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Preparazione pulita e preparazione sterile del campo operatorio

La gestione dell’asepsi rappresenta uno dei punti chiave per la sicurezza del paziente odontoiatrico, specialmente in chirurgia orale e implantare. La cavità orale ospita un microbiota estremamente ricco e complesso, secondo solo a quello intestinale, con oltre 700 specie batteriche e numerosi microrganismi, tra cui funghi, virus e protozoi. (1)

Anche dopo ripetuti sciacqui, detersione meccanica o utilizzo di antisettici, la bocca non può essere resa sterile, come dimostrato da studi scientifici sulla persistenza della flora orale anche in seguito a risciacqui antimicrobici. (2,3)

Per questo motivo, il razionale dell’impiego di dispositivi sterili in odontoiatria non è quello di sterilizzare il cavo orale – obiettivo impossibile – bensì quello di evitare che microrganismi estranei alla flora orale, provenienti dalla cute del paziente o dagli operatori, possano contaminare il sito chirurgico durante l’accesso ai tessuti. (4)

Le due tipologie di preparazione del campo operatorio: pulita e sterile

È sulla base di questo principio che oggi si distinguono due tipologie di preparazione del campo operatorio: la preparazione pulita e la preparazione sterile.

Preparazione pulita del campo operatorio

La preparazione pulita rappresenta l’approccio più utilizzato nella maggior parte delle procedure odontoiatriche e anche in molte chirurgie brevi, non eccessivamente invasive o prolungate, come estrazioni semplici, apicectomie o biopsie. (5)

Diversi studi hanno dimostrato che l’uso di guanti non sterili in tali procedure non comporta un aumento delle complicanze postoperatorie, né in odontoiatria né in piccoli interventi ambulatoriali in altre discipline. (6,7)

Analogamente, in estrazioni dentarie non complicate non sono state riscontrate differenze significative nel rischio infettivo se si utilizzano guanti sterili oppure guanti puliti, come confermato anche da studi prospettici in chirurgia orale. (8,9)

Inoltre, per causare un’infezione dopo un intervento orale è necessaria una carica microbica molto elevata, superiore a 105 microrganismi per millilitro, valore decisamente superiore rispetto a quello che si può rilevare su guanti puliti e mai raggiunto nella pratica clinica. (10,11) È quindi evidente come la preparazione pulita sia un’opzione sicura in molte procedure, purché gli strumenti a contatto con i tessuti siano sempre sterili e venga garantito un adeguato controllo delle superfici su cui essi vengono poggiati e con cui l’operatore viene a contatto.

Preparazione sterile del campo operatorio

La preparazione sterile diventa invece necessaria negli interventi più complessi, prolungati o che prevedono l’impiego di biomateriali, come nelle rigenerazioni ossee, negli innesti o nei rialzi di seno mascellare, dove anche una minima contaminazione può compromettere la guarigione dei materiali privi di vascolarizzazione iniziale. (12)

In questi casi, il campo operatorio deve essere isolato con teli sterili adesivi, il team deve indossare camici sterili e deve essere eseguito un lavaggio chirurgico completo delle mani, con particolare attenzione alla detersione di mani, polsi e avambracci secondo tecniche standardizzate. (13)

Anche la detersione delle superfici della sala operatoria e la protezione dei cavi delle apparecchiature sono passaggi comuni e fondamentali, spesso sottovalutati, ma essenziali per ridurre il rischio di contaminazione indiretta durante le manovre chirurgiche.

Disinfettanti adeguati per il paziente e il campo operatorio[

In entrambe le preparazioni, il paziente deve eseguire uno sciacquo preoperatorio con clorexidina allo 0,2% per almeno un minuto, pratica che riduce la carica batterica intraorale in modo significativo e contribuisce a diminuire la contaminazione salivare del campo. (14) La cute periorale viene detersa con iodopovidone mediante movimenti centrifughi, per evitare il trascinamento di microrganismi cutanei verso la zona chirurgica.

Nella preparazione sterile vengono poi applicati teli rettangolari e teli a U adesivi che espongono una zona molto delimitata, mentre nella preparazione pulita può essere sufficiente un telo adesivo singolo.

La differenza tra i due approcci riguarda anche la composizione del team: nella preparazione sterile è previsto un ferrista dedicato (che nell’ambito odontoiatrico può essere un’assistente) e un maggiore numero di figure coinvolte, mentre nella preparazione pulita è sufficiente una squadra più ridotta, mantenendo comunque l’uso di guanti sterili da parte degli operatori.

Gli studi disponibili non mostrano differenze significative nei tassi di sopravvivenza implantare tra preparazione pulita e sterile quando gli interventi sono limitati, settoriali e privi di rigenerazioni ossee, come indicato da due ampie analisi retrospettive condotte su impianti inseriti in condizioni differenti. (15,16)

Tuttavia, l’assenza di differenze in contesti semplici non consente di estendere questa equivalenza agli interventi complessi. Nei casi in cui vi è manipolazione di innesti o biomateriali, cosa spesso necessaria durante gli interventi di implantologia, il rischio associato alla contaminazione è più elevato, e le raccomandazioni cliniche suggeriscono trattamenti in condizioni sterili rigorose, sottolineando come la durata e la complessità dell’intervento aumentino proporzionalmente il rischio di contaminazione. (17)

Per queste ragioni, la preparazione pulita è considerata adeguata per chirurgie orali estrattive e altri atti chirurgici in cui non si maneggiano biomateriali, come nelle fasi chirurgiche della riapertura, mentre la preparazione sterile è da preferire per interventi di implantologia e rigenerativi complessi, dove il controllo della contaminazione è essenziale per il successo terapeutico.

