{"id":91,"date":"2018-07-04T10:52:56","date_gmt":"2018-07-04T08:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/?p=91"},"modified":"2025-05-08T12:50:45","modified_gmt":"2025-05-08T10:50:45","slug":"realizzare-unimpronta-con-1-o-2-fili-pro-contro-e-scelte-cliniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.zhermack.com\/it\/studio\/realizzare-unimpronta-con-1-o-2-fili-pro-contro-e-scelte-cliniche\/","title":{"rendered":"Realizzare un&#8217;impronta con 1 o 2 fili: pro, contro e scelte cliniche"},"content":{"rendered":"<p>Il successo di qualsiasi protesi fissa dipende dalla precisione con cui vengono registrate le impronte delle arcate dentali. Pur rimanendo centrale il corretto rilievo delle preparazioni non va trascurata la presa dell\u2019impronta dell\u2019antagonista e dei contatti interocclusali, argomenti questi che approfondiremo in altre trattazioni in modo pi\u00f9 esteso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2>L&#8217;importanza del distanziamento tissutale<\/h2>\n<p>Per giungere a improntare le aree o linee di preparazione e, quando necessario, gli spazi oltre preparazione, \u00e8 importante distanziare adeguatamente i tessuti molli. L&#8217;obiettivo della retrazione gengivale \u00e8 proprio quello di spostare atraumaticamente i tessuti per <strong>consentire l\u2019accesso<\/strong> del materiale al margine da leggere e<strong> fornire spessore <\/strong>sufficiente al materiale a questo livello, in modo tale da non incorrere in strappi, soprattutto quando si adoperano composti particolarmente rigidi.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 sono tanto pi\u00f9 elevate quanto pi\u00f9 a livello sottogengivale viene posto il margine di chiusura, oppure quando sono presenti tessuti infiammati nella zona gengivale e un biotipo sottile. Per questi obiettivi delicati sono<strong> disponibili numerosi strumenti e tecniche<\/strong>; in particolare \u00e8 interessante valutare i motivi che possano spingere all\u2019utilizzo di uno piuttosto che di due fili di retrazione.<\/p>\n<h3>Altri aspetti da considerare<\/h3>\n<p>Durante la fase iniziale il dispositivo viene inserito gentilmente nel solco con l\u2019ausilio di strumenti spingi-filo, prestando particolare attenzione ad evitare il pi\u00f9 possibile ogni eventuale sanguinamento, evenienza questa resa ulteriormente remota impiegando<strong> liquidi attivi nell\u2019emostasi<\/strong> della zona del solco. Si tratta di fluidi addizionati a specifiche soluzioni contenenti solfato o cloruro di alluminio, o solfato ferrico.<\/p>\n<p>Questi composti devono essere utilizzati tenendo in considerazione le interazioni con siliconi e polieteri che possono intervenire. In particolare i <strong>siliconi<\/strong> possono subire inibizione quando utilizzati dopo applicazione di solfato di alluminio, mentre i <strong>polieteri<\/strong> possono andare incontro ad inibizione della polimerizzazione quando viene adoperato un liquido retrattore contenente cloruro di alluminio o solfato ferrico.<\/p>\n<p>Queste manovre rappresentano un crocevia imprescindibile per raggiungere risultati affidabili in protesi fissa, portando alla realizzazione di protesi di qualit\u00e0 dotata di fedelt\u00e0 marginale e un profilo di emergenza adeguato. Per queste ragioni<strong> il clinico deve poter scegliere<\/strong> alcuni fattori per rendere pi\u00f9 semplice il proprio workflow e migliorare i risultati, e tra questi \u00e8 importante valutare se inserire uno o due fili di retrazione.<\/p>\n<h3>Studi clinici<\/h3>\n<p>Per aiutare gli odontoiatri in questa scelta \u00e8 stato eseguito nel 2017 uno <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28478985\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio clinico sulla retrazione gengivale<\/a>\u00a0realizzato su 67 individui, randomizzato, su 3 gruppi (2 test e 1 controllo). Nel gruppo 1 (test) \u00e8 stato utilizzato solamente un liquido di retrazione, nel gruppo 2 (test) un filo associato a liquido di retrazione, nel gruppo 3 (controllo) \u00e8 stata utilizzata la tecnica convenzionale a due fili senza l\u2019aggiunta di liquidi di retrazione.<\/p>\n<p>I risultati mostrano che per il tecnico preparare una corona adeguata risulta pi\u00f9 semplice quando viene adoperata la<strong> tecnica convenzionale a due fili<\/strong>. Questa si conferma pertanto la pi\u00f9 affidabile nell\u2019esporre il margine di preparazione e l\u2019oltre fine preparazione, pur rischiando comunque di causare minime recessioni tra il momento della presa dell\u2019impronta e il momento della consegna della protesi definitiva, mostrando dunque piccoli traumatismi dei tessuti rosa.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\"><br \/>\n\tvar _bl_cid = 476;<br \/>\n\tvar _bl_path = \"https:\/\/app.brainlead.it\/3.0.0\/\";<br \/>\n\tvar _bl_track = document.createElement(\"script\");<br \/>\n\t_bl_track.async = true;<br \/>\n\t_bl_track.type = \"text\/javascript\";<br \/>\n\t_bl_track.src = _bl_path + \"js\/tracking.js\";<br \/>\n\tvar s = document.getElementsByTagName(\"script\");<br \/>\n\tif (s.length) {<br \/>\n\t\ts[0].parentNode.appendChild(_bl_track);<br \/>\n\t} else {<br \/>\n\t\tvar s_h = document.getElementsByTagName(\"head\");<br \/>\n\t\ts_h.length && trackcmp_h[0].appendChild(_bl_track);<br \/>\n\t}<br \/>\n<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il successo di qualsiasi protesi fissa dipende dalla precisione con cui vengono registrate le impronte delle arcate dentali. 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