{"id":5166,"date":"2024-02-14T12:44:03","date_gmt":"2024-02-14T11:44:03","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=5166"},"modified":"2024-03-13T11:35:08","modified_gmt":"2024-03-13T10:35:08","slug":"faccette-no-prep-vantaggi-e-svantaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/faccette-no-prep-vantaggi-e-svantaggi\/","title":{"rendered":"Faccette no-prep: punti di forza e possibili svantaggi"},"content":{"rendered":"\n<p>Al giorno d\u2019oggi, la crescente richiesta estetica da parte dei pazienti e la diffusione di concetti biologici, come la <strong>mini-invasivit\u00e0<\/strong> e il <strong>biomimetismo<\/strong>, hanno divulgato sempre di pi\u00f9 l\u2019utilizzo di soluzioni riabilitative estetico-funzionali poco invasive, come le faccette dentali. (1-5)<\/p>\n\n\n\n<p>Le faccette dentali trovano oggi diverse indicazioni nel trattamento di discromie, fratture, abrasioni, disallineamenti e anomalie di forma, e risultano essere quindi un\u2019opzione terapeutica con un ampio ventaglio di utilizzo. (1-5)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo sviluppo di faccette esclusivamente additive<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo di nuovi materiali gi\u00e0 performanti in spessori molto limitati e il perfezionarsi delle tecniche e dei materiali per la cementazione hanno fatto s\u00ec che lo spessore delle preparazioni e quindi la loro invasivit\u00e0 si riducessero considerevolmente, preservando una maggior quantit\u00e0 di tessuto dentale, nell\u2019ottica di un\u2019odontoiatria sempre pi\u00f9 mini-invasiva. (1)<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Vuoi approfondire? Leggi <\/em><a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/studio\/faccette-dentali-materiali-e-tecniche-preparazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\"><em>Faccette dentali: materiali e tecniche di preparazione<\/em><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Approcci pi\u00f9 conservativi permettono di limitare problematiche meccaniche e cliniche tipiche di preparazioni pi\u00f9 aggressive (6). Lo spessore ridotto delle protesi limita gli stress meccanici interni da flessione (7-9 ), mentre la preparazione meno demolitiva permette di <strong>contenere la quantit\u00e0 di smalto asportato<\/strong>. Lo smalto \u00e8 un substrato migliore rispetto alla dentina per ottenere un\u2019adesione efficace, e risulta quindi <strong>essenziale la sua preservazione.<\/strong> (10)<\/p>\n\n\n\n<p>Lo smalto si configura pertanto come un fattore estremamente importante. Si \u00e8 osservato infatti che la preservazione di una buona quantit\u00e0 di superficie di smalto e il posizionamento dei margini di finitura della riabilitazione localizzati nello spessore dello smalto stesso risultano essere due fattori fondamentali per la <strong>buona prognosi di una faccetta in ceramica<\/strong>. (11,12)<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo questi concetti, si \u00e8 passati a filosofie di preparazione sempre pi\u00f9 mini-invasive, e le preparazioni delle faccette sono diventate via via pi\u00f9 minimali, fino alla realizzazione di<strong> faccette esclusivamente additive<\/strong>, dove non vi \u00e8 alcuna preparazione: si tratta delle faccette no-prep.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi delle faccette no-prep: l\u2019effetto \u201clente a contatto\u201d e la reversibilit\u00e0 del trattamento<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra i vantaggi va ricordato che, lavorando in spessori minori, si pu\u00f2 ottenere una <strong>migliore transizione ottica <\/strong>tra il dente e la ricostruzione, con un effetto \u201clente a contatto\u201d. (13,14)<\/p>\n\n\n\n<p>Altri vantaggi delle faccette no-prep sono:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la possibilit\u00e0 di <strong>evitare completamente la fase provvisoria<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>la teorica <strong>reversibilit\u00e0 totale del trattamento<\/strong>, non andando in alcun modo a toccare la superficie dei denti \u2013 anche se la rimozione di una faccetta ceramica perfettamente adesa allo smalto dentale \u00e8 una procedura indaginosa e non priva di difficolt\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Svantaggi delle faccette no-prep: la complessit\u00e0 del trattamento e i sovracontorni<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra gli svantaggi vi \u00e8 innanzitutto la maggiore complessit\u00e0 globale del trattamento, che richiede grande cura durante tutte le fasi di consegna (in particolare nello step adesivo), di rifinitura e di lucidatura intraorale. (15)<\/p>\n\n\n\n<p>Le faccette no-prep richiedono grandi abilit\u00e0, e <strong>il risultato \u00e8 pertanto operatore-dipendente<\/strong>: \u00e8 infatti complesso riuscire ad ottenere un\u2019anatomia soddisfacente ed evitare sovracontorni che possano nel tempo pigmentarsi e dare luogo ad infiltrazioni cariose. