{"id":5849,"date":"2025-02-17T17:08:35","date_gmt":"2025-02-17T16:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=5849"},"modified":"2025-05-08T12:30:55","modified_gmt":"2025-05-08T10:30:55","slug":"cemento-per-protesi-dentarie-classificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/cemento-per-protesi-dentarie-classificazione\/","title":{"rendered":"Classificazione dei cementi dentali per protesi"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019ambito dentale esistono moltissimi cementi in commercio. Di certo, una prima distinzione da fare \u00e8 quella tra cementi endodontici e cementi per protesi (1). I primi vengono utilizzati in endodonzia per l\u2019otturazione dei canali radicolari mentre i secondi vengono utilizzati per cementare le protesi agli elementi dentali (1,2).<\/p>\n\n\n\n<p>Soffermandoci su questi ultimi, \u00e8 bene dire che i primi cementi per protesi non erano cementi adesivi n\u00e9 per il dente n\u00e9 per il materiale della protesi ma andavano a riempire adeguatamente lo spazio all\u2019interfaccia dente-restauro, creando una forte ritenzione micromeccanica tra le due superfici che impediva lo spostamento e la dislocazione della protesi (1,2).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <a href=\"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/cementi-dentali-proprieta-e-caratteristiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\"><strong>attuali cementi per protesi<\/strong><\/a> (definitivi) invece prevedono l\u2019utilizzo di <strong>tecniche adesive<\/strong>; esse si basano sulla creazione di uno strato solido che possieda sia la funzione di ritenzione micromeccanica, che di adesione ai substrati al fine di migliorare la ritenzione della protesi (3).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Classificazione dei cementi per protesi dentarie in base al materiale<\/h2>\n\n\n\n<p>I cementi per protesi possono essere <strong>classificati in diversi modi<\/strong>, a seconda: della tipologia di <strong>materiale<\/strong>, della r<strong>eazione chimica<\/strong> di settaggio oppure a seconda della <strong>formulazione <\/strong>e dei <strong>composti di reazione<\/strong> (2).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo li classificheremo sulla base della tipologia di materiale in:<br>\u2022 Cementi all\u2019ossido di zinco-eugenolo<br>\u2022 Cementi al fosfato di zinco<br>\u2022 Cementi policarbossilati<br>\u2022 Cementi vetroionomerici<br>\u2022 Cementi vetroionomerici modificati con resina<br>\u2022 Cementi ibridi vetroionomerici e alluminato di calcio<br>\u2022 Compomeri<br>\u2022 Cementi compositi resinosi<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi all\u2019ossido di zinco-eugenolo<\/h3>\n\n\n\n<p>I cementi all\u2019ossido di zinco-eugenolo sono cementi forniti in <strong>liquido-polvere<\/strong> o <strong>pasta-pasta<\/strong> e vengono per lo pi\u00f9 utilizzati per la cementazione provvisoria di restauri odontoiatrici (2). Le loro propriet\u00e0, infatti, di <strong>bassa resistenza alla compressione<\/strong>, <strong>basso pH<\/strong> e significativa <strong>solubilit\u00e0 <\/strong>in ambiente acquoso non li rendono idonei per una cementazione definitiva (4).<br><br>Per rinforzare questi cementi, sono stati aggiunti <strong>resine acriliche<\/strong> e riempitivi di allumina, ma essi rimangono comunque meno resistenti rispetto ai cementi a base di fosfato di zinco e ai vetroionomeri (5).<\/p>\n\n\n\n<p>I cementi all\u2019ossido di zinco-eugenolo <strong>devono essere usati con prudenza<\/strong> sotto i restauri compositi perch\u00e9 l\u2019eugenolo pu\u00f2 inibire la polimerizzazione della resina (1). Tuttavia, la <strong>presenza di eugenolo <\/strong>rende questi cementi <strong>batteriostatici <\/strong>e con un <strong>potere discretamente sedativo<\/strong> nei confronti della polpa dentale, che negli anni li ha resi il materiale di scelta per il riempimento della camera pulpare in seguito a pulpotomie o pulpectomie in dentizione primaria (4).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi al fosfato di zinco<a id=\"_msocom_1\"><\/a><\/h3>\n\n\n\n<p>I cementi al fosfato di zinco vengono generalmente <strong>forniti in polvere-liquido<\/strong>, dove la polvere contiene ossido di zinco (e in parte anche ossido di magnesio) e il liquido acido fosforico con acqua. Sono cementi che vengono <strong>miscelati manualmente con una spatolina<\/strong> e la cui reazione acido-base risulta fortemente esotermica e influenzata dal rapporto polvere-liquido, dalla temperatura e dalla presenza di umidit\u00e0 (6).