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Apr
Riproduzione dei tessuti edentuli mobili e delle creste fluttuanti nel paziente edentulo
L’atrofia del processo alveolare in seguito alla perdita dei denti porta, in alcuni pazienti, alla sostituzione del tessuto osseo con tessuto fibroso iperplastico, noto come “flabby tissue” (tessuto fluttuante). (1)
Tale condizione si osserva più frequentemente nel mascellare superiore, specialmente nella zona anteriore, con una prevalenza osservata del 24% ma può presentarsi anche a livello mandibolare, dove la prevalenza è del 5%. (2,3)
Creste fluttuanti e sfide nella registrazione dei tessuti molli
La registrazione accurata dei tessuti molli edentuli è un passaggio fondamentale e necessario per ottenere una protesi totale stabile, ritentiva e confortevole. (4) La presenza di creste fluttuanti o tessuti eccessivamente mobili sulle strutture ossee edentule costituisce in questo senso una delle principali sfide per il clinico che fa protesi totale, poiché tali aree tendono a deformarsi sotto la pressione esercitata durante la presa d’impronta, alterando la morfologia reale e compromettendo la stabilità della futura protesi. (5)
Il tessuto fluttuante, inoltre, tende a spostarsi sotto il carico funzionale, determinando micromovimenti della base protesica, perdita di stabilità della stessa e formazione di lesioni traumatiche. È pertanto essenziale registrare il tessuto nella sua posizione fisiologica, evitando compressioni che ne altererebbero la forma e comprometterebbero la congruità dell’adattamento della base protesica.
Tecniche d’impronta nel paziente edentulo
Nel corso degli anni sono state proposte diverse filosofie d’impronta su edentuli: mucostatica, mucocompressiva e a pressione selettiva. (5)
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- La tecnica mucostatica mira a registrare i tessuti in stato di riposo, sfruttando la tensione superficiale come principale meccanismo di ritenzione. (6)
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- Al contrario, la tecnica mucocompressiva prevede la registrazione sotto pressione funzionale, cercando di simulare le condizioni masticatorie, ma può causare un maggiore riassorbimento osseo a lungo termine a causa della compressione cronica dei tessuti e riduzione della vascolarizzazione. (7,8)
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- La tecnica della pressione selettiva, descritta da Boucher nel 1950 (9), rappresenta una sintesi razionale delle due precedenti. Essa prevede di esercitare una pressione controllata soltanto su specifiche aree, fisiologicamente predisposte a sopportare il carico masticatorio, lasciando invece scariche le regioni più delicate o facilmente deformabili.
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- In tal modo, la mucosa del processo alveolare, più densa e fibrosa, viene registrata sotto lieve compressione, mentre la papilla incisiva, la sutura palatina mediana e le zone con mucose fluttuanti vengono registrate a riposo.
Protocolli di impronta per la gestione delle creste fluttuanti
Nel paziente con creste fluttuanti, sono stati proposti diversi protocolli di impronta specifici.
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- Shum e Pow (5) hanno descritto una tecnica che semplifica la gestione dei tessuti mediante un portaimpronte individuale in resina con perforazioni localizzate nelle aree fluttuanti. Dopo la modellazione dei bordi con pasta termoplastica, viene rilevata un’impronta con polivinilsilossano a bassa viscosità. Le perforazioni permettono al materiale in eccesso di defluire durante il posizionamento, evitando la compressione del tessuto e consentendone la registrazione delle creste mobili a riposo. (5)
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- Un altro approccio efficace è rappresentato dall’applicazione di cere da spaziatura di vario spessore durante la costruzione del portaimpronte individuale. (10) Le aree da scaricare vengono coperte con due strati di cera distanziatrice, mentre le zone di carico ne ricevono solo uno. In questo modo la distribuzione delle forze durante la presa d’impronta rispecchia la capacità di resistenza dei diversi tessuti molli, assicurando una base protesica più equilibrata e confortevole. (10)
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- Un ulteriore approccio è stato proposto da Comut e Andrawis (11), che hanno descritto una variante della window technique con l’uso di un solo materiale elastomerico. Dopo aver creato una finestra nella zona del portaimpronte in corrispondenza della cresta fluttuante, un polivinilsilossano viene iniettato contemporaneamente all’interno del cucchiaio e sulla mucosa esposta, ottenendo una fusione continua del materiale e una registrazione accurata dei tessuti mobili senza compressioni.
