{"id":6146,"date":"2025-07-10T10:49:47","date_gmt":"2025-07-10T08:49:47","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=6146"},"modified":"2025-07-10T10:51:39","modified_gmt":"2025-07-10T08:51:39","slug":"adesione-smalto-dentinale-odontoiatria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/adesione-smalto-dentinale-odontoiatria\/","title":{"rendered":"Adesione smalto-dentinale: la rivoluzione in odontoiatria"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019adesione smalto-dentinale ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in odontoiatria, un cambio di paradigma che di fatto ha trasformato un intero approccio. Grazie al costante miglioramento delle tecniche e dei materiali, e alla scoperta di protocolli pi\u00f9 efficaci si \u00e8 passati in pochi anni da un\u2019odontoiatria \u201critentiva\u201d ad una odontoiatria adesiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019odontoiatria sta via via diventando sempre meno invasiva proprio grazie a questo repentino cambio di prospettive. Infatti, se prima un restauro stava in posizione perch\u00e9 sostenuto da una ritenzione meccanica e\/o da un certo grado di sottosquadro, che andavano realizzati sacrificando parte della struttura dentale, adesso \u00e8 possibile contare su un nuovo alleato: l\u2019adesione smalto-dentinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli aspetti fondamentali dell\u2019odontoiatria adesiva vi \u00e8 l\u2019adesione a smalto e dentina, che pone sfide profondamente diverse a causa delle <strong>differenze micro-strutturali<\/strong> e compositive di questi due substrati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura e composizione di smalto e dentina<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo <strong>smalto<\/strong> \u00e8 il <strong>tessuto pi\u00f9 mineralizzato del corpo umano<\/strong>, composto per circa il <strong>96% da minerali<\/strong> (idrossiapatite), per l\u20191% da materiale organico e per il <strong>3% da acqua<\/strong> (1). \u00c8 altamente cristallino e presenta una struttura prismatica.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>dentina<\/strong>, al contrario \u00e8 un <strong>tessuto idratato<\/strong>, ricco di collagene, composto per circa il <strong>70% da minerali<\/strong>, per il 20% da materiale organico (collagene di tipo I) e per il <strong>10% da acqua<\/strong> (2). La dentina \u00e8 attraversata da tubuli dentinali, la cui densit\u00e0 e diametro aumentano progressivamente con l\u2019avvicinarsi alla camera pulpare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Meccanismi di adesione allo smalto<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019adesione allo smalto si basa principalmente su <strong>fenomeni di ritenzione micromeccanica<\/strong>. Il protocollo prevede la <strong>mordenzatura con un acido forte<\/strong> (acido fosforico al 35\u201337%), che demineralizza selettivamente la superficie dello smalto, dissolvendo il contenuto minerale e creando una superficie micro-ruvida con i prismi esposti (3). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adesione allo smalto \u00e8 considerata affidabile e prevedibile grazie alla natura omogenea del tessuto e all\u2019efficacia della mordenzatura acida. I <strong>valori di adesione<\/strong> (shear bond strength) vanno da 20 ai 30 Mpa (4).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Meccanismi di adesione alla dentina<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>adesione alla dentina \u00e8 pi\u00f9 complessa <\/strong>rispetto allo smalto a causa della sua struttura eterogenea, della maggiore presenza di componente organica e del contenuto elevato di acqua. Il meccanismo di adesione principale si basa sulla <strong>formazione dello strato ibrido<\/strong>, una zona di collagene demineralizzato infiltrato dalla resina, formata dopo il condizionamento acido (5).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 <strong>demineralizzare parzialmente la dentina<\/strong> intertubulare preservando intatta l\u2019architettura della matrice collagenica, permettendo ai monomeri della resina di infiltrarsi, formando un\u2019interconnessione micromeccanica.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi fattori possono compromettere il successo del legame dentinale.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Presenza di Smear Layer<\/strong>: si forma durante la preparazione dentale, ostruisce i tubuli dentinali e interferisce con la penetrazione dell\u2019adesivo. I sistemi etch-and-rinse lo dissolvono grazie alla mordenzatura con acido forte (6).<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Collasso del collagene<\/strong>: un\u2019eccessiva disidratazione della dentina mordenzata durante l\u2019asciugatura pu\u00f2 causare il collasso della matrice di collagene, ostacolando l\u2019infiltrazione della resina. \u00c8 essenziale mantenere la dentina correttamente umida nei sistemi etch-and-rinse (7).