<\/li>\n\n\n\n<li>registrazione della verticentrica;<\/li>\n\n\n\n<li>montaggio in articolatore dei modelli con i valli, scelta e montaggio degli elementi frontali e dei diatorici;<\/li>\n\n\n\n<li>prova estetica, fonetica e funzionale e consenso del paziente;<\/li>\n\n\n\n<li>finalizzazione delle protesi in laboratorio;<\/li>\n\n\n\n<li>consegna della protesi al paziente previo controllo dell\u2019adattamento tissutale.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modelli preliminari in gesso e portaimpronta individuali<\/h2>\n\n\n\n<p>Andando ad analizzare il lavoro dell\u2019odontotecnico, la prima fase risulta quella della realizzazione dei modelli preliminari in gesso e della costruzione dei portaimpronta individuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si colano dunque le impronte primarie in alginato con un <strong>gesso di tipo 3<\/strong>, si squadrano, si rifiniscono i modelli e li si analizza attentamente per verificare l\u2019effettiva riproduzione di tutta la superficie disponibile per supportare il carico delle future protesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si passa, quindi, alla fase di <strong>disegno dei limiti dei portaimpronta individuali sui modelli<\/strong>, ponendo attenzione sia ai riferimenti anatomici che alla dinamica muscolare presente durante la funzione (8).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopodich\u00e9, con della cera si andranno a scaricare le aree di sottosquadro, per passare poi alla fase vera e propria di costruzione dei portaimpronta individuali. A seconda della tecnica e del materiale che il clinico user\u00e0 per l\u2019impronta secondaria, l\u2019odontotecnico potr\u00e0 andare a costruire portaimpronta direttamente <strong>aderenti al modello oppure spaziati<\/strong>, previa apposizione di un foglio di cera sul modello (7).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo secondo caso il tecnico dovr\u00e0 anche prevedere la realizzazione di stop tissutali nei portaimpronta e potr\u00e0 anche decidere in quali aree scaricare la cera, considerando la pressione che si vorr\u00e0 generare con i portaimpronta individuali sui tessuti del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>La costruzione dei portaimpronta prevede poi l\u2019applicazione di un <strong>isolante della resina-gesso<\/strong> sui modelli, la stesura e il ritaglio, secondo il disegno fatto sul modello, di un foglio di resina auto o fotopolimerizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente il tecnico rifinir\u00e0 le basi, riducendo gli spessori dei bordi del portaimpronta nelle aree dove ritiene necessario, ed applicher\u00e0 il manico e gli appoggi in modo tale da non interferire con l\u2019attivit\u00e0 muscolare che verr\u00e0 registrata nella fase delle impronte definitive.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modelli maestri e placche di registrazione e dei valli<\/h2>\n\n\n\n<p>La seconda fase tecnica ha luogo dopo il ricevimento delle impronte funzionali. Questa prevede la realizzazione dei modelli maestri e la costruzione delle placche di registrazione e dei valli.<br><br>Le impronte definitive vengono sviluppate previo <strong>boxaggio<\/strong>, mediante cera oppure usando altri materiali, come un box in alluminio ed un alginato (9).<\/p>\n\n\n\n<p>Si colano quindi le impronte con gesso di tipo 4, un gesso extraduro adatto per colare modelli master, si squadrano, rendendo la base dei modelli parallela alla superficie occlusale delle creste e si rifiniscono i modelli, per passare poi alla costruzione delle placche base in resine auto-fotopolimerizzabili con i valli in cera.