Zeta Hygiene per la disinfezione del campo operatorio

Zhermack propone Zeta Hygiene, una gamma completa di prodotti per la pulizia e disinfezione in tutte le aree di applicazione in ambito dentale: strumenti, superfici, mani, circuiti di aspirazione e impronte.

Ampio spettro d’azione, azione rapida, facilità di utilizzo, assenza di aldeidi e fenoli – sostanze tossiche – e alta compatibilità con i materiali rendono Zeta Hygiene la soluzione ideale per i professionisti più esigenti, garantendo, per l’utilizzatore e per il paziente, sicurezza e protezione elevate.

Prodotti Zeta Hygiene per strumenti, superfici e impronte e mani

I prodotti della linea Zeta Hygiene sono suddivisi in base all’applicazione per la quale sono stati concepiti.

Per gli strumenti:

  • Zeta 1 Ultra, concentrato liquido per la pulizia e disinfezione di strumenti chirurgici e rotanti a base di sali d’ammonio quaternario e ammine.
  • Zeta 2 Sporex, detergente, disinfettante e sterilizzante chimico a freddo in polvere, a base di acido peracetico.

Per le superfici:

  • Zeta 3 Soft, detergente e disinfettante in formato spray pronto all’uso a base alcolica.
  • Zeta 3 Foam, detergente e disinfettante in schiuma pronto all’uso senza alcool per le superfici più delicate.
  • Zeta 4 Wash per la detersione di superfici di pavimenti, bagni e porte.

Per le applicazioni speciali:

  • Zeta 5 Power Act, per la disinfezione e detersione dei circuiti di aspirazione e delle sputacchiere, a base di sali di ammonio quaternario.

Per la disinfezione delle impronte:

  • Zeta 7 Spray, disinfettante alcolico pronto all’uso e Zeta 7 Solution, disinfettante liquido concentrato da utilizzare per immersione.  
  • Infine, Zeta 6 Hydra è un sapone delicato per l’igiene delle mani.

References:

  1. Deo PN, Deshmukh R. Oral microbiome: Unveiling the fundamentals. J Oral Maxillofac Pathol. 2019;23(1):122–8.
  2. Dahlen G. Effect of antimicrobial mouthrinses on salivary microflora in healthy subjects. Eur J Oral Sci. 1984;92(1):38–42.
  3. Delilbasi C, Saracoglu U, Keskin A. Effects of chlorhexidine and amoxicillin/clavulanic acid on alveolar osteitis. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod. 2002;94:301–4.
  4. Scaini R, Rossi MC, Weinstein T, et al. Raccomandazioni cliniche sul controllo dell’asepsi in chirurgia implantare: preparazione pulita versus preparazione sterile. Quintessenza Internazionale & JOMI. 2014;30(1):79–87.
  5. Chiapasco M. Manuale di chirurgia orale. Elsevier; 2001.
  6. Chiu WK, Cheung LK, Chan HC, Chow LK. A comparison of post-operative complications following wisdom tooth surgery performed with sterile or clean gloves. Int J Oral Maxillofac Surg. 2006;35(2):174–9.
  7. Bruens ML, van den Berg PJ, Keijman JMG. Minor surgery in general practice: Are sterilised gloves necessary? Br J Gen Pract. 2008;58(549):277–8.
  8. Rogues AM, Lasheras A, Amici JM et al. Infection control practices and complications in dermatological surgery. J Hosp Infect. 2007;65(3):258–63.
  9. Brewer JD et al. Comparison of sterile vs nonsterile gloves in cutaneous and outpatient dental procedures: A systematic review. JAMA Dermatol. 2016;152(9):1008–14.
  10. Adeyemo WL et al. Are sterile gloves necessary in nonsurgical dental extractions? J Oral Maxillofac Surg. 2005;63(7):936–40.
  11. Elek SD. Experimental staphylococcal infections in human skin. Ann N Y Acad Sci. 1956;65(3):85–90.
  12. Robson MC et al. Rapid bacterial screening in wound treatment. J Surg Res. 1973;14(5):426–30.
  13. Raahave D et al. Infective dose of bacteria in postoperative wound sepsis. Arch Surg. 1986;121(8):924–9.
  14. Creamer J, Davis K, Rice W. Sterile gloves: do they make a difference? Am J Surg. 2012;204(6):976–80.
  15. Sharf DR, Tarnow DP. Success rates of osseointegration for implants placed under sterile versus clean conditions. J Periodontol. 1993;64(10):954–6.
  16. Cardemil C et al. Influence of different operatory setups on implant survival rate. Clin Implant Dent Relat Res. 2009;11(4):288–91.
  17. Friberg B. Sterile operating conditions for placement of intraoral implants. J Oral Maxillofac Surg. 1996;54(11):1334–6.


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