<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati i <strong>primi cementi ad essere utilizzati in campo odontoiatrico<\/strong> per la cementazione definitiva di corone e ponti fusi o in metallo-ceramica perch\u00e9 offrono una buona ritenzione e resistenza meccanica, pur non formando alcun legame chimico n\u00e9 con il moncone dentale n\u00e9 con i materiali per protesi (7).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi policarbossilati<\/h3>\n\n\n\n<p>I cementi al policarbossilato di zinco sono cementi che rispetto a quelli all\u2019ossido di zinco riescono a formare un <strong>legame chimico con lo smalto e la dentina<\/strong> legando gli ioni calcio ai gruppi acidi delle catene di acido poliacrilico (2). Anche questi cementi vengono forniti in polvere-liquido per una miscelazione manuale da effettuarsi con spatole non metalliche, dal momento che sono in grado di formare legami forti con l\u2019acciaio inossidabile (1).<\/p>\n\n\n\n<p>Con questi cementi si consiglia fortemente una <strong>rapida miscelazione<\/strong> in quanto i policarbossilati si assottigliano aumentando la velocit\u00e0 di taglio, con conseguente riduzione della viscosit\u00e0 del cemento utile a garantire un inserimento agevole nella superficie interna della protesi (2). Occorre inoltre <strong>rispettare i tempi di indurimento<\/strong> (setting time: 3-6 minuti) e utilizzare il cemento prima che perda la sua \u201clucidit\u00e0\u201d perch\u00e9 la superficie lucida \u00e8 indicatore della presenza di gruppi carbossilici liberi sulla superficie, al fine di ottenere un buon legame con il moncone dentale (2). Il loro utilizzo \u00e8 il medesimo di quelli al fosfato di zinco.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi vetroionomerici<\/h3>\n\n\n\n<p>I cementi vetroionomerici sono cementi <strong>costituiti da acido poliacrilico, silice, allumina e fluorite<\/strong>. Possono essere presenti in varie forme sul mercato ma quelle principalmente diffuse sono le <strong>polvere-liquido<\/strong>; la polvere \u00e8 costituita dalla porzione vetrosa del cemento in cui sono racchiuse silice, allumina e fluorite, mentre il liquido \u00e8 rappresentato dall\u2019acido policarbossilico (1).<\/p>\n\n\n\n<p>I cementi vetroionomerici <strong>si legano chimicamente ai tessuti mineralizzati<\/strong> del dente mediante chelazione degli acidi acrilici ai componenti organici e inorganici del dente, e continuano a polimerizzare anche oltre il tempo di presa (1,2). Infatti, le propriet\u00e0 meccaniche di questi cementi sono inizialmente basse ma migliorano col tempo andando a creare <strong>un cemento molto resistente a trazione e compressione<\/strong> anche per via della bassa viscosit\u00e0 che gli consente di penetrare in tutte le pi\u00f9 piccole anfrattuosit\u00e0 delle superfici con cui viene a contatto (ritenzione micromeccanica) (8).<\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 di <strong>rilasciare ioni fluoro<\/strong> col tempo nell\u2019ambiente circostante \u00e8 una caratteristica distintiva di questi cementi che risultano quindi utili anche nella prevenzione della carie (1,2,8).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi vetroionomerici modificati con resina<\/h3>\n\n\n\n<p>Conosciuti anche come cementi \u201c<strong>vetroionomerici ibridi<\/strong>\u201d, questi cementi possono essere polimerizzati chimicamente, con la luce o in entrambi i modi, e la reazione acido-base del vetroionomero avviene contemporaneamente alla polimerizzazione (2).<\/p>\n\n\n\n<p>Sono forniti anch\u2019essi in <strong>formule polvere-liquido<\/strong> dove nella polvere vi sono fluoro-alluminosilicati vetrosi e uno o pi\u00f9 iniziatori come il canforochinone mentre il liquido \u00e8 costituito da una soluzione acquosa di acido poliacrilico, HEMA e metacrilato.