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di delimitare l\u2019area del postdam delle future protesi, il tecnico potr\u00e0 inoltre creare una <strong>depressione nel gesso<\/strong>, al fine di aumentare la presenza attiva del sigillo in quell\u2019area della protesi, oltre che a livello dei margini periferici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tecnico andr\u00e0 perci\u00f2 a ritagliare la resina morbida, anche qui auto o fotopolimerizzabile, che andr\u00e0 a costituire la base dei valli occlusali. Sopra le basi, i valli si realizzano <strong>arrotolando un foglio di cera scaldata<\/strong>, fino ad ottenere una forma quadrangolare dello spessore di 6 mm sul settore anteriore e 10 mm nel settore posteriore (per entrambe le arcate).<\/p>\n\n\n\n<p>Si aggiunga che l\u2019altezza dei valli dalla parte pi\u00f9 alta\/profonda della flangia vestibolare al piano occlusale dev\u2019essere di 22 mm per quello superiore e di 18 mm per quello inferiore (7). Il piano occlusale di ognuno dovr\u00e0 essere parallelo al piano orizzontale della base del modello squadrato, parallelo, a sua volta, alla cresta alveolare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rimontaggio dei modelli in articolatore e montaggio dei denti sui valli<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo aver dato al clinico i valli e dopo averli ricevuti in seguito alle prove, sar\u00e0 necessario rimontare in articolatore i modelli con la nuova dimensione verticale e la <strong>nuova relazione centrica stabilita clinicamente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Effettuato il rimontaggio dei modelli in articolatore, quindi, il tecnico proceder\u00e0 al <strong>montaggio dei denti sui valli<\/strong>, partendo dagli anteriori e seguendo i segni impressi nel vallo dal clinico per il posizionamento estetico. Qui il tecnico dovr\u00e0 rispettare quelli che sono i convenzionali rapporti di <em>overbite<\/em> e <em>overjet<\/em> tra denti frontali anteriori superiori ed inferiori (10,11).<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 poi importante nel posizionamento dei diatorici verificare che la loro posizione e angolazione sia congruente con l\u2019andamento delle creste alveolari, al fine di favorire la stabilit\u00e0 della protesi in fase masticatoria dinamica (12,13).<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni casi, dal momento che il riassorbimento osseo nel paziente edentulo pu\u00f2 determinare un\u2019importante incongruenza tra i mascellari, il tecnico, in accordo con il clinico, pu\u00f2 anche decidere per un montaggio crociato posteriore (12,13).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Produzione della protesi totale<\/h2>\n\n\n\n<p>Terminata poi la fase di valutazione clinica del montaggio denti e ottenuto il consenso del paziente, potr\u00e0 essere eseguita la fase di produzione della protesi totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualora venga scelta la via analogica, le tecniche tradizionali prevedono la <strong>messa in muffola della protesi<\/strong> e la <strong>polimerizzazione a caldo o a freddo della resina rosa per il corpo protesico<\/strong> (14).<\/p>\n\n\n\n<p>Qualora invece si voglia procedere con le nuove tecnologie digitali per evitare la contrazione da polimerizzazione, il tecnico pu\u00f2 decidere di <strong>scansionare le placche di registrazione coi denti<\/strong> ottenendo un file STL e poi andare a produrre mediante la fresatura le basi protesiche (15,16).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h3>\n\n\n\n<p>In sintesi, la progettazione e realizzazione di una protesi mobile totale rappresenta un intricato processo collaborativo tra il clinico e l&#8217;odontotecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nove fasi coinvolte pongono l&#8217;accento sull&#8217;importanza della precisione anatomo-funzionale e della <strong>comunicazione continua tra i professionisti<\/strong>. Ogni passo richiede una meticolosa attenzione ai dettagli e l\u2019esperienza in questi casi gioca spesso un ruolo fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uso di tecnologie digitali emergenti offre nuove prospettive, ma ad <strong>oggi gli approcci analogici risultano ancora il gold standard per il paziente edentulo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, la riuscita di questo complesso processo si basa sull&#8217;abilit\u00e0 e sulla collaborazione sinergica tra clinico e odontotecnico per fornire al paziente una soluzione protesica ottimale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Zhermack<\/em> offre una variet\u00e0 di <strong>prodotti ad alte prestazioni per la creazione di modelli in gesso<\/strong>. 