27

Lug

Le sorgenti di infezione in ambito odontoiatrico: modalità di trasmissione e DPI consigliati

Secondo un articolo uscito sul The New York Times1 del 15 Marzo 2020, che valuta il rischio di contagio da COVID-19 in base alle professioni, è emerso che i lavoratori più a rischio sono gli igienisti dentali (rischio del 100%), le assistenti allo studio odontoiatrico (rischio del 96%) e gli odontoiatri (rischio del 95%), seguiti dagli operatori sanitari.

Ma quali sono le principali sorgenti di infezione, in che modo avviene la trasmissione e come fare per limitarla il più possibile?

Le sorgenti di infezione in ambito sanitario possono essere umane e ambientali. Fra le prime possiamo annoverare gli utenti, gli operatori e occasionalmente i visitatori; possono includere persone con malattia in atto, con infezione in fase di incubazione, o portatori cronici di agenti infettivi. La stessa flora endogena dei pazienti può rappresentare una fonte che risulta difficile da controllare. Fra le sorgenti ambientali di infezione, ricordiamo in particolare le attrezzature e i dispositivi.

Per trasmissione si intende il passaggio di un microrganismo da un individuo ad un altro. All’interno di un ambulatorio odontoiatrico i microrganismi sono trasmessi attraverso diverse modalità:

  1. contatto
  2. droplet/goccioline
  3. aerea

Di seguito analizziamo ciascuno dei tre differenti tipi di trasmissione e cerchiamo di capire in che modo contrastare la diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

Trasmissione per contatto

  • la modalità di trasmissione più frequente delle infezioni e si può suddividere in due sottogruppi:
  • Contatto diretto: presuppone il contatto di cute con cute, fra un ospite suscettibile/ricettivo e una persona infetta/colonizzata, ad esempio durante gli interventi assistenziali che comportano il contatto fisico tra operatore e utente.
  • Contatto indiretto: comporta il contatto tra un ospite suscettibile/ricettivo e oggetti o strumenti contami-nati, ad esempio durante la manipolazione di biancheria, ferri chirurgici contaminati etc.

Trasmissione per droplet (goccioline)

Le goccioline di diametro superiore ai 15 micron, contenenti microrganismi, provengono dal soggetto infetto e vengono espulse con la tosse, gli starnuti, parlando e durante l’esecuzione di alcune procedure come l’aspirazione delle secrezioni.

La trasmissione avviene quando le goccioline sono espulse a breve distanza nell’aria, e si depositano sulle congiuntive, sulle mucose orali, o sulla bocca dell’ospite. La trasmissione per droplet non deve essere confusa con la trasmissione per via aerea.

Trasmissione per via aerea

Si verifica attraverso la disseminazione di nuclei di goccioline, piccole particelle residue di diametro inferiore ai 15 micron, oppure di particelle di polveri contenenti l’agente infettivo che rimangono sospese nell’aria per un lungo periodo. I microrganismi trasportati in questo modo possono essere largamente dispersi da correnti d’aria ed essere inalati dall’ospite suscettibile entro la stessa stanza oppure a più lunga distanza dalla sorgente, a seconda dei fattori ambientali2.

Il rischio di contagio da SARS-CoV-2 in ambito lavorativo (parlando in generale, quindi non esclusivamente nel settore dentale) può essere classificato secondo tre variabili:

  • Esposizione: la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento dellespecifiche attività lavorative (es. settore sanitario, gestione dei rifiuti speciali, laboratori di ricerca, ecc.);
  • Prossimità: le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono unsufficiente distanziamento sociale (es. specifici compiti in catene di montaggio) per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;
  • Aggregazione: la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratoridell’azienda (es. ristorazione, commercio al dettaglio, spettacolo, alberghiero, istruzione, ecc.)3.

Guardando nello specifico i professionisti del settore dentale, secondo evidenze scientifiche, lo staff odontoiatrico presenta un’alterazione della flora batterica nasale del 50% maggiore rispetto al resto della popolazione, con una possibilità mediamente superiore di contrarre infezioni respiratorie rispetto agli altri medici4.

Fattori e cause di rischio

È calcolato che il rischio aumenta quando:

  • il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) o il contatto è di tipo ripetuto o continuativo, tale da aumentare il tempo complessivo di esposizione5
  • si eseguono manovre e procedure a rischio di produrre aerosol6

Nell’attuale scenario emergenziale COVID-19, il rischio di trasmissione di SARS-CoV-2 dipende dal:

  • tipo di trasmissione: da droplet e da contatto;
  • tipo di paziente: i pazienti più contagiosi sono quelli che presentano tosse e/o starnuti; se tali pazienti indossano una mascherina chirurgica o si coprono naso e bocca con un fazzoletto la diffusione del virus si riduce notevolmente;
  • tipo di contatto assistenziale: il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro), prolungato (> 15 minuti), di tipo ripetuto o continuativo, tale da aumentare il tempo complessivo di esposizione sia in ospedale che in altri ambiti assistenziali territoriali (come ad esempio operatori del territorio coinvolti nella assistenza medica ripetuta e/o continuata di casi sospetti e confermati di COVID-19) oppure quando si eseguono manovre e procedure a rischio di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (per esempio in caso di rianimazione cardiopolmonare, intubazione ed estubazione con le relative procedure come ventilazione manuale e aspirazione aperta del tratto respiratorio, broncoscopia, induzione di espettorato, terapie in grado di generare nebulizzazione, NIV, BiPAP, CPAP, ventilazione ad alta frequenza oscillatoria, ossigenazione nasale ad alto flusso, tampone nasofaringeo, procedure correlate alla tracheotomia/tracheostomia, chirurgia e procedure autoptiche che includono apparecchiature ad alta velocità, alcune procedure dentistiche).7

Considerando quindi che in ambito odontoiatrico il dentista, l’igienista e l’assistente di studio sono costantemente esposti a questi fattori, in che modo è possibile limitare la diffusione del virus? Oltre all’igiene frequente delle mani, è mandatorio l’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuale) raccomandati durante procedure oppure in setting a rischio di generazione di aerosol.

Nello specifico, in uno studio dentale, gli operatori presenti devono essere dotati di:

  • FFP3 o FFP2
  • Camice/grembiule monouso
  • Guanti
  • Occhiali di protezione/occhiale a mascherina/visiera

Bibliografia

  1. The Workers Who Face the Greatest Coronavirus Risk. The New York Times
  2. Finzi G. at al. Linee guida per il corretto utilizzo degli antisettici – disinfettanti. 2009
  3. Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” – INAIL – 2020
  4. Cristina ML et al., 2007; Clark A et al., 1974; Davies KJ et al., 1994
  5. Istituto Superiore di Sanità, 2020; WHO 6 april 2020
  6. Istituto Superiore di Sanità, 2020; Del Rio C et al., 2020
  7. Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell’attuale scenarioemergenziale SARS-CoV-2 – Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni – Rapporto ISS COVID-19 – n. 2/2020 REV. 2

Vuoi maggiori informazioni sui prodotti e le soluzioni Dental di Zhermack?

Contattaci