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>velocit\u00e0 di reazione \u00e8 molto pi\u00f9 lenta<\/strong> rispetto ai vetroionomeri convenzionali perch\u00e9 \u00e8 presente meno acqua nella formula, ma il meccanismo di legame al tessuto dentale avviene sempre per interazione del calcio con il poliacrilato (2). Rispetto ai vetroionomeri convenzionali, questi cementi hanno dimostrato di possedere <strong>forze di legame maggiori<\/strong> (9); tuttavia, questo sembra essere dovuto pi\u00f9 a un miglior incastro micromeccanico del cemento con le microasperit\u00e0 superficiali del dente piuttosto che alla formazione di uno strato ibrido resinoso che si infiltra nei tubuli dentinali (10).<\/p>\n\n\n\n<p>Nondimeno, la <strong>presenza di metacrilato<\/strong> determina una maggiore contrazione da polimerizzazione da parte di questi cementi e la ridotta presenza di acqua e carbossilato risulta in una minor adesione alla struttura dentale dei cementi che risultano perci\u00f2 maggiormente passibili di microinfiltrazioni rispetto ai vetroionomerici (11).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Compomeri<\/h3>\n\n\n\n<p>I compomeri sono <strong>compositi<\/strong> <strong>modificati con poliacidi<\/strong>, realizzati incorporando nella struttura resinosa delle particelle di cemento vetroionomerico (2). Sono forniti in generalmente in un\u2019unica pasta foto, autopolimerizzabile o duali e sono presenti anche formule polvere-liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono <strong>cementi sensibili all\u2019umidit\u00e0<\/strong> e assorbono acqua dalla saliva, la quale inizia la lenta reazione acido-base delle particelle di vetroionomero con il carbossilato, che porta al rilascio di fluoro (12). Questo processo riduce per\u00f2 la resistenza alla compressione e alla flessione del materiale (13). L\u2019adesione al tessuto dentale si ha solo per mezzo di un adesivo che dev\u2019essere applicato prima del loro posizionamento e in caso di utilizzo su smalto \u00e8 sempre bene mordenzare per ridurre il rischio di microinfiltrazioni (14).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cementi compositi resinosi<\/h3>\n\n\n\n<p>I cementi compositi resinosi presentano la stessa composizione chimica dei compositi da restauro dentale ma una viscosit\u00e0 notevolmente inferiore (2). Ad oggi rappresentano i <strong>materiali principalmente utilizzati per la cementazione definitiva di corone e ponti<\/strong> sia su monconi naturali che impianti e sia in associazione a materiali ceramici che metallici (1).<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, esiste un\u2019ampia variabilit\u00e0 tra questi materiali in termini di propriet\u00e0 meccaniche viste le differenze nella tipologia di resine, e nelle dimensioni e quantit\u00e0 di riempitivi (1,15,16).<\/p>\n\n\n\n<p>Possono a loro volta essere <strong>classificati in 3 grandi gruppi<\/strong> (15):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Cementi adesivi (multistep)<\/li>\n\n\n\n<li>Cementi autoadesivi (onestep)<\/li>\n\n\n\n<li>Cementi universali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Breschi L, et al. Materiali e tecnologie odontostomatologiche. (2011): 95-117.<\/li>\n\n\n\n<li>Anusavice KJ, Shen C, Rawls HR. Phillips\u2019 science of dental materials. 12th edition. Elsevier Health Sciences; 2012. 492\u2013494 p.<\/li>\n\n\n\n<li>Sakaguchi R, Ferracane J, Powers J, editors. Materials for Adhesion and Luting. In: Craig\u2019s Restorative Dental Materials (Fourteenth Edition). Philadelphia: Elsevier; 2019. p. 273\u201394.<\/li>\n\n\n\n<li>Donly KJ, Sasa IS. Dental Materials. In: Pediatric Dentistry. Elsevier; 2019. p. 293\u2013303.<\/li>\n\n\n\n<li>Phillips RW, Swartz ML, Norman RD, Schnell RJ, Niblack BF. Zinc oxide and eugenol cements for permanent cementation. J Prosthet Dent. 1968 Feb 1;19(2):144\u201350.<\/li>\n\n\n\n<li>Gon\u00e7alves SEP, Bresciani E. Reconstructions using alloys and ceramics. In: Material-Tissue Interfacial Phenomena. Elsevier; 2017. p. 23\u201366.<\/li>\n\n\n\n<li>Donovan TE, Cho GC. Diagnostic provisional restorations in restorative dentistry: the blueprint for success. 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Int J Prosthodont. 2023 Sep 20.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito dentale esistono moltissimi cementi in commercio. Di certo, una prima distinzione da fare \u00e8 quella tra cementi endodontici e cementi per protesi (1). I primi vengono utilizzati in endodonzia per l\u2019otturazione dei canali radicolari mentre i secondi vengono utilizzati per cementare le protesi agli elementi dentali (1,2). 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