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Fit and retention of complete denture bases: Part I \u2013 Conventional versus CAD-CAM methods: A clinical controlled crossover study. The Journal of Prosthetic Dentistry [Internet]. 2022 Sep 15 [cited 2023 Jan 3]; Available from: https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0022391322004656<\/p>\n\n\n\n<p>2.&nbsp;&nbsp; Friedman N, Landesman HM, Wexler M. The influences of fear, anxiety, and depression on the patient\u2019s adaptive responses to complete dentures. Part I. J Prosthet Dent. 1987 Dec;58(6):687\u20139.<\/p>\n\n\n\n<p>3.&nbsp;&nbsp; Srinivasan M, Kalberer N, Naharro M, Marchand L, Lee H, M\u00fcller F. CAD-CAM milled dentures: The Geneva protocols for digital&nbsp;dentures. The Journal of Prosthetic Dentistry. 2020 Jan 1;123(1):27\u201337.<\/p>\n\n\n\n<p>4.&nbsp;&nbsp; Al-Ansari A, Tantawi ME. Patient-reported outcomes and efficiency of complete dentures made with simplified methods: A meta-analysis. Dent Med Probl. 2019 Dec;56(4):411\u20138.<\/p>\n\n\n\n<p>5.&nbsp;&nbsp; Grande F, Tesini F, Pozzan MC, Zamperoli EM, Carossa M, Catapano S. Comparison of the Accuracy between Denture Bases Produced by Subtractive and Additive Manufacturing Methods: A Pilot Study. Prosthesis. 2022 Mar 28;4(2):151\u20139.<\/p>\n\n\n\n<p>6.&nbsp;&nbsp; Krochak M. The difficult denture patient. Int J Psychosom. 1991;38(1\u20134):58\u201362.<\/p>\n\n\n\n<p>7.&nbsp;&nbsp; Moderno Trattato di protesi Mobile Completa [Glauco &#8211; Martina Edizioni] [Internet]. [cited 2023 Jan 3]. Available from: https:\/\/www.medicalinformation.it\/moderno-trattato-di-protesi-mobile-completa-glauco-martina-edizioni-9788875721183glauco-marino-canton-alessandro-marino-antonino-di-lullo-nicola.html<\/p>\n\n\n\n<p>8.&nbsp;&nbsp; Darvell BW, Clark RKF. The physical mechanisms of complete denture retention. Br Dent J. 2000 Sep;189(5):248\u201352.<\/p>\n\n\n\n<p>9.&nbsp;&nbsp; Bolouri A, Hilger TC, Gowrylok MD. Boxing impressions. J Prosthet Dent. 1975 Jun;33(6):692\u20135.<\/p>\n\n\n\n<p>10. Pound E, Murrell GA. An introduction to denture simplification. J Prosthet Dent. 1971 Dec;26(6):570\u201380.<\/p>\n\n\n\n<p>11. Pound E, Murrell GA. An introduction to denture simplification. Phase II. J Prosthet Dent. 1973 Jun;29(6):598\u2013607.<\/p>\n\n\n\n<p>12. Approccio biologico al trattamento del paziente edentulo [Internet]. [cited 2023 Nov 15]. Available from: https:\/\/iris.unito.it\/handle\/2318\/24174<\/p>\n\n\n\n<p>13. Goldstein G, Kapadia Y, Campbell S. Complete Denture Occlusion: Best Evidence Consensus Statement. J Prosthodont. 2021 Apr;30(S1):72\u20137.<\/p>\n\n\n\n<p>14. Abby A, Kumar R, Shibu J, Chakravarthy R. Comparison of the linear dimensional accuracy of denture bases cured the by conventional method and by the new press technique. Indian J Dent Res. 2011;22(2):200\u20134.<\/p>\n\n\n\n<p>15. Hwang HJ, Lee SJ, Park EJ, Yoon HI. Assessment of the trueness and tissue surface adaptation of CAD-CAM maxillary denture bases manufactured using digital light processing. J Prosthet Dent. 2019 Jan;121(1):110\u20137.<\/p>\n\n\n\n<p>16. Goodacre CJ, Goodacre BJ, Baba NZ. Should Digital Complete Dentures Be Part of A Contemporary Prosthodontic Education? J Prosthodont. 2021 May;30(S2):163\u20139.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La protesi mobile totale \u00e8 un trattamento estremamente complesso e singolare per via delle differenze anatomiche e funzionali esistenti tra i pazienti completamente edentuli (1\u20133). Per questo motivo, questa tipologia di riabilitazione rappresenta sempre una grande sfida, sia per il clinico che per l\u2019odontotecnico (4,5). 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