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>evitare sovracontorni<\/strong>, i margini vengono rastremati il pi\u00f9 possibile, rendendo le faccette pi\u00f9 sensibili a fenomeni di \u201cchipping\u201d sia durante le fasi di laboratorio, sia durante le fasi cliniche intraorali. In bocca \u00e8 possibile che si verifichino tali fenomeni sia mentre viene posizionata la faccetta in fase di cementazione, sia a causa della contrazione da polimerizzazione del cemento resinoso. (16)<\/p>\n\n\n\n<p>Se si lavora in spessori ridotti \u00e8 inoltre <strong>difficile mascherare dicromie importanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non essendoci una linea di preparazione, un altro importante svantaggio clinico riguarda il posizionamento della faccetta sul dente, che rischia di non essere preciso e di compromettere il risultato estetico, nonch\u00e9 la prognosi della riabilitazione stessa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h4>\n\n\n\n<p>Ad oggi non esistono importanti evidenze scientifiche su questo tipo di riabilitazioni mini-invasive.<br>Occorre per\u00f2 considerare sempre le difficolt\u00e0 cliniche, la complessit\u00e0 di produzione e i limiti che vengono imposti al clinico dai materiali stessi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1) Zarone, F., LeoNe, R., Di Mauro, M. I., Ferrari, M., &amp; Sorrentino, R. (2018). No-preparation ceramic veneers: a systematic review. Journal of Osseointegration, 10(1), 17-22.<br>2) Zarone F, russo s, sorrentino r. From porcelain-fused-to-metal to zirconia: clinical and experimental considerations. Dent Mater 2011; 27(1):83-96.<br>3) Zarone F, Ferrari M, Mangano FG, leone r, sorrentino r. Digitally oriented materials: focus on lithium disilicate ceramics. int J Dent 2016; 2:9840594.<br>4) Skyllouriotis Al, yamamoto hl, Nathanson D. Masking properties of ceramics for veneer restorations. J Prosthet Dent 2017; pii: s0022-3913(16)30694-1.<br>5) H\u00f6land w, schweiger M, watzke r, Peschke A, Kappert h. Ceramics as biomaterials for dental restoration. Expert rev Med Devices 2008; 5(6):729-45.<br>6) Vanl\u0131og\u0306lu BA, Kulak-\u00d6zkan y. Minimally invasive veneers: current state of the art. Clin Cosmet investig Dent 2014; 6:101-7.<br>7) Zarone F, Epifania E, leone G, sorrentino r, Ferrari M. Dynamometric assessment of the mechanical resistance of porcelain veneers related to tooth preparation: a comparison between two techniques. J Prosthet Dent 2006; 95(5):354-63.<br>8) Sorrentino r, Apicella D, riccio C, Gherlone E, Zarone F, Aversa r, Garcia- Godoy F, Ferrari M, Apicella A. Nonlinear visco-elastic finite element analysis of different porcelain veneers configuration. J Biomed Mater res B Appl Biomater 2009; 91(2):727-36.<br>9) Perillo l, sorrentino r, Apicella D, Quaranta A, Gherlone E, Zarone F, Ferrari M, Aversa r, Apicella A. Nonlinear visco-elastic finite element analysis of porcelain veneers: a submodelling approach to strain and stress distributions in adhesive and resin cement. J Adhes Dent 2010; 12(5):403-13.<br>10) Ferrari M, Patroni s, Balleri P. Measurement of enamel thickness in relation to reduction for etched laminate veneers. int J Periodontics restorative Dent 1992; 12(5):407-13.<br>11) Gurel G, sesma N, Calamita MA, Coachman C, Morimoto s. influence of enamel preservation on failure rates of porcelain laminate veneers. int J Periodontics restorative Dent 2013; 33(1):31-9.<br>12) C\u00f6tert hs, D\u00fcndar M, Ozt\u00fcrk B. The effect of various preparation designs on the survival of porcelain laminate veneers. J Adhes Dent 2009; 11(5):405-11.<br>13) Zarone F, Apicella D, Sorrentino R, Ferro V, Aversa R, Apicella A. Influence of tooth preparation design on the stress distribution in maxillary central incisors restored by means of alumina porcelain veneers: A 3D finite element analysis. Dent Mater 2005; 21:1178-1188.<br>14) Magne P, Hanna J, Magne M. The case for moderate \u201cguided prep\u201d indirect porcelain veneers in the anterior dentition. The pendulum of porcelain veneer preparations: from almost no-prep to over-prep to no-prep. Eur J<br>15) Wells D. Low-risk dentistry using additive-only (\u201cno-prep\u201d) porcelain veneers. Compend Contin Educ Dent 2011; 32(5):50-5.<br>16) Morimoto S, Albanesi RB, Sesma N, Agra CM, Braga MM. Main Clinical Outcomes of Feldspathic Porcelain and Glass-Ceramic Laminate Veneers: A Systematic Review and Meta-Analysis of Survival and Complication Rates. Int J Prosthodont 2016; 29(1):38-49.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi, la crescente richiesta estetica da parte dei pazienti e la diffusione di concetti biologici, come la mini-invasivit\u00e0 e il biomimetismo, hanno divulgato sempre di pi\u00f9 l\u2019utilizzo di soluzioni riabilitative estetico-funzionali poco invasive, come le faccette dentali. 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