22

Lug

La sicurezza in laboratorio: rischi e norme da rispettare

Ad oggi, gran parte dei processi riabilitativi odontoiatrici passa attraverso una o più fasi odontotecniche o di laboratorio.

L’odontotecnico è colui che in laboratorio, partendo dalla replica dell’anatomia del paziente, va a realizzare diversi tipi di manufatti risultando complementare e sinergico all’odontoiatra durante una riabilitazione protesica, chirurgica o ortodontica.

Maggiore è il grado di complessità di una riabilitazione, più numerose e complesse sono le fasi odontotecniche.

Il laboratorio e i suoi ambienti

Il laboratorio odontotecnico è la struttura produttiva nella quale vengono realizzati i vari dispositivi: per questo sono necessarie numerose attrezzature, in genere piuttosto complesse, che nel laboratorio vengono disposte affinché il loro uso risulti il più ergonomico possibile e garantisca la sicurezza necessaria all’operatore che le impiega.

Nei piccoli laboratori in genere si distinguono almeno due ambienti di base: il laboratorio vero e proprio da una parte e la sala gesso e fusioni dall’altra; oltre a queste due unità, nella maggior parte dei casi si trova anche un ambiente protetto da polvere e da rumore destinato alla realizzazione delle ceramiche, e sempre più spesso un’altra zona dedicata a metodiche CAD/CAM. (1)

Per garantire un livello di sicurezza adeguato, prima di imparare anche le operazioni più semplici, l’apprendista odontotecnico deve essere istruito sulle principali norme di sicurezza e sull’uso delle attrezzature e dei materiali che dovrà utilizzare. (1)

È necessario valutare con attenzione i rischi che non possono essere eliminati finché esisteranno fonti di pericolo. Di conseguenza, tutti gli operatori del laboratorio dovranno essere informati e consapevoli dei fattori di rischio connessi alle varie attività e si adopereranno in ogni modo per diminuire i rischi attraverso un utilizzo responsabile dei materiali, delle attrezzature e soprattutto dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che sono in grado di proteggerli durante il lavoro. (1)

L’importanza dell’informazione

Più il lavoratore è informato, più lavora in condizioni di sicurezza perché motivato ad autoproteggersi. (1)

In Italia, le normative sono contenute nel “Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro”, Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (ultimo aggiornamento aprile 2022) che ha sostituito il vecchio decreto legislativo 626 del 1994. Nel testo viene sottolineato in modo inequivocabile l’importanza della prevenzione come prima misura di sicurezza sui luoghi di lavoro, le misure generali sono espresse nell’art. 15. (1)

In un laboratorio gli odontotecnici sono esposti a moltissimi fattori di rischio per infortuni (tagli, abrasioni, ustioni, folgorazioni…) e per malattie professionali (patologie visive, uditive, da fumi, da polveri, da scorretta ergonomia…).

Uno dei pericoli che l’odontotecnico deve affrontare quotidianamente è però di tipo biologico, ovvero il materiale proveniente dall’ambulatorio può essere una fonte di contaminazione e di potenziale infezione.

Quali possono essere dei rischi fisici in un laboratorio odontotecnico?

Secondo una review del 2018 (2), un’elevata percentuale (attorno al 60%) degli oggetti che provengono dallo studio odontoiatrico sono contaminati e non disinfettati (3,4); inoltre la comunicazione riguardante i processi di disinfezione tra lo studio e il laboratorio risulta deficitaria (5,6). Il controllo della contaminazione crociata, al fine di evitare l’insorgere di infezioni, deve quindi essere di estrema importanza per il dentista e per l’odontotecnico.

In aggiunta, è più probabile che avvenga una contaminazione crociata tra lo studio dentistico e l’odontotecnico piuttosto che tra dentista e paziente o tra paziente e paziente. (7) Infatti, anche se non ci sono contatti diretti con i pazienti, è riportata tra gli odontotecnici un’aumentata incidenza di infezione da epatite B (2.7%) rispetto alla media della popolazione normale (0.76%). (8)

L’ambiente orale non è sterile: la popolazione microbica del cavo orale comprende normalmente sia innocui microrganismi sia agenti eziologici di patologie infettive ben più gravi. (9)

Lo strumento di comunicazione tra l’ambulatorio e il laboratorio è l’impronta delle arcate dentarie o un manufatto protesico preesistente che necessita di modifiche. L’impronta viene eseguita con diversi tipi di materiali e, per il buon esito di una riabilitazione, non deve subire alcuna alterazione dimensionale. Dato questo presupposto essenziale per il lavoro protesico, dobbiamo subito escludere la sterilizzazione fisica come procedura di prevenzione delle infezioni. Tale procedura, infatti, produrrebbe deformazioni nel materiale tali da renderlo inutile al suo scopo. (9)

Quali sono le norme da rispettare per la sicurezza in un laboratorio odontotecnico?