Digitale e CAD-CAM nella registrazione dei tessuti molli edentuli
Negli ultimi anni, l’introduzione di tecnologie digitali ha aperto nuove possibilità anche nella registrazione dei tessuti molli edentuli dal momento che l’impronta digitale risulta essere quella più mucostatica in assoluto. (12)
Park et al. hanno combinato la scansione intraorale con l’impronta convenzionale al fine di registrare i tessuti mobili in condizioni di totale assenza di pressione. I dati digitali e quelli tradizionali, ottenuti insieme mediante un portaimpronta aperto molto simile a quello di Comut et al. (11), vengono poi sovrapposti in ambiente CAD, permettendo di ottenere una base protesica con adattamento ottimale e una riproduzione fedele della mucosa fluttuante. (13)
I vantaggi del digitale nel paziente con creste eccessivamente mobili risultano poi essere presenti anche e soprattutto per l’assenza di contrazione da polimerizzazione nelle basi protesiche fresate. (14) Le basi protesiche originate infatti con resina auto-polimerizzabile sono soggette ad una distorsione per la contrazione da polimerizzazione che, in molti casi, non permette di avere un contatto con i tessuti identico a quello registrato in fase di impronta, differentemente dalle basi fresate in CAD-CAM. (10)
In conclusione, la gestione dei tessuti edentuli mobili e delle creste fluttuanti richiede un approccio individualizzato, basato sui principi della pressione selettiva e sull’uso di materiali a bassa viscosità che consentano la registrazione delle mucose in stato non deformato. Le tecniche e i protocolli di pressione selettiva proposti rappresentano ad oggi i metodi più affidabili per ottenere impronte congrue, in grado di garantire stabilità e comfort della riabilitazione protesica anche in associazione a tecnologie CAD-CAM.
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Neocolloid è l’alginato Zhermack consigliato per protesi rimovibili. Grazie al suo tempo in bocca esteso, risulta ideale per la funzionalizzazione dei tessuti molli e quindi consigliato per la protesi rimovibile da oltre il 90% dei dentisti che lo utilizzano.
*Survey Key-Stone Italia, 2019
References:
1. The Glossary of Prosthodontic Terms 2023: Tenth Edition. J Prosthet Dent. 2023 Oct;130(4 Suppl 1):e1–3.
2. Xie Q, Närhi TO, Nevalainen JM, Wolf J, Ainamo A. Oral status and prosthetic factors related to residual ridge resorption in elderly subjects. Acta Odontol Scand. 1997 Oct;55(5):306–13.
3. Carlsson GE. Clinical morbidity and sequelae of treatment with complete dentures. J Prosthet Dent. 1998 Jan;79(1):17–23.
4. Grande F, Pavone L, Molinelli F, Mussano F, Srinivasan M, Catapano S. CAD-CAM complete digital dentures: An improved clinical and laboratory workflow. J Prosthet Dent. 2025 June;133(6):1430–5.
5. Shum MHC, Pow EHN. Management of excessive movable tissue: a modified impression technique. J Prosthet Dent. 2014 Aug;112(2):387–9.
6. Zach GA, LaVelle WE. A mucostatic impression technique. Gen Dent. 1979;27(6):45–7.
7. Gupta A, Singhal P, Negi P. SELECTIVE PRESSURE IMPRESSION TECHNIQUE: AN OVERVIEW. jemds. 2014 July 18;3(29):8110–4.
8. Tripathi A, Singh SV, Aggarwal H, Gupta A. Effect of mucostatic and selective pressure impression techniques on residual ridge resorption in individuals with different bone mineral densities: A prospective clinical pilot study. J Prosthet Dent. 2019 Jan;121(1):90–4.
9. Boucher CO. Complete Denture Impressions Based Upon the Anatomy of the Mouth. JADA. 1944 Sept;31(17):1174–81.
10. Duncan JP, Raghavendra S, Taylor TD. A selective-pressure impression technique for the edentulous maxilla. J Prosthet Dent. 2004 Sept;92(3):299–301.
11. Comut A, Andrawis M. Maxillary definitive impression of excessively movable tissue with a single material. J Prosthet Dent. 2015 Oct;114(4):616–8.
12. Lo Russo L, Salamini A. Removable complete digital dentures: A workflow that integrates open technologies. J Prosthet Dent. 2018 May;119(5):727–32.
13. Park SY, Yun Y, Park C, Yun K. Integration of an intraoral scan and a conventional impression for fabricating complete dentures for a patient with flabby tissues. J Prosthet Dent. 2024 Aug;132(2):289–93.
14. Srinivasan M, Kamnoedboon P, McKenna G, Angst L, Schimmel M, Özcan M, et al. CAD-CAM removable complete dentures: A systematic review and meta-analysis of trueness of fit, biocompatibility, mechanical properties, surface characteristics, color stability, time-cost analysis, clinical and patient-reported outcomes. J Dent. 2021 Oct;113:103777.
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