<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Idrofilicit\u00e0\/idrofobicit\u00e0 degli adesivi<\/strong>: gli adesivi devono essere abbastanza idrofili da infiltrare la matrice umida della dentina. Tuttavia, un\u2019eccessiva idrofilicit\u00e0 pu\u00f2 portare ad assorbimento d\u2019acqua e ridotta durata nel tempo (8).<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nanoinfiltrazioni (Nanoleakage):<\/strong> infiltrazione incompleta o polimerizzazione difettosa pu\u00f2 causare micro-gap nello strato ibrido, compromettendo l\u2019efficacia dell\u2019adesione a lungo termine (9).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Durabilit\u00e0 del legame<\/h2>\n\n\n\n<p>Il degrado del legame adesivo \u00e8 una delle principali preoccupazioni. La <strong>degradazione enzimatica del collagene<\/strong> esposto da parte delle metalloproteinasi della matrice (MMP) e l\u2019idrolisi della resina adesiva compromettono l\u2019integrit\u00e0 del legame.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le diverse strategie finalizzate a migliorare la durabilit\u00e0 del legame adesivo si segnalano l\u2019utilizzo di <strong>inibitori delle MMP<\/strong> (es. clorexidina), monomeri chimicamente pi\u00f9 stabili (es. MDP) e l\u2019ottimizzazione della formazione dello strato ibrido (10).<\/p>\n\n\n\n<p>Studi dimostrano che, sebbene la forza adesiva iniziale possa essere simile tra diversi sistemi, la durabilit\u00e0 varia significativamente. Gli <strong>adesivi self-etch<\/strong> sembrerebbero offrire migliori prestazioni a lungo termine grazie a una demineralizzazione meno aggressiva e a un\u2019infiltrazione pi\u00f9 omogenea (11)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni cliniche e prospettive future<\/h2>\n\n\n\n<p>come otturazioni in composito, intarsi, faccette e corone.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>scelta dell\u2019adesivo<\/strong> e la corretta tecnica applicativa sono essenziali per prevenire problemi come la decolorazione marginale, la sensibilit\u00e0 post-operatoria e il fallimento del restauro.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca nel campo degli adesivi dentali \u00e8 in continua evoluzione. <strong>Approcci<\/strong> <strong>biomimetici<\/strong> mirano a replicare la struttura naturale della giunzione smalto-dentinale per migliorare le prestazioni. Una comprensione pi\u00f9 approfondita della biologia dentinale e della dinamica dello strato ibrido porter\u00e0 probabilmente allo sviluppo di adesivi pi\u00f9 durevoli e meno sensibili alla tecnica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Ten Cate, A. R. (2013). Oral Histology: Development, Structure and Function (7th ed.). Elsevier.<\/li>\n\n\n\n<li>Pashley, D. H., et al. (2011). State of the art etch-and-rinse adhesives. Dental Materials, 27(1), 1\u201316.<\/li>\n\n\n\n<li>Buonocore, M. G. (1955). A simple method of increasing the adhesion of acrylic filling materials to enamel surfaces. Journal of Dental Research, 34(6), 849\u2013853.<\/li>\n\n\n\n<li>Perdig\u00e3o, J. (2010). Dentin bonding\u2014Variables related to the clinical situation and the substrate treatment. Dental Materials, 26(2), e24\u2013e37.<\/li>\n\n\n\n<li>Nakabayashi, N., et al. (1982). The promotion of adhesion by the infiltration of monomers into tooth substrates. Journal of Biomedical Materials Research, 16(3), 265\u2013273.<\/li>\n\n\n\n<li>Pashley, D. H., et al. (2007). Collagen degradation by host-derived enzymes during aging. Journal of Dental Research, 86(8), 745\u2013759.<\/li>\n\n\n\n<li>Tay, F. R., &amp; Pashley, D. H. (2003). Have dentin adhesives become too hydrophilic? Journal of the Canadian Dental Association, 69(11), 726\u2013731.<\/li>\n\n\n\n<li>Carrilho, M. R., et al. (2005). Durability of resin-dentin bonds related to water and oil storage. Journal of Dental Research, 84(11), 1040\u20131044.<\/li>\n\n\n\n<li>Hashimoto, M., et al. (2002). In vivo degradation of resin-dentin bonds in humans over 1 to 3 years. Journal of Dental Research, 81(8), 556\u2013560.<\/li>\n\n\n\n<li>Hebling, J., et al. (2005). Chlorhexidine arrests subclinical degradation of dentin hybrid layers in vivo. Journal of Dental Research, 84(8), 741\u2013746.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019adesione smalto-dentinale ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in odontoiatria, un cambio di paradigma che di fatto ha trasformato un intero approccio. Grazie al costante miglioramento delle tecniche e dei materiali, e alla scoperta di protocolli pi\u00f9 efficaci si \u00e8 passati in pochi anni da un\u2019odontoiatria \u201critentiva\u201d ad una odontoiatria adesiva. 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