Per ridurre la carica microbica a livelli di sicurezza si dovrà optare quindi per una disinfezione. Anche i prodotti per la disinfezione possono produrre alterazioni volumetriche sui materiali da impronta ma se vengono utilizzati i giusti prodotti, alle giuste concentrazioni e nei tempi stabiliti, non si hanno alterazioni dimensionali significative. (9)

Per l’ingresso di un’impronta in laboratorio va sempre seguito un protocollo (9):

• utilizzare dei guanti protettivi per estrarre l’impronta dalla busta

• disporre di uno spazio adeguato utilizzato solo per accettare i lavori dell’ambulatorio, che dovrà

essere deterso e disinfettato regolarmente

• utilizzare vaschette porta-lavori per ogni singolo lavoro, evitando commistioni con altri lavori

• effettuare la disinfezione dell’impronta nel caso non sia stata eseguita in ambulatorio

Occorre ricordare che l’odontoiatra ha il compito di disinfettare le impronte e di indicare il tipo di disinfezione che è stata eseguita nel foglio di prescrizione che viene allegato.

Qual è la legge in materia di sicurezza cui sono soggetti i laboratori odontotecnici?

A livello internazionale, secondo le linee guida pubblicate dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) occorre maneggiare, pulire, disinfettare e risciacquare qualsiasi oggetto che arriva in laboratorio da uno studio odontoiatrico (impronte, registrazioni occlusali, protesi ecc.) sempre indossando i corretti dispositivi di protezione individuale (guanti, maschere e schermi facciali). Il disinfettante utilizzato deve essere almeno di livello medio. (10) Per materiali non sensibili al calore, si consiglia sempre una sterilizzazione fisica.

È evidente quindi quanto sia importante favorire una comunicazione precisa e puntuale tra odontoiatra e odontotecnico e attuare dei protocolli di gestione specifici per il materiale che esce dallo studio odontoiatrico ed entra nel laboratorio odontotecnico al fine di ridurre il rischio di contaminazioni crociate.

Per la disinfezione delle impronte, Zhermack offre prodotti con elevate performance come Zeta 7 Solution (disinfezione per immersione) e Zeta 7 Spray (disinfezione spray). Dotati di uno spettro d’azione ampio testato secondo le più recenti norme europee sulla disinfezione e di un’alta compatibilità con i diversi tipi di materiale da impronta.


Bibliografia

  1. https://online.scuola.zanichelli.it/ilcorpoumano2ed-files/il-corpo-umano-vol-2-odontotecnici/leggere-ebook/C_3_p69_Sicurezza_laboratorio_odonto.pdf
  2. Vázquez-Rodríguez, I., Estany-Gestal, A., Seoane-Romero, J., Mora, M. J., Varela-Centelles, P., & Santana-Mora, U. (2018). Quality of cross-infection control in dental laboratories. A critical systematic review. International Journal for Quality in Health Care, 30(7), 496-507.
  3. Sofou A, Larser T, Fiehn NE et al. Contamination level of alginate impressions arriving at a dental laboratory. Clin Oral Investig 2002;6: 161–5.
  4. Haralur SB, Al-Dowa OS, Gana NS, Al-Hytham A. Effect of alginate chemical disinfection on bacterial count over gypsum cast. J Adv Prosthodont 2012;4:84–8.
  5. Jagger DC, Hugget R, Harrison A. Cross-infection control in dental laboratories. Br Dent 1995;179:93–6.
  6. Akeredolu PA, Sofola OO, Jokomba O. Assessment of knowledge and practice of cross infection control among Nigerian dental technologists. Niger Postgrad Med J 2006;13:167–71.
  7. Hazelkorn HM, Bloom BE, Jovanovic BD. Infection control in the dental office. Has anything changed? J Am Dent Assoc 1996;127:786–90.
  8. Wilcox CW, Mayhew RB, Tiffany RL. Incidence of hepatitis B exposure among USAF dental laboratory technicians. Am J Dent 1990;3:236–8.
  9. https://www.eber.org/documenti/pubblicazioni/06_odontotecnici.pdf tratto da ddl 626 1994
  10. https://www.cdc.gov/oralhealth/infectioncontrol/pdf/recommendations-excerpt.pdf

Vuoi maggiori informazioni sui prodotti e le soluzioni Dental di Zhermack?

Contattaci